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Ti cercavamo

Dicono che il più grande successo di un padre e di una madre è diventare inutili . … Vero.

E poi, altri aggiungono … che il più grande successo dei figli sarà prendersi cura dei genitori e dei loro bisogni. Verissimo.

Gratuitamente avete ricevuto e gratuitamente date.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,41-51

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».  Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.

Parola del Signore.

La pagliuzza e la trave

Giudicare qualcuno e accusarlo è ipocrita. L’invito di Gesù è quello di guardare dentro di noi non fuori di noi. Accusare qualcuno è una specie di modo per giustificare se stessi mentre il nodo da sciogliere è dentro di noi.

Non c’è altro da fare se vogliamo davvero riprendere in mano la nostra vita e costruire un futuro possibile. Non possiamo dare sempre la colpa o la responsabilità agli altri. Se vogliamo essere veri uomini dobbiamo trovare il coraggio di essere veri con noi stessi, dobbiamo guardare la verità che abbiamo nascosto dentro di noi. Solo se riusciremo a fare questo potremo liberarci dai fantasmi che popolano la nostra notte e riuscire a vivere. C’è sempre un momento di verità che non possiamo evitare. Dobbiamo affrontarlo e vincere; dobbiamo avere il coraggio di scavare dentro di noi perché la questione e la soluzione è lì, dentro di noi.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7,1-5

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Parola del Signore.

Erba di campo

Selvaggia e libera, spontanea e rustica … l’erba di campo ricopre la nuda terra e la riveste di meraviglie. Tutto viene dal creatore che si prende cura di noi, che suscita emozioni, che spinge i nostri passi e il nostro cuore immaginando strade sempre nuove da offrirci per ridare cuore e coraggio a chi si sente vuoto e spento. L’invito è a cercare il regno di Dio qui e adesso, a cercare la sua giustizia perché la vita, ogni vita, riprenda forza e abbia il coraggio di essere figlia dello Spirito che soffia sempre e comunque dove e come vuole. Nessuno potrà ingabbiare il vento dello Spirito; nessuno potrà fermare il dono della vita bella che il creatore ha offerto; nessuno, proprio nessuno, dovrà preoccuparsi del domani, tutto, infatti, è nella mani di Dio con il quale siamo invitati a collaborare per costruire il regno.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,24-34

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre.
Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».

Parola del Signore.

Preghiamo così

Pregare è uno stare alla presenza, un guardare oltre le apparenze, un fare silenzio dentro per riempirsi di Lui ascoltando la sua voce e percepire lo Spirito. Pregare è chiedere ciò che il Padre già conosce attendendo che la sua volontà si faccia storia; pregare è chiedere di avere il coraggio di accettare le situazioni della vita; pregare è chiedere la pace lasciando andare tutto ciò che non dipende da noi; pregare è accogliere, senza rancori, ogni cosa da qualunque parte provenga e fare del nostro meglio … il meglio possibile … il meglio che ci è consentito.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Parola del Signore.

Molte cose ho ancora da dirvi

Anche oggi come al tempo di Gesù l’uomo non è capace di conoscere tutto o di portare il peso di molte verità. Occorre saper aspettare ed essere disponibili ad accogliere lo Spirito Santo che pian piano ci svelerà e ci farà conoscere tutte le cose anche quelle nascoste. Sappiamo bene, infatti, che non tutta la verità emerge, non tutta la verità viene detta, non tutte le cose sono fatte o dette alla luce del sole.

Il Signore, perciò, ci invita a saper restare in attesa chiedendo allo Spirito di guidarci nella scoperta della realtà. Tutto avverrà gradualmente secondo i piani di Dio che ci farà scoprire molte cose nascoste che, oggi, possiamo solo intuite.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16,12-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Parola del Signore.

Tradire

L’adulterio è un tradimento. Significa essere infedele ad una relazione di coppia ma in senso più ampio significa rompere un rapporto, una relazione, qualsiasi relazione.

Accettare un tradimento, si sa, è davvero complicato; è qualcosa che scuote la vita in profondità anche perché arriva da una persona di cui ti fidi e, quindi, da uno dal quale mai ti saresti aspettato di essere tradito. Eppure, quanti tradimenti? Quante relazioni di coppia o di amicizie, o di parentela sono colpite da questa triste realtà? Tante, lo sappiamo.

Si tratta di situazioni che riguardano la vita quotidiana e che dobbiamo mettere in conto senza permettere che possano turbare la nostra vita anche se le abbiamo subite e le subiamo. Crediamo, invece, che occorre pregare e pregare forte per chi tradisce una relazione. Purtroppo chi tradisce non ha pace e non l’avrà neanche nel futuro. E noi, anche se siamo vittime di tradimento non possiamo e non dobbiamo farcene una pena ma dobbiamo trasformare il male ricevuto in bene, dobbiamo rispondere al male con il bene e saper accettare e accogliere ogni azione cattiva che ci colpisce con il sorriso e con la pace nel cuore. Non dimentichiamo di pregare per chi tradisce perché chi tradisce è un povero, tanto povero che ha bisogno di pietà, aiuto e compassione. Se anche tu sei stato tradito sorridi e prega per chi ti ha fatto o ti fa del male. Questa persona ha bisogno di essere aiutata con la speranza di salvarlo dalla rovina che inevitabilmente lo colpirà. Il male fatto, purtroppo, porterà la sua vita in una condizione infernale non dopo la morte del corpo ma già adesso, perché il suo cuore non potrà reggere al male che ha fatto o che farà. La vita di chi tradisce è come quella di un disperato. Si finge forte ma in realtà è un debole, tanto debole da farsi sopraffare dal male che lo ha avvolto e lo ha fatto prigioniero. Pace a lui.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,27-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Parola del Signore.

Amatevi

Ancora una volta Gesù conferma che il vero rispetto della Legge antica sta nell’Amare e nella capacità di perdonare … Ma attenzione al fuoco della Geènna a cui sarà destinato chi abusa e si approfitta della bontà dell’altro.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Parola del Signore.

I grandi del Regno dei cieli

La pienezza della Legge è l’Amore. Gesù supera le forme dei precetti, va oltre le regole scritte e le supera per renderle piene di senso. Il vero fondamento della Legge sta nell’Amare. Quindi Gesù non la abolisce ma testimoniando l’Amore da alla Legge il carattere della Verità che i 613 precetti di scribi e farisei sfiorano molto da lontano.

La pienezza che Gesù da alla Legge antica è racchiusa in cuori che, grazie allo Spirito Santo, sanno vedere e sanno suggerire i gesti, le parole e le azioni da compiere.

Il cuore che vede è la pienezza della Legge e le donne e gli uomini che, invece, credono di rispettare la Legge osservando le forme esteriori di questa sono semplicemente dei farisei. Le donne e gli uomini che seguono Gesù, invece, sono persone che Amano e Amano tanto profondamente che sono capaci di sapersi immedesimare nella condizione dell’Altro al punto di saper donare la propria vita per la salvezza dell’Altro. Sono questi i grandi nel regno dei cieli.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Con una lancia gli colpi il fianco

È dal cuore che sgorga la capacità di Amare ed è sempre dal cuore che viene fuori sangue ed acqua segno e simbolo dell’unità tra l’umano e il divino. Questa verità, purtroppo, è sempre meno presente nella nostra vita che insegue i miti di questo mondo e ignora platealmente il crocifisso. I nostri occhi rifiutano il crocifisso e pur avendolo collocato sulle pareti di molte delle nostre case ha perso il suo significato. Da simbolo di vita è diventato un soprammobile. I nostri occhi guardandolo vedono solo un corpo straziato appeso al legno della croce. Abbiamo perso la visione delle fede perché cerchiamo solo le cose di questo mondo e respingiamo la potenza dello Spirito Santo che è l’unica chiave per vedere la Verità che quel crocifisso ci consegna.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19,25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Parola del Signore.
 

Abbiate coraggio

Ci vuole coraggio per attraversare il buio; ci vuole coraggio per spingere i propri passi su strade e sentieri inesplorati; ci vuole coraggio per guardare gli altri negli occhi. Oggi ci viene da pensare al cappero che in questo periodo si veste con fiori bellissimi tanto da meritarsi l’appellativo di “orchidea del Mediterraneo”. Il cappero, si sa, non ha mai ispirato nessuno. Non ha ispirato letterati; non ha ispirato artisti; non ha ispirato neanche l’Autore sacro. Diciamo che il cappero nonostante sia dai più ignorato ha il coraggio di offrire movimento ai vecchi muri; ha il coraggio di mettere radici nelle crepe delle pietre; ha il coraggio di essere geloso della sua bellezza che ci concede solo tra maggio e giugno con i suoi bellissimi fiori. Forse anche noi dovremmo avere il coraggio del cappero e come lui non aver paura dei momenti bui nei quali siamo certi di avere un compagno di viaggio che ci parla e ci incoraggia raccontandoci cosa è accaduto duemila anni fa in Palestina … Lui ha vinto il mondo e sta sempre accanto a noi anche quando i potenti provvisori di questo mondo, con astuzia e malignità, cercano di ostacolarci se non, addirittura, farci anche del male.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16,29-33

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

Parola del Signore.