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Zia Mariuccia e le castagne della Rocca

In un bosco di castagno che avvolge un vulcano dormiente trovi un antico borgo dove c’è una strana scuola con una sola “maestra” di nome zia Mariuccia.

Zia Mariuccia ha un vestito nero, uno scialle di pizzo bianco, il fazzoletto nero in testa e tanta, ma tanta voglia di raccontare il suo “amore” per la sua terra e più ancora per la castagna.
Se vuoi vederla, parlarci e ascoltare le sue “lezioni d’amore” per la castagna la trovi a Roccamonfina una cittadina da fiaba che sorge in mezzo ad un bosco di castagno.
Minuta nel fisico, zia Mariuccia, ti accoglie nella sua scuola con fare gentile e simpatico. Ti mette a tuo agio e poi ti scruta con curiosità. Ha uno stile accattivante, una mimica attraente e le sue parole catturano anche i distratti (come Vincenzo) che dopo qualche incertezza ne resta ammaliato.
Zia Mariuccia, al secolo Anna Izzo, poeta, giornalista,  ma anche appassionata innamorata della sua terra e ancora di più della castagna attira gli “studenti” adulti o bambini che siano per trasmettere l’amore per la castagna.
Con ironia ma anche con grande maestria e competenza ne illustra le varietà, la bontà, le caratteristiche e cosi facendo la mette al centro di storie e leggende.
La castagna è per davvero la sua passione più intensa e più coinvolgente e finisce per farla amare a chiunque ha la gioia di ascoltare le sue lezioni d’amore.
Grande zia Mariuccia. Da oggi in poi ogni volta che ci metteremo a sedere sul terrazzo dell’eremo e guarderemo la montagna di Roccamonfina Zia Mariuccia riemergera’ dalla memoria come un fiore profumato per ricordarci di lei e ritroveremo il desiderio di accoglierla qui, magari in una serata d’inverno, mentre nel caminetto dell’eremo  il ciocco di legno, con la sua brace, ci aiuterà a preparare le caldarroste da gustare con un bicchiere di vino.
È stato bello averti incontrato Zia Mariuccia e ti aspettiamo davvero all’eremo di famiglia insieme agli amici per vivere una bella serata di fraternità.

Franca e Vincenzo osb-cam

Ma perché abbiamo raccontato questa storia apparentemente semplice e banale? Perché dietro vi è l’amore per la terra, la passione per la vita, il desiderio della semplicità … perché dietro il fare di Zia Mariuccia vi è tutto “quel mondo” che questo tempo sembrerebbe voler dimenticare e la cui memoria, invece, è necessaria ed indispensabile per continuare ad essere donne e uomini liberi e appassionati amanti del creato. Un creato che siamo stati chiamati a custodite e che, di fatto, stiamo distruggendo. Zia Mariuccia con questa sua splendida iniziativa tenta di compiere una grande, forte e potente  azione di contrasto alle multinazionali e ai potenti che stanno provando a omologare la vita sulla terra sulla base della loro convenienza e cioè di un unico governo mondiale. Ma finché ci saranno delle zie Mariuccia non vinceranno. Grazie di esserci Zia Mariuccia.

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Ed eccoci con alcuni Amici dell’eremo insieme a Zia Mariuccia

 

“Intanto incominciamo fratelli”

“Fratelli” ci ha chiamati “fratelli” il nostro nuovo arcivescovo … Sono state queste alcune delle prime parole che ha pronunciato ieri pomeriggio a Gaeta nella Cattedrale appena dopo la presa di possesso …

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La faccia buona di chi ti accoglie con un sorriso che ti tocca il cuore, i gesti semplici di un Padre che ti vuole bene, le parole che sorgono dalla Parola e indicano la via da seguire, lo sguardo che esprime fin da subito una chiamata a seguire Gesù, … queste le nostre primissime sensazioni di fronte al nostro nuovo arcivescovo, un uomo di Dio donato alla nostra diocesi. Pregare con la Parola per vivere nell’oggi  la gioia e la speranza e poi, quel suggerimento che il vangelo di oggi ci propone con delicatezza e forza: chinarsi sulle ferite dell’uomo, fasciare le ferite con l’olio della compassione e il vino della gioia, prendersene cura caricandoselo sulle spalle, portarlo in salvo e trascorre con lui la notte fino alla nuova alba; pagare le spese con il proprio e promettere di farlo ancora se servirà.

È cosi che stiamo leggendo il programma che mons. Vari sembra aver proposto o delineato per la diocesi. Prossimità, dono, gratuità, vita semplice, relazioni umane profonde, …

Stiamo vivendo un tempo davvero nuovo … Gioia e speranza …