Pane spezzato

Il vangelo dell’11 aprile
Dal vangelo di Gv 6,22-29
«In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Rupnik pane spezzato

Queste parole di Gesù sono cosi chiare che il commento appare superfluo. Possiamo quindi riconoscere che oltre al pane fatto di farina, acqua e lievito, per vivere abbiano bisogno di Lui. Le sue parole confermano che la nostra ricerca di Dio trova origine e proviene dal fondo del cuore e ci appartiene profondamente.
Quello spezzare il pane di Gesù (la sua Parola, insomma), diventa segno e simbolo di un’esigenza umana che si collega alla ricerca della salvezza. Non basta mangiare e bere ma occorre offrire un ristoro all’anima che ha bisogno di quella pace e di quella gioia che possiamo riceve solo da Lui. Per questo lo cerchiamo e vogliamo trovarlo. Ebbene tutto questo Gesù lo sa bene ed è pronto a donare se stesso per noi. Un Dio che si è fatto uomo per prendere su di se il fardello dei nostri peccati e scaricare dalle nostre spalle con il perdono e la misericordia quei pesi che ci opprimono e che rendono la nostra vita faticosa. Il pane e il vino che ci dona Gesù sono il dono di cui abbiamo veramente bisogno per riconoscerci Figli amati e uomini liberi di accoglierlo e farci abbracciare.

Non abbiate paura

Il vangelo del 9 aprile
Gv 6,16-21
«Sono io, non abbiate paura!».

Gesù davanti alla croce

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I discepoli sono soli sulla barca. Remano con fatica perché c’è un vento forte. Le acque sono agitate. Non riescono a raggiungere l’altra riva. …
In lontananza, però, vedono Gesù che si avvicinava loro. Pensano sia un fantasma. Ma Gesù gli dice: «Sono io, non abbiate paura!».

Si, a volte siamo stanchi, affaticati, impauriti. Nonostante tutti gli sforzi non riusciamo a raggiungere la nostra meta; non riusciamo a trovare pace; siamo provati dalle situazioni della vita.
Da soli non ce la facciamo o stiamo in piedi con difficoltà. In questi casi abbiamo bisogno di Gesù. Abbiamo bisogno di incontrarlo. Lui ci tende la mano e ci invia suoi messaggeri. Si tratta di persone che ci tendono una mano, che ci invitano ad incontrarlo a portare i nostri dubbi, le nostre perplessità, i nostri perché a Lui. Certe volte rifiutiamo l’incontro … È paura? Rabbia? Indifferenza? Cosa ci impedisce davvero di abbracciare Gesù?
Non possiamo più eludere la risposta se desideriamo trovare l’armonia perduta, se desideriamo ricominciare a vivere come è giusto che sia.
Una cosa è certa Gesù non ci pressa, non ci da fretta ma ci attende lungo la via. Attende che noi siamo pronti all’incontro e ogni volta si propone e mai impone.
Quando saremo pronti lo faremo salire sulla nostra barca e ci faremo accompagnare per trovare un posto sicuro.

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Chi fa il male si nasconde

Il vangelo del 6 aprile
Gv 3,16-21
“… la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”.
Il buio

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