La pace in famiglia

Fare la pace in famiglia. “Il vangelo invita a guardare la trave nel proprio occhio, e come cristiani non possiamo ignorare il costante invito della Parola di Dio a non alimentare l’ira. “Non lasciarti vincere dal male” (RM 12,21). E non stanchiamoci di fare il bene”. … Perciò non bisogna mai finire la giornata senza fare pace in famiglia. ..

Famiglia 7

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La logica del dono

Distacco generoso. “Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri” (Fil 2,4). … e San Tommaso d’ Aquino spiega che “è più proprio della carità voler amare che voler essere amati” e che, in effetti, “le madri, che sono quelle che amano di più, cercano più di amare che di essere amate”. Perciò l’amore può spingersi oltre la giustizia e straripare gratuitamente, ” senza sperare nulla” (Lc 6,35), fino ad arrivare all’amore più grande, che è “dare la vita” per gli altri (Gv 15,13). È ancora possibile questa generosità che permette di donare gratuitamente, e di donare sino alla fine? Sicuramente è possibile, perché è ciò che chiede il Vangelo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt 10,8). Papa Francesco

L’amabilità in famiglia

Amabilità. “… l’amore non opera in maniera rude, non agisce in modo scortese, … Detesta far soffrire gli altri. Essere amabili … è parte delle esigenze irrinunciabili dell’amore … Ogni giorno, entrare nella vita dell’altro, anche quando fa parte della nostra vita, chiede la delicatezza di un atteggiamento non invasivo, che rinnova la fiducia e il rispetto … E l’amore, quanto più è intimo e profondo, tanto più esige il rispetto della libertà e la capacità di attendere che l’altro apra la porta del suo cuore”. Papa Francesco 🌻. … E allora l’incontro con l’altro diventa un gioco di sguardi, di gesti gentili, di piccole accortezze, di gioia. Un incrocio di parole sussurrate per esaltare i pregi e negare errori e difetti, … Un incontro di carezze appena, appena sfiorate e di incoraggiamenti a sperare per spingere la vita, insieme, oltre … Buon cammino di coppia a tutti voi. Franca e Vincenzo

L’umiltà in famiglia

“Senza vantarsi o gonfiarsi”. ” Chi ama non solo evita di parlare troppo di se stesso, ma inoltre, poiché è centrato sugli altri, sa mettersi al suo posto, senza pretendere di stare al centro… Alcuni si credono più grandi perché sanno più degli altri, e si dedicano a pretendere da loro e a controllarli, quando in realtà quello che ci rende grandi è l’amore che comprende, cura, sostiene il debole… È importante che i cristiani vivano questo atteggiamento nel loro modo di trattare i familiari poco formati alla fede, fragili o meno sicuri nelle loro convinzioni. … L’atteggiamento dell’umiltà appare come qualcosa che è parte dell’amore, perché per poter comprendere scusare e servire gli altri di cuore, è indispensabile guarire l’orgoglio e coltivare l’umiltà “. Papa Francesco

Ognuno ha doni differenti

Guarendo l’invidia. “L’invidia è una tristezza per il bene altrui che dimostra che non ci interessa la felicità degli altri, poiché siamo esclusivamente concentrati sul nostro benessere. Mentre l’amore ci fa uscire da noi stessi, l’invidia ci porta a centrarci sul nostro io. Il vero amore apprezza i successi degli altri, non li sente come una minaccia, e si libera del sapore amaro dell’invidia. Accetta il fatto che ognuno ha doni differenti e strade diverse nella vita. Dunque fa in modo di scoprire la propria strada per essere felice, lasciando che gli altri trovino la loro”. Papa Francesco 🌻 Ci è chiesto di volare alto e scoprire il bello che c’è nell’altro; ci è chiesto di apprezzare e abbracciare forte l’altro; ci è chiesto di essere felici insieme all’altro che è un dono di Dio.

La benevolenza in famiglia

Atteggiamento di benevolenza. “Paolo insiste sul fatto che l’amore non è solo un sentimento, ma che si deve intendere nel senso che il verbo ” amare” ha in ebraico, vale a dire “fare il bene”. Come diceva Sant’Ignazio di Loyola, ” l’amore si deve porre più nelle opere che nelle parole”. In questo modo può mostrare tutta la sua fecondità, e ci permette di sperimentare la felicità di dare, la nobiltà e la grandezza di donarsi in modo sovrabbondante, senza misurare, senza ricompense, per il solo gusto di dare e di servire”. Papa Francesco. 🌻. Fare il bene. Fare il bene dell’altro. Fare il bene dell’altro e vedere in lui/lei Gesù. Questo non solo è bello ma dona pace al cuore.

La pazienza in famiglia

La pazienza. “Essere pazienti non significa lasciare che ci maltrattino continuamente, o tollerare aggressioni fisiche, o permettere che ci trattino come oggetti. … anche l’altro possiede il diritto a vivere su questa terra insieme a me, cosi com’è. Non importa se è un fastidio per me, se altera i miei piani, se mi molesta con il suo modo di essere o con le sue idee, se non è in tutto come mi aspettavo. L’amore comporta sempre un senso di profonda compassione, che porta ad accettare l’altro come parte di questo mondo, anche quando agisce in un modo diverso da quello che io avrei desiderato”. Papa Francesco

Per sempre non si dice, si fa

“I Padri sinodali hanno ricordato che Gesù, rifacendosi al disegno primigenio sulla coppia umana, riafferma l’unione indissolubile tra l’uomo e la donna, pur dicendo che ” per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così ” (Mt 19,8). L’indissolubilità del matrimonio è … un dono. La condiscendenza divina accompagna sempre il cammino umano, guarisce e trasforma il cuore indurito con la sua grazia, orientandolo verso il suo principio, attraverso la via della croce”. Papa Francesco

Il progetto di Dio

Il progetto di Dio. “Di fronte a quelli che proibivano il matrimonio, il Nuovo Testamento insegna che “ogni creazione di Dio è buona e nulla va rifiutato” (1 TM 4,4). Il matrimonio è un “dono” del Signore (1 Cor 7,7). Nello stesso tempo, a causa di tale valutazione positiva, si pose un forte accento sull’avere cura di questo dono divino: “Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia” (Eb 13,4). Tale dono di Dio include la sessualità “Non rifiutatevi l’un l’altro” (1 Cor 7,5)”.

Aquila e Priscilla