Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,21-24
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
Parola di Dio.
Oggi riflettiamo su questo passo del Vangelo recuperando un commento del grande San Giovanni Paolo II …
”Particolarmente fortunati furono quanti, vivendo al tempo di Gesù, ebbero la gioia di stargli accanto, di vederlo, di ascoltarlo. Gesù stesso li chiama beati: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l’udirono” (Lc 10, 23-24).
La formula “vi dico” fa capire che l’affermazione va al di là d’una semplice constatazione del fatto storico. Quella che Gesù pronuncia è una parola di rivelazione, che illumina il senso profondo della storia. Nel passato che lo precede Gesù non vede soltanto gli avvenimenti esterni che preparano la sua venuta; Egli guarda alle aspirazioni profonde dei cuori, che sottostanno a quegli avvenimenti e ne precorrono l’esito finale.
I contemporanei di Gesù, in gran parte, non si rendono conto del loro privilegio. Vedono e sentono il Messia senza riconoscerlo come il Salvatore sperato. Si rivolgono a lui senza sapere di parlare con l’Unto di Dio annunciato dai profeti.
Dicendo: “ciò che voi vedete”, “ciò che voi udite”, Gesù li invita a cogliere il mistero, andando oltre il velo dei sensi. In questa penetrazione Egli aiuta soprattutto i suoi discepoli: “A voi è stato confidato il mistero del Regno di Dio” (Mc 4, 11).
In questo cammino dei discepoli alla scoperta del mistero si radica la nostra fede, fondata appunto sulla loro testimonianza. Noi non abbiamo il privilegio di vedere e di sentire Gesù come era possibile nei giorni della sua vita terrena, ma con la fede riceviamo la grazia incommensurabile di entrare nel mistero di Cristo e del suo Regno”
Buona giornata
Franco e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️