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Sono venuto a gettare fuoco

Il fuoco è simbolo di Dio che brucia d’Amore per il suo popolo. È la fiamma viva che arde nel roveto… Gesù confessa di essere venuto per seminare il 🔥 della presenza di Dio sulla terra. Questo fuoco separa il bene dal male, va oltre ogni legame terreno e divide chi non lo accoglie nel cuore da chi, invece, lo segue. Il fuoco dell’Amore è anche capace di produrre separazione nella vita. Questa e lo sappiamo è esperienza di vita quotidiana che non possiamo cambiare perché il male non sopporta il bene e trova mille ragioni per creare continuamente tensione. Bene e male si oppongono e dividono inevitabilmente anche le famiglie e le amicizie. Saltano rapporti consolidati, relazioni che sembravano solide e forti. Il male tende sempre a separare, a dividere e a scatenare reazioni rabbiose … Dobbiamo evitare, perciò, ogni tipo di reazione negativa, restare fedeli alla Legge dell’Amore e vivere la croce che abbiamo ricevuto con Letizia nel cuore.

Il fuoco di Dio ci aiuterà a riscaldare la vita evitando il freddo del male che si oppone al bene.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,49-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Parola del Signore.

Pensando a Piero Angela

Desideriamo ricordarlo con alcune delle sue stesse parole che, in questo tempo, sentiamo davvero tutte nostre.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

“Sento che il conto alla rovescia va avanti, ma bisogna solo accettare quella che è la vita. Abbiamo una possibilità su miliardi di nascere, e dobbiamo esser felici di aver vissuto, siamo stati fortunatissimi. E quindi va anche accettato che, ad un certo punto, il biglietto sia scaduto.
Da quando ho compiuto 90 anni mi chiedono che penso della morte.
Penso che la morte sia una grande scocciatura.
È una mancanza di vita. Se ci pensa, noi moriamo ogni notte quando ci addormentiamo. La sofferenza, soprattutto fisica, ma anche psicologica, è la cosa che può turbare. Ognuno di noi si augura una buona morte.
Penso sempre a un detto di Leonardo: così come una buona giornata porta a un buon dormire, così una vita spesa bene porta a un buon morire.”

Piero Angela ❤️

Come bambini

Se non diventeremo come bambini non entreremo nel Regno dei cieli. Ma cosa significa? Significa essere senza malizia, senza cattiveria e senza fare il doppio gioco.

I bambini, infatti, hanno occhi innocenti e non si vergognano di farti domande imbarazzanti. I bambini sono sinceri, non dicono bugie e non inventano storie. Nello sguardo hanno una luce di purezza e il loro sorriso apre orizzonti sconfinati. Parlano con semplicità e sanno essere affettuosi, dolci e non indossano maschere. Le loro parole nascono dal cuore e ti guardano negli occhi … Sono queste le ragioni per le quali Gesù dice: “Se non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli!”.

Gesu, insomma, ci dà le dritte per la vita buona e per essere accolti nel Regno dei cieli.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,13-15
 
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Parola del Signore.

Per la durezza del vostro cuore

Occorre passare dalla durezza del cuore e cioè dall’essere egoisti ad Amare e cioè a donare vita. Questo è il passaggio che Gesù ci invita a fare nel cammino della nostra esistenza in questo mondo. L’Amore non ci chiede cose materiali ci chiede affetto, abbracci e uno “stare” dove non è facile, un “io ci sono” da dove tutti scappano, un “mettersi in gioco” ad un livello più alto, un “vivere secondo il cuore di Dio” perché questo è quello che conta … ci chiede di “rischiare per il vero bene“. Buon cammino

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 19,3-12
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio». Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Parola del Signore.

Perdonare sempre

Il Vangelo di oggi non ha bisogno di commenti. I fatti narrati sono insegnamenti per la vita buona. Preghiamo affinché lo Spirito Santo ci dia la forza e il coraggio di affrontare la realtà nella quale siamo immersi che non possiamo cambiare. Noi possiamo cambiare solo noi stessi.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 18,21-19,1
 
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.

Parola del Signore

Se uno mi vuole servire

Servire il Signore implica la disponibilità ad accogliere anche la sofferenza o addirittura la consapevolezza che si può morire fisicamente (nei luoghi nei quali il cristianesimo è perseguito) oppure anche alle proprie ragioni o aspirazioni personali (rinunciando a replicare e/o sopportando invettive o accuse gratuite). Servire è mettere al primo posto l’altro anche se questo non è per niente facile e a volte non è compreso dalla persona o dalle persona che stiamo aiutando. Servire è seguire Gesù sulla via dolorosa con pazienza, con coraggio, amando il silenzio ed evitando di reagire al male che ci viene fatto. Fidiamoci e affidiamoci e restiamo fedeli al Signore qualsiasi cosa ci verrà fatta. Dobbiamo essere sicuri che, se faremo tutto questo il Signore ci solleverà su ali d’aquila e ci alzerà oltre il male e la cattiveria. Al male rispondiamo facendo del bene. Restiamo saldi nell’Amore e l’Amore non ci lascerà.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 12,24-26
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Parola del Signore.

Vegliate … non sapete né il giorno né l’ora!

Anche oggi il Signore ci invita ad essere pronti per l’incontro con Lui e a fare come le vergini sagge che insieme alle lampade avevano con loro l’olio per alimentarle. Nessuno di noi conosce il giorno e l’ora ecco perché siamo chiamati a vivere ogni giorno come l’ultimo. Attenzione, queste parole non sono dettate dalla tristezza o dalla paura ma sono un bel richiamo a certe nostre vite spesso completamente fuori misura. Accogliere Gesù è invece la meta del viaggio che stiamo facendo e dimenticarlo ci porta a sbattere. Il giorno nel quale, senza preavviso, Egli verrà deve trovarci pronti e gioiosi, sereni e disponibili a seguirlo. Ci sono, infatti, cose essenziali che meritano attenzione: relazioni da coltivare, occhi da incrociare, parole, baci e abbracci che, se non distribuiamo adesso, non torneranno più. Questa vita è così veloce, fragile e straordinaria che merita la nostra attenzione e non possiamo sciuparla in cose futili. Non è mai tardi per vivere facendo il bene disponibili ad accogliere l’altro anzi questa è l’unica vera priorità. Il resto, tutto il resto, è davvero inutile e spesso ci fa fare cose grottesche rendendo la nostra vita un inferno. Dobbiamo impedire che il male distrugga la nostra vita e guardare un fiore che spunta tra le rocce, il cielo pieno di stelle e l’alba che ci dona il nuovo giorno. Vegliamo e viviamo in attesa dell’incontro con Gesù.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 25,1-13
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Parola del Signore.

Lo uccideranno ma risorgerà

L’annuncio della morte di Gesù e la sua resurrezione fa sempre impressione. Sapere che i propri giorni terreni stanno per finire suscita sempre amarezza che, però, la fede può farci superare se riusciamo a guardare oltre questa vita. Si tratta di accettare l’inevitabile destino avendo fiducia nel Signore che ci ha promesso la vita eterna. Ma se questo è poco allora tutto il resto è inutile.

Vediamo che di fronte all’annuncio di Gesù i discepoli sono tristi e anche noi di fronte all’annuncio della morte lo siamo. Ma questa tristezza è la reazioni di chi non ha ancora compreso quale è la nostra reale meta. Con certi comportamenti, infatti, crediamo di essere i padroni della vita e dimentichiamo che basta un soffio perché il nostro viaggio terreno si concluda.

Se davvero amiamo Gesù e a Lui vogliano restare fedeli salvando la nostra vita e vivendo bene i nostri giorni dobbiamo riporre fiducia in Lui. Lui ci ama e attraverso i momenti tristi, le preoccupazioni, le gioie e le notti di questa vita ci accompagnerà fino allo spuntare di quell’alba nella quale il sole non tramonterà più.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 17,22-27
 
In quel giorno, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

Parola del Signore.

Anche voi tenetevi pronti

Il migliore modo di attendere il Signore è “servire”. Si, perché servire è ciò che il Signore ci chiede ed è ciò che Gesù stesso ha mostrato con la sua vita. In altro passo del Vangelo dirà: “Io sono venuto per fare il servo” (cioè il diacono). Il diacono, infatti, è colui il quale è chiamato a mostrare il Gesù servo e così facendo testimonia la missione che siamo, TUTTI, chiamati a svolgere.

È servendo, infatti, che facciamo la volontà di Dio. Il servo sarà umile e obbediente, semplice e sempre disponibile, non cercherà i primi posti ma con discrezione offrirà il proprio servizio al prossimo e/o alla comunità, lascerà spazio agli altri e cercherà di mettersi in disparte restando ai margini, osserverà il silenzio perché il silenzio è indice di saggezza.

Tutti siamo chiamati ad essere servi inutili.

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Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,32-48
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Parola del Signore.