Oggi vi propongo una breve intervista a Olivier, pellegrino diretto a Gerusalemne. Si è fermato per una notte a Casa Plotino a Suio di Castelforte.
Gli ho chiesto se voleva condividere un breve racconto dei suoi pellegrinaggi. Ringrazio Olivier per la sua testimonianza che ci offre l’opportunità di conoscere qualcosa dello Spirito che vive nei pellegrini. La sua è una testimonianza breve ma significativa. Vi invito a leggerla. (Le sue parole le ho tradotte in italiano con un traduttore automatico, quindi, in qualche tratto non sono proprio precise ma si comprende il senso del suo messaggio che, tra le righe, nasconde qualcosa di speciale che anima chi decide di spingere i sui passi sui cammini lenti per esempio verso Santiago di Compostela, sulla Francigena e sui tanti altri cammini riscoperti e che sono una forma nuova per vivere il proprio tempo “esplorando il mondo con lentezza”).
Grazie Olivier per questo dono.
“Mi chiamo Olivier, ma le persone che mi vogliono bene mi chiamano Olive.
Sono un pellegrino, come te. A 14 anni, ormai anziano, ero uno chef di stagione. Probabilmente pagheresti 1500 euro per 70 ore a settimana, trascorrendo il resto della giornata senza stress, 24 ore su 24.
Qualche tempo fa ho letto i libri di Paulo Coelho, Il pellegrino di Compostela. Non lo sapevo, ma questo libro mi avrebbe cambiato la vita.
Dopo un periodo molto stressante al lavoro e dopo aver finito il libro, ho deciso di fare il mio Cammino Francese da Saint Jean Pied de Port fino a Santiago. Ho pensato di fare un viaggio iniziale, come nel libro.
La realtà mi ha colpito il primo giorno: il mio zaino era troppo pesante e non ero affatto preparato per un viaggio del genere.
Ho rischiato di rinunciare almeno dieci volte durante la salita dei Pirenei, e ogni volta un pellegrino si fermava per chiedermi come stavo e si offriva di accompagnarmi. Questo mi ha sorpreso e deliziato. Nella vita di tutti i giorni, quando si vede qualcuno seduto per terra, si tende a giudicarlo. Così, con l’aiuto di questi compagni di pellegrinaggio, sono arrivato a Roncisvalle.
Poi ho semplicemente continuato, come tutti gli altri. Ho imparato il potere del Cammino. Come trasformare il dolore fisico, con i piedi ben piantati a terra, in qualcosa di positivo. Ovviamente, non potevo lamentarmi per 800 km al giorno. Così mi sono ripreso.
—- Finalmente sono arrivato a Carrión de los Condés e ho incontrato un pellegrino senza soldi. Mi ha chiesto aiuto e io ho rifiutato. E per di più, gli ho fatto la predica: “Senza soldi, niente Cammino. È impossibile, torna a casa”.
Poi ho continuato la mia avventura verso Santiago, e ammetto di aver riflettuto a lungo su quello che avevo detto a quel tizio. Che errore ho fatto! Pensavo di essere una persona di mentalità aperta, ma in realtà ero stato stupido ed egoista.
Una volta terminato il Cammino, sono tornato in Francia e, dopo aver riflettuto su tutto, ho deciso di percorrerlo io stesso, senza soldi. Come penitenza per il mio errore, volevo scoprire cosa aveva vissuto. E l’ho fatto!
Così, sono stato contagiato dal virus del Cammino. Da allora, non ho più smesso.
Ho percorso 16 Cammini Francesi, di cui 2 andata e ritorno, 9 Cammini del Portogallo (passando per Fatima), 2 Cammini Primitivo, 2 Cammini Anglaise, 10 Cammini di Fisterra, 1 Cammino del Norte, 1 Via de la Plata, 4 Cammini Catalani, 1 Cammino di Gran Canaria, ecc… E un giorno, ho deciso di andare a Gerusalemme.
Tutto è iniziato come un pensiero passeggero, mentre camminavo lungo i sentieri per Fatima. Ho visto un adesivo su un palo, quello rosso e bianco con la scritta “Cammino di Gerusalemme”. Poi ho proseguito per Santiago, pensando che un giorno ci sarei andato. Solo che, senza rendermene conto, avevo già iniziato.
Un’altra volta, avevo appena terminato il Cammino Francese e, una volta arrivato a Santiago de Compostela, ho pensato: “Ehi, ho un po’ di tempo, e se tornassi indietro a piedi?” E ho rivisto gli adesivi con la scritta “Cammino di Gerusalemme”. Così, quando mi sono fermato a Logroño, avevo già percorso la via di pellegrinaggio più antica dai tempi di Fatima.
E così, anno dopo anno, alternando il mio lavoro stagionale in viticoltura, sono arrivata dopo Roma, dove le nostre strade si sono incrociate.
Perché sì, non lavoro in cucina da molto tempo. Dopo il mio primo Cammino Francese, ho deciso di abbandonare completamente quel lavoro folle e di dedicarmi a un lavoro più vicino alla natura.
Certo, questo progetto ha preso forma lentamente. Un passo alla volta. Ho fatto molte ricerche per trovare il mio itinerario e ho anche incontrato diversi pellegrini che erano già stati a Gerusalemme e sono tornati. Altri sono in cammino, come me.
Comunque, grazie per tutto quello che hai fatto. E Buon Cammino! ✨👣✨
Se hai facebook puoi seguire Olivier ogni giorno lui pubblica un diario:
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Scritto originale in francese da Oliver
Je m’appelle Olivier mais les gens qui m’aiment bien m’appellent Olive
Je suis Pèlerin, comme toi. Il y a 14 ans de ça,dans mon ancienne vie, j’étais cuisinier en saison. Ça veut dire 70 heures par semaines payées 1500 euros, pas de jour de repos et bien-sûr être en état de stress 24/24.
Un été je lisais le livre de Paulo Coelho, le Pèlerin de Compostelle. Je le savais pas mais ce livre allait changer ma vie.
Donc après un été bien stressant dû à mon job et après avoir fini de lire le livre,je décide de faire moi même le Camino Frances depuis Saint Jean Pied de Port jusqu’à Santiago. Je pensais faire un voyage initiatique, comme dans le livre.
La réalité m’a rattrapé le premier jour,mon sac était beaucoup trop lourd, je n’étais pas du tout préparé à un voyage comme celui-ci.
J’ai failli abandonner au moins 10 fois dans la montée des Pyrénées et à chaque fois un Pèlerin s’est arrêté pour me demander comment j’allais et me proposer de marcher avec lui. Chose qui m’a étonné et agréablement surpris. Dans la vie de tous les jours quand les gens voient quelqu’un assis par terre ils ont plus tendance à le juger. Je suis donc arrivé avec l’aide de ces “compagnons de galère” à Roncevaux.
Puis j’ai continué tout simplement, comme tout le monde. J’ai appris le pouvoir du Camino. Comment transformer la douleur physique,les pieds ancrés dans le sol, en quelque chose de positif. C’est évident,je ne pouvais pas me plaindre pendant 800 km tous les jours. Alors j’ai pris sur moi
J’ai fini par arriver à Carrión de los Condés et j’ai croisé un Pèlerin sans argent. Il m’a demandé de l’aide et j’ai refusé. Et en plus je lui ait fait la morale ” Pas d’argent,pas de Camino. C’est pas possible ça, rentre chez toi”
Puis j’ai continué mon aventure jusqu’à Saint Jacques et j’avoue avoir beaucoup pensé à mes paroles avec ce gars. Quelle erreur de ma part,je me prenais pour une personne ouverte d’esprit mais en fait j’avais été stupide et égoïste.
Une fois mon Camino fini,je suis rentré en France,et après avoir repensé à tout ça, j’ai décidé de faire moi aussi un Chemin sans argent. Comme une pénitence pour mon erreur et découvrir ce qu’il avait vécu. Et j’y suis arrivé !!!
Voilà, j’avais été touché par le “virus” Camino. Depuis je n’ai pas arrêté.
J’ai marché 16 Camino Frances dont 2 allez- retour, 9 Camino du Portugal en passant par Fatima,2 Camino Primitivo, 2 Camino Anglais,10 Camino de Fisterra, 1 Camino del Norte,1 Via de la Plata, 4 Camino Catalan,1 Camino de Gran Canaria ect….
Et un jour j’ai décidé d’aller sur Jérusalem.
Au début c’était une idée comme ça, quand je marchais sur les chemins de Fatima. J’avais vu le sticker sur un poteau. Celui en rouge et blanc “Jérusalem way” puis j’ai continué sur Santiago en me disant que un jour j’y irai. Sauf que sans le savoir je l’avais déjà commencé.
Une autre fois je venais de finir un Camino Frances et une fois arrivé à Saint Jacques de Compostelle je me suis dis : Tiens j’ai le temps,si je faisais le chemin du retour. Et j’ai encore vu les stickers ” Jérusalem Way”
Alors quand je me suis arrêté à Logrono j’avais déjà marché sur le plus vieux chemin de Pèlerinage depuis Fatima.
Et c’est comme ça, d’année en année,alternant mon travail saisonnier dans la viticulture que je suis arrivé après Rome où on s’est croisé.
Parce que oui je ne travaille plus depuis longtemps en cuisine. Après mon premier Camino Frances j’ai décidé d’arrêter complètement ce job insensé et de m’orienter vers un travail plus prêt de la nature.
Bien-sûr ce projet s’est construit doucement. Un pas après un autre. J’ai fait beaucoup de recherches pour trouver mon itinéraire et j’ai rencontré aussi pas mal de Pèlerins qui étaient déjà allés à Jérusalem et en était revenu. D’autres sont en chemin comme moi.
Voilà en tous cas merci pour tout ce que tu as fait . Et Buen Camino ! ✨👣✨