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Dicevano: “È fuori di sé”.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,20-21

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Parola del Signore.

La folla lo cerca, lo acclama e riconosce in Lui una grandezza che è oltre l’umano “i suoi” discepoli lo giudicano “fuori di sé”. Se ci pensiamo bene ancora oggi è così il divino che è in Gesù è spesso misconosciuto e si fa fatica, tanta fatica, a considerarlo il Figlio di Dio che si rivela al mondo. Si accetta la sua saggezza, si apprezzano i suoi consigli per le buone prassi della vita quotidiana ma, riconoscere che Gesù sia anche il Cristo per tanti è sempre complicato se non impossibile. E noi? Crediamo che Gesù sia il Figlio di Dio? Crediamo nella sua resurrezione?

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Chiamò a se quelli che voleva

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,13-19

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Parola del Signore.

Salire sul monte è l’immagine con la quale si evoca e realizza il segno di una maggiore vicinanza al Signore. Gesù sale sul monte e lo fece con alcuni dei discepoli che Lui stesso chiamò. Ed sul monte che gli attribuì il nome di Apostoli, cioè “messaggeri” e lo fece per due motivi: affinché stessero con Lui e per donarli il “potere di scacciare i demoni”. Ma poi, perchè 12? Dodici è il numero delle antiche tribù d’Israele. Infine a loro, come vedremo in seguito diede il compito di andare a due a due per le strade del mondo per diffondere il Vangelo (la buona notizia). Curiosamente indicherà loro di portare solo un bastone, i sandali (per fare tanta strada) e una tunica (perchè due tuniche le avevano solo i ricchi e chi era agiato). Perchè il messaggio potesse essere credibile, infatti, era necessario e lo è anche adesso vivere ciò che si predica, essere testimoni delle parole che si dicono. Caratteristiche, queste, indispensabili in ogni tempo.

Ma chi sono i Dodici?

Ecco la lista completa con alcune note:

  1. Simone Pietro: Originariamente Simone, chiamato Pietro (roccia) da Gesù.
  2. Andrea: Fratello di Pietro e primo discepolo, lo presentò a Gesù.
  3. Giacomo (Maggiore): Figlio di Zebedeo, detto “Maggiore” per distinguerlo dall’altro Giacomo. 
  4. Giovanni: Fratello di Giacomo Maggiore, considerato l’autore del quarto Vangelo.
  5. Filippo: Di Betsaida, come Pietro e Andrea, portò Natanaele a Gesù.
  6. Bartolomeo: Chiamato anche Natanaele, inizialmente scettico ma poi convinto.
  7. Tommaso: Noto per aver dubitato della Resurrezione finché non vide Gesù.
  8. Matteo: Esattore delle tasse, conosciuto anche come Levi.
  9. Giacomo (Minore): Figlio di Alfeo.
  10. Simone il Cananeo (o Zelota): Chiamato “Zelota” per le sue tendenze politiche.
  11. Giuda Taddeo: A volte chiamato Giuda di Giacomo (Lc 6,16) o Taddeo.
  12. Giuda Iscariota: Tradì Gesù e fu sostituito da Mattia.

Si gettavano su di lui per toccarlo

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,7-12

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

Parola del Signore.

Oggi desideriamo condividere una parola sulla “vita veloce”. Gesù è seguito dalla folla, “si ritira”, fa preparare una barca “a causa della folla, perchè non lo schiacciassero”. Ci fermiamo a questi dettagli per condividere una riflessione…

“A volte ti capita di vedere passare dei Freccia Rossa. Viaggiano ad oltre 300 km orari. I passeggeri se guardano fuori dai finestrini non fanno nemmeno in tempo a riconoscere che tipo di alberi ci sono ai lati e così perdono tutto il fascino e l’incanto di scoprirne le sfumature dei colori, i misteriosi nodi del tronco e dei rami, i rumori i profumi del bosco. Non vedono se ci sono nidi sugli alberi, se … insomma perdono il vero mistero della vita. È un vero peccato che questo accada. Poi d’improvviso arrivano in stazione. Il Freccia rallenta di colpo e si ferma. I passeggeri scendono inspiegabilmente di corsa come se volessero imitare il treno sul quale hanno viaggiato, anche il tuo Amico si comporta così. Ma è inutile. La stazione è chiusa. C’è uno sciopero improvviso o una semplice interruzione di corrente e prima di uscire sarà necessario aspettare che i varchi siano ripristinati. Occorrono tre ore. Troppo tardi. Molti passeggeri saranno costretti a saltare l’appuntamento. Anche il tuo Amico non riuscirà a fare una delle tante cose che gli frullano per la testa. Sono/è nervosi/o, tesi/o, arrabbiati/o e non si rassegnano/rassegna. Non ascoltano/ascolta nemmeno chi gli sta raccontando questa storia. È curioso come l’uomo possa sciupare il suo tempo rincorrendo tante cose e non riesce a stare, a pensare, ad osservare la formica che sale lentamente sul tronco di un albero alla ricerca del cibo, non riesce a cogliere le sfumature dei colori, … distratto dai suoi mille progetti perde tutto il vero gusto e sapore della vita. Peccato!
È davvero un peccato che possa accadere qualcosa di simile ad un tuo Amico. Tu lo hai appena visto dopo tanto tempo e hai notato che lui è cambiato. Ci pensi tutta una notte. Cosa fare? In realtà non puoi farci nulla. Se te lo avesse chiesto tu avresti risposto che eri pronto ad ascoltarlo; avresti provato a dare anche un consiglio .. (se te lo avesse chiesto). Non è accaduto e quindi il bon ton ti obbliga a non dare consigli non richiesti. Magari puoi inviarli quattro righe, forse lui nemmeno le leggerà o le tratterà con superficialità perchè impegnato a trovare l’orario e/o il binario del prossimo treno. Tu, però, mandale lo stesso. Se le leggerà avrai contribuito almeno a donare tre minuti di umanità ad una persona che ritieni Amica”. 🤗

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Tennero consiglio contro di lui per farlo morire

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 3,1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi t acevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

Parola del Signore.

Ascolta e/o leggi

Il potere quando si sente minacciato si organizza per abbattere il nemico. Gesù è considerato nemico da scribi e farisei, da sacerdoti e detentori del potere religioso. Si sentono minacciati dalle parole e dai gesti di Gesù che guarisce e risana. I potenti e ricchi capi religiosi del tempo avvertono che la Verità che Gesù diffonde indebolisce il loro potere ed è per questo che “tennero consiglio per farlo morire”. Poi, come sappiamo ci riusciranno ma da questo evento distruttivo che appare definitivo ha origine la risurrezione di Gesù. È questo l’evento rivoluzionario che cambia la storia del mondo. È dall’abisso del male che nasce la nuova vita nello Spirito che dona al mondo una nuova e potentissima luce nella quale siamo pienamente immersi.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Il sabato è stato fatto per l’uomo

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,23-28

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo  e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Parola del Signore.

Ascolta e/o leggi

Ancora una volta Gesù ci mostra come il bene dell’uomo viene prima della legge e anche prima della Legge divina. Di fronte ad un bisogno primaria ( la fame) Gesù difende il comportamento dei suoi discepoli che raccolgono spighe di grano di sabato. I soliti farisei, osservanti (possiamo dire “ciechi”) della Legge gli fanno notare il comportamento dei suoi discepoli. Dio è sempre attento ai bisogni reali dell’uomo, a quelle necessità di cui non si può fare a meno. La Legge non ha il primo posto. Il primo posto è il bene dell’uomo. Questa è la domanda alla quale sempre dobbiamo rispondere di fronte alle questioni della vita quotidiana. Il bene dell’uomo è il faro che ci aiuta a scegliere da che parte stare. Il bene dell’uomo!

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Vino nuovo in otri nuove

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

Parola del Signore.

Puoi ascoltare e/o leggere.

Uno dei punti fermi per costruire il futuro è la fiducia che le cose andranno meglio. Questa fiducia impedisce al pessimismo di distruggere le nostre vite. Come è possibile che un Dio che Ama ci abbia donato la vita e poi non se ne prenda cura? La nostra prima, importante e significativa, azione è e dovrà essere di guardare al domani come ad un giorno nuovo e migliore. Ciò ci permetterà di contribuire a costruire futuro senza avere paura di dare fiducia ai giovani. I giovani di oggi, infatti, si portano dentro tutta la storia passata e ne sono diventati i custodi non per seppellirla ma per farla crescere e sviluppare. Le cose del passato spesso sono idealizzate e si dimenticano le sofferenze e/o i limiti. A non credere in un domani migliore spesso sono proprio gli anziani ma non abbiamo capito se questo pessimismo sia il frutto di una brutta nostalgia o, peggio, il rimpianto di ciò che si sarebbe potuto fare meglio. Entrambi gli atteggiamenti non sono buoni. La strada giusta, invece, ê quella di cercare risposte diverse a situazioni passate e che senza la capacità, la fantasia e l’impegno a creare strade nuove possono bloccare la costruzione di un futuro migliore. Ecco perchè Gesù annuncia che occorre mettere il “Vino nuovo in otri nuove”. In queste parole c’è la chiave del futuro. Occorre, perciò, raccogliere tutto il passato per andare oltre fino a raggiungere il nuovo che può nascere solo da un atto libero, giocondo e creativo. Tutte caratteristiche che sono proprio dentro il nostro tempo. Saremo noi ad aprire strade nuove andando oltre quei mostri sacri del passato che con la loro azione vogliono cristallizzarsi nel tempo. Impossibile, il futuro è già qui e chiede di essere accolto, coccolato e costruito con tanta passione.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Ho contemplato lo Spirito discendere

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Parola del Signore.

Lo Spirito scende su Gesù e Giovanni ne è testimone, ma c’è un dettaglio importante che merita di essere notato ed evidenziato. Giovanni vede lo Spirito “rimanere su di Lui” (Gv 1,32). Questo è un particolare davvero importante. L’esperienza di ricevere lo Spirito, infatti, può essere di tutti ma Gesù è l’unico sul quale lo Spirito “rimane” ed è l’unico che, perciò, può donarlo nel Battesimo che avviene appunto, “nello Spirito Santo”.
Giovanni coglie nella sua esperienza qualcosa di molto importante che lui ha il privilegio di “vedere” e “testimoniare” (Gv 1,34). E così, anche noi, ascoltando con fede e fiducia la Parola, possiamo ricevere in dono un aiuto e un sostegno per comprendere in maniera più vera e più profonda il mistero che è nascosto nelle parole, nei gesti e nei segni che il racconto dell’evangelista Giovanni ci trasmette. Ed è così che possiamo, sull’esempio di Giovanni, farci testimoni dell’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, cioè che elimina ogni ostacolo perché l’umanità possa avere una relazione diretta con Dio.
Questo, se ci riflettiamo, è profondamente liberante. Una libertà che favorisce il dispiegarsi dell’Amore da ricevere e condividere, da vivere e donare, per fare della nostra vita il capolavoro che il Padre desidera e che siamo chiamati a concretizzare nel nostro quotidiano.

Franca e Vincenzo Testa,
Eremo di famiglia

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Sono venuto a chiamare i peccatori

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,13-17

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore.

Ascolta e/o leggi

Allora è vero! Si, è proprio vero. Gesù lo dice chiaramente: “io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Ed è così che Ascoltando con il cuore queste parole ci siamo sentiti sollevati, leggeri, protetti e l’emozione ci ha fatto ricordare una canzone di qualche anno fa ma molto emozionante: Su ali d’aquila. “Su ali d’aquila”, infatti, significa essere sollevati, protetti e guidati da Dio con amore e tenerezza, come nell’Esodo, simboleggiando liberazione, elevazione spirituale, forza e protezione divina, spesso richiamando l’idea che Dio precede e protegge il suo popolo, a volte anche a costo di “subire” per loro, come nel detto “l’aquila porta i figli sulle ali per proteggerli dalle frecce, e così ha fatto Dio con Israele”.  E così fa con ogni uomo, con ogni donna, con ogni bambino e con ogni bambina, con ogni vecchio e con ogni vecchietta. E allora? Allora oggi facciamoci trasportare nel cielo e voliamo alto dove lo sguardo incontra finalmente l’infinito. Sentiamoci liberi, semplici, protetti, leggeri e lasciamo che a volare siano anche i nostri pensieri senza mettere freno alle emozioni. Bello, bellissimo…

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Ti sono perdonati i peccati

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». 
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore.

Ascolta e/o leggi la meditazione

Il paralitico non parla, sono gli altri che agiscono e si mobilitano per portarlo davanti a Gesù. Gesù è commosso dall’azione dei quattro che s’inpegnano per sollevare il paralitico fin sul tetto di una casa per poi aprirlo e calarlo davanti a Gesù. Ve la immaginate la scena? Gesù vede la fede delle quattro persone che hanno portato il paralitico e sulla loro fede dice al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Ed ecco gli scribi, fedeli osservanti della Legge, si sollevano e dicono: “Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?”. A questo punto Gesù -disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua. Ma ciò avviene solo dopo il perdono dei peccati. Un perdono che, però, avviene sulla base della fede delle quattro persone che prendendolo sulle loro spalle lo hanno portato da Gesù. C’è una guarigione del cuore e una fisica che sono il frutto della fede degli altri. Dobbiamo infatti sottolineare bene che a provocare il cambiamento della realtà non è la richiesta di perdono del paralitico ma l’azione concreta e la fede delle quattro persone che portando a Gesù il paralitico, cioè dando fiducia al “peccatore”, meglio ancora fidandosi e affidandosi a Gesù diventano testimoni del perdono e dell’inizio di una nuova vita: “Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!”. Ecco il modello per noi: sono i quattro che portano l’uomo peccatore paralizzato davanti a Gesù. Questo è il nostro vero Servizio: sperare che chiunque sbagli, davanti a Gesù, ne accolga il perdono e possa iniziare una vita nuova. Buon cammino.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola del Signore.

Ascolta o leggi

Gesù accoglie tutti e risponde ad ogni appello con identica disponibilità. Il lebbroso è il modello di chi è stato respinto e ha perso tutto: famiglia, amici, lavoro e possibilità di frequentare la città. Per Legge deve stare lontano dagli altri e agli altri è vietato avvicinarsi. Qui, invece, accade che, al contrario, il lebbroso si avvicina a Gesù e implora di essere purificato e leggiamo che, addirittura, Gesù tende la mano. Due azioni in aperta violazione della Legge, perchè l’Amore è più forte della Legge. Grazie a questo incontro il lebbroso è purificato eppure, poi, Gesù lo ammonisce e “lo cacciò via”. Sembra un comportamento contraddittorio. In Gesù lo rimprovera per aver creduto che il Padre lo avrebbe abbandinato. Dio non abbandona nessuno dei suoi figli. Poi lo invita ad andare dai sacerdoti per essere riammesso nella società ma il lebbroso capisce di essere stato purificato dall’Amore di Dio e si mise, lui stesso, a “proclamare e a divulgare” la sua esperienza. È molto bello prendere coscienza e consapevolezza che siamo amati da Dio nonostante i nostri errori. Il nostro è il Dio che Ama sempre e tutti. Non si fa scrupoli e dona a tutti, nessuno escluso, la sua attenzione, le sue premure e il suo Amore. Ci chiede solo di essere accolto nel nostro cuore!!!

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️