Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,12-14
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Che cosa vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di loro si smarrisce, non lascerà le novantanove sui monti e andrà a cercare quella che si è smarrita?
In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
Così è volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda».
Parola del Signore.
Condividiamo la riflessione dell’eremita Mirella Muia di Gerace in Calabria
Gesù ci descrive un pastore attento non solo al gregge come un insieme di pecore, ma soprattutto ad ogni pecora in quanto creatura libera nei suoi movimenti, al punto di correre il rischio, allontanandosi, di smarrirsi…
Il pastore Gesù segue con lo sguardo ogni pecora, lasciando a ciascuna la libertà di muoversi come vuole – perché sa che non sarà mai abbandonata a sé stessa.
“In verità io vi dico: se riesce a trovarla, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite”.
Di fronte all’immagine della pecora che si allontana da quel gregge che noi siamo, alcuni potrebbero reagire giudicandola come ribelle – e spesso così accade nelle nostre comunità dalla mentalità ristretta – ma non è questo l’esempio di Gesù.
Solo il pastore è in grado di ricercare la pecora smarrita, che ai suoi occhi vale quanto tutto il gregge, e solo lui può trovarla – ma nello stesso tempo al resto delle pecore è chiesto di comprendere ciò che muove il pastore, per essere in comunione con lui nella sua cura di chi si è smarrito…
“Così è la volontà del Padre vostro che è nei cieli, che neanche uno di questi piccoli si perda”.
Buona giornata
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️