La vostra pace scenderà su di lui.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
Parola del Signore

Sui passi leggeri di chi non possiede nulla, la grazia del Regno si posa come rugiada al mattino. Non bastoni, non bisacce, non ori pesanti, ma un’unica eredità da donare con un sorriso: la pace. Entrate nelle case come ospiti del silenzio, lasciando che il vostro saluto sia un abbraccio di cielo. Se una porta si apre, un frammento di eternità vi dimora, trasformando ogni soglia in una terra santa e fiorita. E se il rifiuto chiude il cerchio nel buio, la polvere si scuote leggera, senza ombre nel cuore, perché la promessa luminosa non si spegne mai, ma continua a camminare, cercante e fedele, incontro all’aurora che già rischiara il domani.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

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