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Fare la volontà del Padre

Buongiorno. Due proposte: la prima è la nostra riflessione che sta mandando in onda Radio Civita nella rubrica “Sulla via di Emmaus” per ascoltare clicca qui

La seconda proposta è il commento di Madre Mirella Muia, dell’Eremo dell’Unita di Gerace.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 7,21.24-27
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Parola del Signore.

Li spezzò e li dava ai discepoli

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 15,29-37
 
In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò.
Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».

Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

Parola del Signore.

Tendere e attendere

Un nostro carissimo amico a proposito dell’Avvento ha parlato di “attendere” e “tendere”. Sarebbe un’attesa che si vive camminando. A queste due perle di saggezza mi piace, oggi, aggiungere la lettura dell’Avvento, che ne fa Dietrich Bonhoeffer:

“Celebrare l’ Avvento, significa saper attendere e l’attendere è un’arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato.
Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi sono ingannati in continuazione, perché il frutto, all’apparenza così bello, al suo interno è ancora aspro, e, mani impietose, gettano via ciò che le ha deluse.
Chi non conosce l’aspra beatitudine dell’attesa, che è mancanza di ciò che si spera, non sperimenterà mai nella sua interezza, la benedizione dell’adempimento”.

Tutte belle indicazioni che ci invitano a vivere questo tempo dentro un silenzio appassionato dove ogni piccolo alito di vento porta il segno dell’Atteso e ogni spicchio di natura ci racconta l’infinita potenza del creatore che viene e ridare Speranza.


Franca e Vincenzo, osb-cam, ❤️

Lasciarono le reti

Per ascoltare la nostra piccola riflessione clicca qui

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,18-22
 
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Parola del Signore.

Verrò e lo guarirò

Ecco il piccolo commento al Vangelo di oggi … Clicca qui

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,5-11
 
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Un invito per te e i tuoi amici

Dal 28 novembre al 4 dicembre alle 7 e alle 19 siamo su Radio Civita InBlu per curare la rubrica “Sulla via di Emmaus, La Parola e le Parole”. Se vuoi puoi unirti in ascolto agli orari stabiliti. Pertanto in questa settimana non invieremo il solito post con il vangelo e il relativo pensiero e ti invitiamo ad ascoltarci su Radio Civita InBlu.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Per ascoltare, alle 7 e alle 19 di ogni giorno, ti basta cliccare sul link qui sotto.

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Diverse sono le voci che si alterneranno nel commento alle letture: Franca Forgetta e Vincenzo Testa, oblati camaldolesi dell’eremo di famiglia Aquila e Priscilla; don Carlo Lembo, vicario per la pastorale dell’arcidiocesi di Gaeta e parroco a Formia; Ernesto Ialongo, diacono a Itri e padre di famiglia; don Guerino Piccione, parroco di Itri; Gianni Paparello, diacono a Fondi e padre di famiglia; don Riccardo Spignesi, sacerdote novello.

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LA RUBRICA SARA’ DISPONIBILE IN PODCAST OGNI GIORNO DALLE ORE 7.05
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Vegliate in ogni momento

Il «Vegliate!» di Gesù si riferisce prima di ogni cosa all’attesa del suo ritorno glorioso. Ma si riferire anche alle tante situazioni della vita in cui possiamo incontrarlo. Gesù, infatti, è davvero presente nel volto e nelle storie delle persone che incontriamo e anche nella storie della nostra vita . Egli ci chiama ad accorgerci di Lui cercando di andare oltre i nostri desideri e i nostri egoismi per accogliere la sua volontà. Vegliare significa fare quello è che è giusto, facendolo quando va fatto; significa non rinviare le scelte importanti, perché potremmo non avere più tempo e modo di farle; significa non trascurare i poveri, gli ultimi e chiunque attorno a noi può avere bisogno del nostro aiuto; significa, perdonare, perdonare settanta volte sette.

La preghiera del cuore, la preghiera continua ci aiuta a vedere l’invisibile e ad impedire ai nostri cuori di ignorare i bisogni che incontriamo nella vita quotidiana. Coraggio il momento è questo.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Le mie parole non passeranno

Gesù dona la Speranza ai poveri e agli oppressi che saranno liberati dai tiranni e da coloro che vivono arricchendosi e sfruttando gli ultimi. Il brano di oggi segue l’annuncio della distruzione di Gerusalemme e l’invasione dei pagani. Segue la caduta delle stelle, cioè dei potenti del tempo che si consideravano divini come le stelle, il sole e la luna. Ebbene, quando vedrete finire il potere di questi “finti” potenti sappiate che il Regno di Dio è vicino, la liberazione dalla vostra oppressione è prossima.

Ogni potere umano è destinato a finire ma le parole di Gesù non posseranno. Tutto accadrà molto presto. Gli attuali uomini al potere presto dovranno abbandonare il loro trono terreno e la Parola di Dio vincerà ogni situazione di male. Nulla e nessuno potrà sfuggire a questo annuncio. I poveri e gli oppressi saranno liberati e i potenti cadranno e si scioglieranno come neve al sole. Come il contadino osserva le sue coltivazioni e capisce che il raccolto sta arrivando guardandoci intorno anche noi possiamo cogliere i segni della fine di certi poteri e la liberazione del mondo. Stiamo con gli occhi e il cuore aperti.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,29-33
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: 
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. 
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Parola del Signore.

La vostra liberazione è vicina

La libertà dell’uomo presuppone la libertà da ogni potere di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Gesù annuncia la liberazione per tutti uomini che vivono schiacciati dal potere politico, militare o religioso. Si, c’è anche un potere religioso che, in virtù della sua arroganza, tende a dominare gli uomini e lo fa con tecniche e modalità davvero simili a quelle dei sacerdoti del tempio. È questo il potere che Gesù dice, crollerà in tre giorni (la sua passione, morte e resurrezione), al termine dei quali le donne e gli uomini, figli di Dio, finalmente, avranno la libertà di esprimere la propria FEDE e riacquistare una personale relazione con il Padre. Credere nel “figlio dell’uomo” significa abbandonare ogni potere terreno per riconoscersi figli di un Padre che ama. Nessuna prepotenza terrena deve turbare la nostra vita perché ciascuno di noi è prezioso nelle mani del Padre Nostro. È lui che libera, che preserva, protegge e accompagna anche se appare invisibile.

Questa libertà che Gesù annuncia è già nel mondo, ed è a portata della nostra mano ma dobbiamo aprire gli occhi del cuore per accoglierla respingendo ogni forma di ingerenza e dominio che certi uomini del potere, anche religioso continuamente tentano di imporci. Gesù ci ha liberati. Non c’è più un Tempio dove trovare Gesù, siamo noi, ciascuno di noi il Tempio del Signore. Gesù, infatti, se ce lo permettiamo è pronto ad abitare dentro di noi e ci invia continuamente messaggi e Parole di vita buona. Questa mattina allora ringraziamo Gesù che ci guida parlando dall’interno del nostro cuore. Apriamo la mente all’ascolto del cuore e saremo capaci di respingere e rifiutare ogni tentativo di male.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,20-28
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Parola del Signore.

Sarete odiati a causa mia

Il commento di oggi è di Madre Mirella Muia, Eremo di Gerace in Calabria

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,12-19
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. 
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.