Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-11
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Parola del Signore.
Il coomento è dell’amica di Mirella Muia, eremita di Gerace in Calabria
“Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta “.
Gesù si trova nel tempio con i suoi discepoli, come sappiamo – e queste sue parole suscitano in essi un interrogativo nato dalla loro comprensibile inquietudine:
” Maestro, quando accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?”.
Sappiamo che quel tempio fu già ricostruito dopo la prima distruzione ad opera di Nabucodonosor nel 587 a.C. e dopo il ritorno dei deportati da Babilonia – ma tornerà ad essere distrutto durante la vita stessa degli apostoli, nel 70 d.C ad opera dei Romani.
Forse però oggi queste parole di Gesù non andrebbero riferite solo a quegli eventi storici – ma piuttosto al senso della storia in cui viviamo.
Il tempio è un segno importante della presenza di Dio fra gli uomini: che cosa può insegnarci la sua distruzione, se non che siamo chiamati a fare della nostra stessa vita il vero luogo della sua presenza?
” Badate di non lasciarvi ingannare…
Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono accadere queste cose, ma non è subito la fine”.
La fine di cui parla Gesù è in realtà il vero inizio, che si rende visibile – pur essendo all’opera da sempre – nella misura in cui le pretese dei poteri umani vengono meno, dimostrando la loro inconsistenza…
Così è stato nella storia di ogni tempo e continua ad essere, per manifestare che il vero fondamento di tutte le cose che non periscono è il regno di Dio che chiede di essere accolto nella piccolezza della vita di ogni uomo…
Buona giornata
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️