Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,29-34
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Parola del Signore.
Oggi desideriamo riflettere su questo passo del vangelo con alcuni versi di un grande profeta del novecento Davide Maria Turoldo:
Gesù, agnello di Dio,
vieni a portare la pace
là dove infuria la guerra,
vieni a fondere in un popolo solo il mondo,
a comporre in armonia tutti i continenti.
Vieni a ispirare con la tua dolce parola
tutti i governi della terra,
a placare tutte le classi,
a disarmare tutte le razze del mondo.
La poesia di David Maria Turoldo, “Ecco l’Agnello di Dio”, è un’intensa invocazione a Cristo come portatore di pace universale, che chiede la fine di guerre, odio e divisioni sociali. La lirica chiede al Signore di rinasce nei luoghi della sofferenza e del lavoro, come unica speranza per l’umanità.
Preghiamo.
Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️