Cari amici, la Pasqua bussa alle nostre porte come un raggio di sole che illumina i vicoli del borgo (di ogni borgo) portando con sé il profumo della terra che si risveglia e la dolcezza di una promessa finalmente compiuta.
Oggi siamo chiamati a guardare il mondo (in fiamme a causa della esplosione di guerre a pezzi) con gli occhi di chi compone un presepe: con pazienza, cura e il desiderio profondo di veder sbocciare la vita in ogni angolo, anche in quelli più nascosti e silenziosi del nostro quotidiano.
Lasciamo che il passato resti un solco fertile in cui abbiamo seminato, senza che diventi un peso, ma piuttosto la linfa che alimenta la nostra serenità presente.
In questa festa di luce, il nostro augurio è che ognuno possa riscoprire la bellezza della libertà autentica, quella che non alza muri ma spalanca finestre sul bene comune.
Sogniamo una comunità che sappia farsi unità, dove ogni parola detta sia un mattone per costruire ponti e ogni gesto un abbraccio che ricuce le distanze.
Restiamo fuori da ciò che divide; cerchiamo invece ciò che ci rende fratelli, custodendo le nostre radici e i racconti che ci rendono orgogliosi di questa terra.
Che la Risurrezione non sia solo un istante, ma il respiro costante dei nostri giorni, un’armonia che trasforma ogni incontro in un’occasione di gioia e di rispetto.
A ciascuno di voi, alle vostre famiglie e ai cuori che cercano pace, giunga l’augurio più sincero per una Pasqua sognante, luminosa e profondamente unita.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️