Dal Vangelo secondo Luca
Lc 7,31-35
In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
Parola del Signore.
La piccola riflessione di questa mattina è della nostra carissima amica Mirella Muia, eremita (Eremo dell’Unità di Gerace), una delle voci più profonde del nostro tempo.
“E non sono quelli che hanno giudicato folli Giovanni il Battista e Gesù – ma coloro che hanno visto, in quella che può apparire come follia, intemperanza e infedeltà, la vera ‘follia’ di cui siamo tutti debitori: quella di Dio, che si dona senza limiti anche a chi lo cerca sempre e solo nella sicurezza, nella continuità di una vita senza scosse, nella distanza dalle sofferenze di ogni genere…e non si accorge neanche di non trovarlo – e di incontrare solo un simulacro, un idolo a nostra immagine…
Ma la nostra vera immagine, quella che il creatore ha impresso in noi come sigillo, è proprio quella della follia d’amore di Dio…e il riconoscerla e aderire ad essa è il frutto della Sapienza : essa ci svela il cuore di Dio, che in Gesù si è fatto volto umano perché finalmente ne cerchiamo la somiglianza…”.
Buona giornata
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️