Il respiro del silenzio

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,11-15
 
In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».

Parola del Signore.

Commento di Mirella Muia, eremita di Gerace in Calabria.

Questo primo versetto fa parte del vangelo della domenica, ed è bene intenderlo come un invito a discernere di quale grandezza e di quale piccolezza intende parlare Gesù…
In questo ci aiutano i versetti successivi:

“Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono”.

È un’affermazione sconvolgente: come può il regno dei cieli diventare preda dei violenti di questo mondo? Non è forse vero che ci aspettiamo che avvenga il contrario…?
La nostra fede fa tuttora fatica a distaccarsi dall’immagine troppo umana della potenza di Dio, da cui attendiamo segni di supremazia…
Ma non accade cosi: perché il regno dei cieli è venuto in mezzo a noi, incarnandosi nella persona di Gesù, che ha risposto alla violenza degli uomini portando a noi l’umiltà infinita di Dio.

“Tutti i Profeti e la Legge hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elia che deve venire…”

Giovanni, riconoscendo e annunciando in Gesù il Messia atteso, ha portato a compimento la profezia biblica.
Cosa intende Gesù affermando che egli è l’Elia che deve venire? Non intende certo parlare di reincarnazione della figura storica di Elia – ma del suo carisma che attraversa la storia umana: quello di manifestarsi nella vita di quei testimoni che riconoscono e trasmettono la presenza nel mondo di quella “voce del silenzio sottile” che si manifesta a chi davvero ascolta…

“Chi ha orecchi, ascolti!”.

Stiamo attenti a questo ammonimento: è molto concreto e deve coinvolgerci. Gli orecchi indicati qui non sono quelli della carne, ma del cuore: come Elia ha imparato, nella sua esperienza di esule e perseguitato, a non cercare la voce di Dio nel rumore delle forze del mondo, così siamo chiamati a tendere il nostro ascolto a quella Voce che non fa rumore, ma è il vero respiro del silenzio…

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