Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
Commento di Mirella Muia, eremita a Gerace
“Come non immaginare la moltitudine che il Signore vede intorno a sé? E non solo quella folla che lo seguiva strada facendo, mentre passava da un villaggio a un altro – ma proprio quella moltitudine incalcolabile che è tutta la condizione umana, e che solo lui può abbracciare con lo sguardo.
Stanchi per le fatiche di ogni giorno, ma forse ancora più stanchi per le delusioni e le amarezze che ci accompagnano sempre, nell’esperienza quotidiana della solitudine che ci circonda per la chiusura di ciascuno su sé stesso…Ecco il vero peso, perché ci fa sentire impotenti e senza voce…
Di quale ristoro ci parla Gesù, se non di quello che solo lui ci può dare: la comprensione che quel peso lo porta lui per noi, perché è il primo a sperimentarlo e ad assumerlo, sapendo che proprio questa è la sorgente della vera comunione: abbracciare nella com-passione la solitudine del mondo…
“…Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita…”
Questa è la via: riconoscere che quel peso diventa un giogo condiviso, nella misura in cui impariamo da lui a portarlo come egli fa, e riconosciamo in questo suo invito l’unica via concreta di condividere la povertà di Dio che in Gesù si svuota per amore…
“…Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero.”
Ed è così che quel giogo diventa dolce: entrando nell’umiltà del suo cuore vi troviamo l’unica vera risposta ad ogni nostra domanda e l’unico sollievo ad ogni stanchezza…
Essere segno dell’umiltà di Dio non è facile : molti cristiani infatti si attendono sempre da lui segni di potenza, e non comprendendo il suo apparente silenzio, se ne allontanano…
La vera gioia di chi crede è nella condivisione della povertà del Signore, ed è questa la vera testimonianza che egli ci affida. Perché sua è la povertà dell’amore…
Buona giornata
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️