Dal Vangelo secondo Luca 9,43-45
In quel giorno, mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: «Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini».
Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento.
Parola del Signore
C’è un’ombra leggera che sfiora la luce dei miracoli, un soffio di mistero che fa tacere persino il vento.Mentre la folla tiene ancora gli occhi pieni di meraviglia per i prodigi compiuti, Gesù si volta verso i suoi.Le sue parole cadono nel cuore del giorno come gocce di pioggia silenziosa sopra un lago incantato.«Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato», sussurra, rivelando il destino d’amore che lo attende.È un annuncio sospeso nell’aria, una verità troppo grande e fragile per essere compresa subito.I discepoli lo guardano, ma un velo invisibile scende sui loro pensieri, custodendo quel segreto nell’ombra.È la solitudine di chi cammina con il cuore colmo di domande, senza trovare il coraggio di dare loro una voce.Hanno timore di chiedere, come se pronunciare quella parola potesse spezzare l’incanto del presente.Così si stringono attorno a lui, camminando in un silenzio denso di presagi, custodito dalle stelle.In quella paura immobile c’è tutta la fragilità umana che di fronte al mistero della croce preferisce tacere.Eppure, proprio in quel silenzio, l’amore incipiente di Dio continua a tracciare la sua via nel mondo.Un cammino fatto di passi leggeri, di sguardi che si cercano e di un’attesa soffusa di speranza.Gridare la verità a volte fa tremare, mentre accoglierla piano piano permette all’anima di fiorire.Restano così, sospesi tra il timore del domani e la luce infinita della sua presenza accanto a loro.In quel non capire c’è già un seme di fede, pronto a germogliare al sorgere del primo raggio d’alba.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️