Dal Vangelo secondo Matteo 11, 25-27
In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Parola del Signore
Camminiamo sospesi su fili di dati, dimenticando il sapore del silenzio. Eppure, sotto il cielo stellato di un mondo che corre senza una meta, risuona ancora quel sussurro antico, dolce come un sogno ad occhi aperti:
«Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli».
Non nei talk-show urlati, né nelle fredde analisi dei geopolitici di turno, si posa la carezza della verità, ma negli occhi di chi sa ancora stupirsi.
I grandi della terra disegnano confini e calcolano profitti sulle macerie, mentre i piccoli curano la terra con la pazienza invisibile dei poeti.
Sono loro a custodire il segreto di una pace che non fa notizia, loro che guardano le nuvole e vedono ancora vascelli carichi di speranza.
In questa notte dell’umanità, dove la tecnologia sembra avere ogni risposta, la vera sapienza si fa spazio nell’abbraccio disarmato di chi sa amare.
Padre del cielo, ridonaci lo sguardo puro di chi sa accogliere il mistero, per ritrovare la via di casa, semplicemente camminando insieme.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️