Quale vita desideriamo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.

Anche oggi desideriamo condividere con voi la riflessione della nostra amica Mirella Muia, eremita a Gerace in Calabria

Gesù ha appena predetto ai discepoli le persecuzioni a cui andranno presto incontro – e le sue parole devono essere parse loro incomprensibili, perché fino all’ultimo essi credono che presto egli verrà riconosciuto come il Messia, e questa loro attesa è basata sulla fiducia che i fatti stessi lo dimostreranno.
La predizione di Gesù ha però un fine ben preciso, anche se in quel momento per loro non può ancora essere chiaro: e questo fine è la loro testimonianza.
Quando ciò accadrà, comprenderanno che colui che è morto e risorto sarà presente proprio a partire dalla loro testimonianza.

“Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere”.

La testimonianza degli apostoli non dipenderà delle loro capacità di espressione, ma sarà il frutto del dono della sapienza di Dio, che il Figlio comunicherà loro.
Di fronte ad essa non vi sarà risposta umana in grado di smentirla.

Ascoltando queste parole di Gesù, siamo nello stesso tempo consapevoli che gli apostoli non potevano prevedere come ciò sarebbe accaduto…

“Sarete odiati da tutti a causa del mio nome…
…Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”.

Come potevano pensare, allora, che quella perseveranza equivaleva al martirio?
E come si può così salvare la propria vita ?

Questi interrogativi sono stimoli a interrogarci seriamente sul valore che attribuiamo alla nostra vita…perché, di quale vita parla Gesù? Certo non di ciò che è semplice sopravvivenza: ma di quella che porta in sé il valore e il segno della perfetta immagine e somiglianza con il loro Maestro…

Buona giornata

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️

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