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Con gli Amici dell’eremo

E cosi questa sera abbiamo ricominciato gli incontri all’eremo. A farci compagnia il gruppo degli “amici” che da anni pregano la Parola con noi. Anche stasera il Signore è stato  “qui” accogliendo le nostre povere parole e succerendo al nostro spirito lo stile con il quale cercare di essere suoi testimoni nella semplicità.

È bello sapere di essere parte di una “grande famiglia” nella quale si è amici e si condividono gioie e speranze. Tutto avviene nel quotidiano nel quale spesso non riusciamo a farci capire e a farci conoscere e, forse, nemmeno siamo capaci di dimostrare l’amore che portiamo nel cuore.

Eppure anche questa sera con semplicità abbiamo invocato lo.Spirito, abbiamo, come piccola Chiesa domestica,  ascoltato la Parola, l’abbiamo meditata, l’abbiamo pregata e contemplata … Abbiamo condiviso, accompagnati dalla fioca luce di un cero, le nostre povere riflessioni e chiesto al Signore di restare con noi.

Poi, leggendo il Vangelo di Matteo di domenica prossima (Mtv 21, 28-33) abbiamo riscoperto come fare la volontà del Padre è lo straordinario che ci fa figli autentici. Abbiamo riconosciuto come ogni “si” pronunciato con la bocca ha bisogno di una testimonianza nel quotidiano e che Dio Padre, sempre in dialogo con ogni uomo. vuole guidare l’uomo verso la salvezza e costantemente protegge da ogni male. Allora con la fiducia nel cuore cercheremo di vivere il presente puntando lo sguardo sul futuro.

Franca e Vincenzo osb-cam

Il bene sta sempre oltre i potenti

Ai potenti da fastidio se qualcuno denuncia il loro comportamento e per questo cercano di eliminare ogni voce critica.
Ai potenti, invece, piacciono le persone che fanno da corona alla loro “corte” e dicono sempre “si” solo per compiacere il loro padrone e ottenere vantaggi. Sono gli stessi pronti a cambiare opinione se cambia il potente di turno continuando a sguazzare nel torbido pur di continuare a godere di privilegi. Questi, a volte, sono più crudeli del loro stesso padrone capaci di mettere in atto ogni azione violenta per compiacere se stessi e mettere in cattiva luce gli altri.
Da sempre i potenti preferiscono questi individui e cercano di eliminare non solo gli avversari ma anche coloro che, per amore del popolo, sono pronti a sacrificare la vita e ogni onore per il bene di tutti.
Eppure, questi appassionati del bene e della verità, nonostante, sanno a cosa vanno incontro e sono facili profeti “vedendo” che  finiranno per essere emarginati ed esclusi non possono rinunciare ad Amare. Perché senza Amare si sentirebbero già morti mentre Amando sentono di avere la vita fin da subito. Chi si riconosce Uomo non può che Amare. Che accada ciò che deve accadere  ma che non si perda mai la vita. Alla vita non si può rinunciare perché la vita ci è stata donata per viverla da uomini veri.

Franca e Vincenzo osb-cam

Dal Vangelo di Luca 9,9

“Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo”.

A due a due …

Gesù manda i suoi discepoli per le strade del mondo. Li manda senza denari, senza vestiti di ricambio, senza bastone e li affida alla provvidenza. Ma attenzione non li manda soli. Gli invia a due a due affinché ognuno, durante il viaggio si possa appoggiare all’altro. La ricchezza che Dio concede ai suoi discepoli è solo quella di un compagno di viaggio con il quale affrontare i pericoli e le insidie della vita e con il quale condividere le gioie, le ansie e le paure. I discepoli di Gesù sono forti, quindi, di un aiuto e di un supporto che li sostenga nella lotta contro il male e contro ogni potere laico o religioso che rischia di complicare, ancora  di più, la loro già fragile esistenza.

La loro missione sulla terra, il loro pellegrinaggio di testimoni, di evangelizzatori è affidata alle persone che incontreranno e non certo a ricchezze accumulate. Proprio nei giorni scorsi papa Francesco ci ha ricordato come il male si insinua nel cuore degli uomini attraverso il denaro, “sterco del demonio”.

L’invito di oggi rivolto a tutti, ma proprio a tutti, è quello di un radicale rinnovamento (aggiornamento) che sappia abbandonare i segni e i simboli del potere, che sappia avere più fiducia nell’uomo, che sappia confidare nella provvidenza di Dio e che abbia il coraggio di abbandonare le cose che appesantiscono e che sono fonte di controtestimonianza. Gesù invita a lasciare le sicurezze, gli agi, i privilegi e ogni tipo di potere che “uccide l’anima” e distrugge ogni possibilità di essere autentici testimoni. Oggi, in questa epoca di cambiamento, c’è davvero bisogno di ridare cuore ad una missione che cammina sui piedi scalzi di donne e uomini innamorati di Dio e che, in umiltà, sappiano riproporre l’autentico messaggio del Signore. Perché ciò possa accadere c’è tanto bisogno di preghiera e di autentica testimonianza ordinaria.

E’ molto  difficile che gli apparati e le caste possano percorrere queste strade ma gli uomini di Dio hanno il dovere di mostrare che è possibile seguire l’esempio di Gesù e il suo invito ad andare senza denaro, senza tunica, senza bastone ma con l’unica ricchezza di avere Lui per guida e un compagno di viaggio per ogni altro bisogno.

Franca e Vincenzo osb-cam

“Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né sacca, né pane, né denaro, e non portatevi due tuniche”.  Luca

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Un segno misterioso

È un grande mistero,
mistero di morte e di gloria,
è la croce,
follia, scandalo e dolore.

Via scelta dal Padre
per la salvezza dell’uomo.

Segno distintivo,
che chiede sequela,
che chiede testimoni,
che chiede passione.

Appeso su quel legno,
Lui resta muto,
scruta,
ascolta e
Ama, Ama davvero.

Ama voi, ammalati,
disgraziati, sofferenti,
voi soli, oppressi,
voi miseri e poveri,
voi umiliati ed esclusi,
voi che siete nel pianto.

Quando tutti vi avranno abbandonato,
Lui no,
sarà sempre li accanto a voi per
soffrire con voi
sperare con voi,
gioire con voi.

Questa è la via,
questa è la strada del cristiano,
questo è il cammino di Gesù.

Franca e Vincenzo osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,13-17

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Parola del Signore

Beati voi poveri, Guai a voi, ricchi.

Ricchezza, Gola,
Piacere e Potere
sono i quattro guai
che Luca addita
all’uomo di ogni tempo.

Quattro trappole capaci
di farci vivere l’inferno adesso.

Quattro inganni
che il genio del male
presenta con dolcezza e
con il gusto di rubare l’anima.

Poveri, Affamati,
Sofferenti e Odiati
sono, invece, i beati.

Beati che otterranno il Regno di Dio,
dove vivranno felici, sazi e amati.

Beati voi poveri,
Guai a voi, ricchi.

Franca e Vincenzo osb-cam

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,20-26

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:

«Beati voi, poveri,
perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi, che ora avete fame,
perché sarete saziati.
Beati voi, che ora piangete,
perché riderete.
Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi,
perché avete già ricevuto la vostra consolazione.
Guai a voi, che ora siete sazi,
perché avrete fame.
Guai a voi, che ora ridete,
perché sarete nel dolore e piangerete.
Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».

Parola del Signore

Io ho scelto voi

È notte e
il silenzio cresce.
È questo il tempo favorevole
il momento delle grandi scelte.

Gesù si ritira sul monte,
solo, nel buio della notte,
testimoni le stelle,
Egli guarda in alto e
chiede aiuto al Padre.

Allo spuntare dell’alba
i suggerimenti ricevuti,
si fanno decisioni per il futuro.

Dodici,
dodici uomini sono chiamati.
Tutti diversi, non hanno meriti,
ma servizi affidati,
Non sono i migliori,
ma sono nel cuore del Padre.

Loro, loro e non altri,
sono inviati nel mondo.

Scelti dal Signore,
disponibili a seguirlo,
camminano con le loro fragilità
e offrono la vita per il Vangelo.

Franca e Vincenzo osb-cam

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,12-19

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

Parola del Signore

La mano inaridita

Dotti e sapienti,
ricchi, potenti e spesso duri,
fanno delle forme un culto,
gabbie per i semplici.
Osservano, ascoltano e
impongono pesanti fardelli.
Sono loro, sempre loro,
con fare prepotente,
con palesi abusi,
esercitano il potere.

Intanto la mano inaridita
di un piccolo uomo
messa al centro
riprende coraggio e forza.

Scribi e farisei guardano perplessi,
s’infuriano e ordiscono trame,
meditano vendetta di lesa maestà.

È brutto essere presi di mira,
sentire di non essere compresi e,
per questo, perseguitati.

Ma la fede non ha padroni,
non è una gabbia,
è via che libera gli schiavi,
che costruisce persone,
che invita alla missione.

Il Vangelo, buona notizia,
dona forza e coraggio
a vite spente e mani inaridite
mani che ora toccano quelle del Padre.

Franca e Vincenzo osb-cam

 

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,6-11

Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.

Parola di Dio

Il silenzio degli innocenti

Gesù, l’unico maestro,
non esclude, non condanna,
non caccia nessuno.

Gesù corregge, ama e
si fida dell’uomo.
Gesù non minaccia,
non odia e non abusa del suo ruolo.

Gesù, anzi, è vittima del male,
delle calunnie e delle falsità.

Gesù conosce il cuore dell’uomo,
lo accoglie, lo rispetta e lo ama.

Chi nasconde i suoi scheletri nell’armadio,
chi per coprire i suoi fallimenti e manie
condanna e crea mostri è un assassino e
non è testimone del Signore.

Chi vede quanto accade e
non interviene è un complice e
il Signore gliene chiederà conto.

Gesù, ieri, oggi e domani,
indica la via dell’amore vero,
che si esprime in un abbraccio
e non in una scandalosa condanna.

Il giorno del giudizio verrà e
in quel giorno
ogni cosa sarà alla luce del sole
anche gli abusi fatti e
le reticenze di chi sapeva e
ha fatto finta di nulla.

Franca e Vincenzo osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Parola del Signore

Un cuore che vede

Un cuore che vede
è pienezza dello Spirito,
è fede vera,
è vita che racconta del Padre,
è segno della presenza di Lui.

La Legge, invece,
è freddezza,
è forma,
è potere,
è simbolo di giudizio e condanna.

In ascolto silenzioso,
viviamo la libertà dei Figli,
l’abbraccio intimo del Padre,
la gioia di un incontro,
la misericordia dei giusti.

Quanti farisei,
quanto male e dolore,
quanti abusi e violenze.

Accogliere il cuore di Cristo,
offrire spazi allo Spirito e
la Pace misericordiosa
sarà il frutto più bello.

Franca e Vincenzo osb-cam

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore

Il bacio che illumina

Scende copioso,
scende nel grembo di Maria,
ed esplode la luce,
che sconfigge le tenebre.

Le antiche promesse, ora,
sono storia realizzata,
grande speranza,
segno potente dell’onnipotente.

Il silenzioso Giuseppe accetta,
l’umile Maria accoglie,
la terra è baciata dall’amore
l’umanità può toccare l’eternità.

L’insperabile Spirito Santo,
ora ha offerto la salvezza,
a chi accetta e accoglie il suo bacio.

L’Emmanuele, il Dio con noi è qui.

O uomo, accetta, accogli e
in umile silenzio,
ascolta la sua voce
che illumina la tua tenebra.

Franca e Vincenzo osb-cam

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,18-23

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi.

Parola del Signore