Dal Vangelo secondo Luca
Lc 14,1.7-14
Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
Parola del Signore.
Il vangelo di oggi ci parla di umiltà, di cura dell’altro, di una Vera sapienza di vita quotidiana … Per riflettere ci facciamo aiutare da Padre Davide Maria Turoldo un profeta del novecento. Cos’è e dov’è l’umiltà? Sta forse nel metterci in un cantuccio, nell’isolarci dagli altri? Bene leggiamo cosa scrive padre Turoldo:
Non nel disimpegno,
nel chiamarsi fuori,
ma nel tenace, umile,
quotidiano lavoro
che si prende cura della terra
e delle sue ferite,
degli uomini e delle loro lacrime.
Scegliendo sempre l’umano
contro il disumano.
David Maria Turoldo