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Le PIETRE e il Male

Ci è stato dato di vivere un tempo difficile. Nessuno poteva immaginare quello che stiamo osservando. Nessuno avrebbe mai potuto pensare che il mondo intero fosse attraversato da un simile incubo di morte. Nessuno!

Rinchiusi nelle nostre case e inondati da notizie ogni giorno sempre più esplicite e sempre meno rassicuranti continuiamo, però, a sperare che tutto abbia presto fine.

Questa volta il nemico è invisibile e insidioso. Si infila nei polmoni e lentamente toglie il respiro. Eppure questo male è destinato a scomparire come ogni male che abita questo mondo fin dagli inizi.

Ed è proprio il male la radice sulla quale si innesta la rabbia e l’invidia che guida scribi e farisei che desiderano eliminare Gesù. Oggi, sono loro a raccogliere le pietre che hanno risparmiato l’adultera tentando di usarle per colpire il Maestro che, invece, continua ad invitare il popolo ad osservare la legge dell’Amore.

E noi cosa pensiamo di fare? Accogliere Gesù nella nostra vita e affrontare il presente con la forza della speranza cristiana oppure prepararci a colpirlo con le pietre dei nostri peccati contribuendo cosi a trasformare questo mondo nell’inferno che il coronavirus spera di farci vivere?

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

   Parola del Signore

Liberi di volare

Cieli immensi, spazi infiniti, orizzonti larghi liberano mente e cuore e, come farfalle dalle ali variopinte, se liberi, disegnano sentieri inediti lasciando tracce che profumano di eternità. Cosi donne e uomini liberati dai pesi dei pregiudizi cercano di scrivere pagine nuove che sanno incoraggiare per osare. Guidati da uno Spirito buono esplorano strade nuove e aprono varchi di bellezza e di bene.

La schiavitù cede il passo e il peccato s’impantana su sabbie mobili che lo risucchiano fino al cuore del peggiore abbisso. Tutto il male, svergognato, si nasconde lasciando il passo alla semplicità del bene e ad un futuro che brilla e seduce i cuori.

L’animo si rialza alto nel cielo azzurro e tutte le cose che circondano l’uomo si colorano riempiendo gli occhi di spruzzi di gioia che donano serenità per giorni infiniti.

Perfino la natura s’incanta e l’ala protettrice del Padre si dispiega per riparare dal male fino a quando, capaci di scegliere, sapranno indirizzare i passi incontro al mistero che donerà quello che si è sempre desiderato: incontrare il Figlio, migliore testimone di un Padre misericordioso e appassionato amante dell’umanità.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro».
Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro».
Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».

   Parola del Signore

OLTRE le stelle

Alziamo lo sguardo fin lassù. La dove gli spazi infiniti sembrano abitati solo dalle stelle. La vista si perde in un mare di piccole luci che possono aiutare i sogni a prendere forma. In questo infinito senza tempo ci sei tu, eterno Padre. La tua presenza è da sempre e Tuo figlio ce lo ha raccontato. Nessuno ti ha mai visto con gli occhi ma molti ti hanno avvertito in un vento leggero, nel soffio di una candida brezza che accarezza la vita. Il cuore, il nostro piccolo cuore di carne ti ha percepito, ti ha ascoltato e si fa capace di capire che, senza di te, la vita, per davvero, non avrebbe senso. Hai aperto un dialogo con l’uomo e, fin dalla notte dei tempi, ci hai parlato e l’eco della Tua Parola ha trovato “casa” anche in tavole di pietra, poi, il tuo Amore per noi ci ha donato Tuo Figlio che continua ad abitare i nostri tabernacoli dove, nel silenzio, non si stanca di raccontare il mistero (piano di salvezza per ogni uomo).

Come potremmo vivere senza di te che sei l’Infinito, l’eterno, l’immenso creatore. Tu che abiti l’universo sei la nostra pace, il rifugio sicuro, il riparo che protegge. Nessun potente di questo mondo potrà mai essere tuo pari. Siamo polvere che la tua Luce può illuminare, fragili comparse che attraversano spazi e tempo infinitamente piccoli mentre crediamo di essere grandi. Poveri noi, illusi costruttori del nulla. Perdiamo la vita a costruire castelli di sabbia e viviamo come folli menestrelli di storie banali oscurando la Verità.

Dio dell’Infinito dacci forza e coraggio di confessare il nostro niente e aiutaci a ridare cuore ai nostri pensieri e alle nostre azioni; spazza via la nebbia e facci vedere, finalmente, il Tuo tutto nascosto nei fiori, tra le alte montagne verdi e in ogni essere umano, frammento della Tua Potenza creatrice.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?».
E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati».
Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre.
Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.

   Parola del Signore

Polvere che salva

 L’aria sporca impedisce di vedere in lontananza come gli occhi pieni di rabbia oscurano la possibilità di guardarsi dentro.

Quando, invece, dopo la tempesta, la polvere si deposita a terra e la vista può guardare l’orizzonte l’uomo riesce a scoprire la bellezza di panorami mozzafiato. Allo stesso modo, quando l’ira cede il passo alla calma la pace abita il cuore che si fa capace di guardare il bene e solo quello.

L’odio e la rabbia di scribi e farisei coinvolge una donna adultera e chiedono a Gesù di giudicarla. Il Maestro sembra ignorarli e scrive con il dito per terra delineando segni ignoti su quella stessa polvere caduta a terra dopo la tempesta. Il cielo è limpido, l’orizzonte chiaro, la vista può toccare l’infinito.

Le rondini solcano il cielo seguendo rotte ignote che catturano i cuori e scuotono le coscienze. In questi giorni di primavera proviamo a guardare fuori dalle nostre case, proviamo a seguire con gli occhi il volo delle rondini. Scopriremo segni ignoti e strade per provare ad aprire le porte del cuore. Scegliamo di accogliere la luce di Cristo e riusciremo a ricostruire spazi di bellezza e di bene.

Lo spettacolo delle rondini in volo e i loro percorsi, liberamente, tracciati nel cielo, ci aiuteranno a non giudicare gli altri e a guardare noi stessi con maggiore verità.

Siamo fragili, deboli e bisognosi di essere accolti dalla misericordia di Dio. Non siamo giudici, o lapidatori degli altri ai quali, invece, assomigliamo molto perché, anche noi, siamo attraversati dal male e dalla debolezza.

Ognuno ha bisogno della carità, dell’amore e della comprensione solidale degli altri.

Gesù, intanto, continua a scrivere segni ignoti sulla polverosa terra sperando che i cuori degli uomini si facciano capaci di abbandonare la rabbia e l’odio per abbracciare, finalmente, il bene.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adultèrio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adultèrio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.
Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.
Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

   Parola del Signore

Oltre la morte

Potenza e Amore di Dio per l’uomo, spesso, si confondono. Il dolore e la morte scuotono ogni forma di silenzio e una nuova umanità ha la concreta possibilità di attraversare il tempo e la storia.
In ogni crisi c’è sempre un abisso da superare e un orizzonte nuovo da esplorare.
Dopo ogni difficoltà c’è sempre una ripartenza. Quando usciremo dal dramma di questa crisi, infatti, avremo ancora, grazie a Dio, acqua e sole, vento e pioggia, alberi e fiori, mare e monti, ruscelli e fiumi e desideri intensi da condividere.
Questa umanità risorgerà più forte di adesso e ogni mollezza si trasformerà in nuova energia vitale, le antiche regole cederanno il passo ad uno nuovo stile di essere.
Usciremo fuori dai nostri sepolcri e liberati dai tanti blocchi mentali che ci siamo costruiti potremo vivere una nuova libertà consapevoli che il male sarà alle nostre spalle.
Presto un nuovo arcobaleno illuminerà il cielo.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
Parola del Signore

Attraversare il fuoco

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!“. Luca 12,49
Parola, fuoco e crocifisso sono i segni e i simboli che prendono possesso dei nostri cuori mentre Francesco, solo, al centro del colonnato del Bernini, prega per l’umanità intera. La Parola guida le scelte; il fuoco accende speranze ed evoca protezione come appare in Isaia: “Se dovrai attraversare il fuoco, sarò con te” (Is 43,2); infine, il crocifisso, immenso, ci attende oltre, segno e simbolo dell’Amore che dona la vita. Preghiamo perché il fuoco dello Spirito riprenda la sua dimora nel cuore dell’uomo e la Terra ritorni giardino.
Franca e Vincenzo, osb-cam

Soffia il vento

Non puoi fermare il vento. Non puoi bloccare il desiderio della libertà. La forza della passione guidata dalla verità spazza via ogni prudenza e le azioni si fanno forti, le parole potenti mentre chi detiene il potere si allarma.

Accade la stessa cosa a Gesù che i Giudei cercano di uccidere perché la sua Parola mobilita le masse e da fastidio ai potenti del tempio, cioè ai sacerdoti che guidavano il popolo.

Gesù che in un primo momento non voleva più andare in Giudea per evitare il pericolo decide, invece, che non poteva più rinunciare e che il momento decisivo era, davvero, arrivato. Ed è così che va a Gerusalemme e sfida i potenti. Entra nel Tempio e qui comincia ad insegnare.

Il vento della “rivoluzione cristiana” ha la forza di scuotere profondamente la coscienza delle masse. Non si può fermare il vento quando le parole sollevano i cuori; quando il desiderio della libertà ti prende nel profondo; quando la vita, finalmente, decide di esprimersi in maniera autentica.

Quando il vento del bene soffia forte ogni male tenta la reazione, lo scontro sarà sconvolgente e la vita viene messa fortemente a rischio. Eppure non si può più far finta di niente. Bisogna sradicare il male, ogni male, che sia fisico o che morale. Bisogna estirparlo dal profondo del cuore o del corpo per far rinascere la vita nella verità e costruire una nuova umanità. Se ci pensiamo bene questo che stiamo vivendo è proprio il tempo giusto nel quale assumere su di se il coraggio e decidere per il bene. C’è una guerra da combattere nella quale ognuno dopo aver vinto il proprio egoismo deve scendere e unirsi a chi lotta per il bene. Non c’è più tempo da perdere. Gesù ce ne ha dato l’esempio.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più percorrere la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, quella delle Capanne. Quando i suoi fratelli salirono per la festa, vi salì anche lui: non apertamente, ma quasi di nascosto.
Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia».
Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».
Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora.

   Parola del Signore

Siamo al bivio

La vita percorre spesso sentieri senza indicazioni evidenti e ad ogni bivio bisogna saper scegliere. A volte si decide di camminare per le vecchie strade già conosciute che, però, non sempre sono quelle giuste. Gesù, oggi, si confronta con gli scribi e usa parole dure e taglienti. Egli, infatti, non viene riconosciuto e gli scribi scelgono di camminare su vecchie strade mentre Gesù percorre strade nuove.

Anche noi, oggi, siamo chiamati a scegliere tra le vecchie strade che conosciamo e la novità della nuova via dell’Amore suggerita da Gesù.

Questo tempo di grandi cambiamenti ci sta ponendo domande decisive e noi siamo, forse, tentati di rispondere come si è sempre fatto in passato ma, questa volta, le novità sono davvero epocali e ci obbligano a cambiare strada se non vogliamo restare fuori dal tempo e dalla storia.

Occorre scegliere tra uno stile di vita solidale e condiviso ed una vita consegnata ad una finanza sempre più cieca ed egoista. L’economia, infatti, per assicurare la vita o meglio una buona vita dovrà essere sempre più solidale e condivisa. L’alternativa è la via del “si salvi chi può“, dei pochi ricchi che ignorano le masse, dei finanzieri che accumulano senza nessun altro interesse pronti ad ignorare le sofferenze e i dolori del mondo. Questo “virus” ci chiama a scegliere quale strada pensiamo di percorrere.

Dalla risposta che daremo dipende il futuro dell’umanità in bilico, appunto, tra la via dell’Amore e quella dell’egoismo dei pochi. La crisi che stiamo vivendo ci ha, di fatto, collocati di fronte a questo bivio. Occorre fare una scelta e farla in fretta.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

   Parola del Signore

Non temere

Ci sono momenti della vita nei quali ci assale un senso di paura e di turbamento. Capita a tutti. Ed è proprio in queste circostanze che potrebbe accadere di aver bisogno di ascoltare una voce che ci rassicura. Non perdere la fiducia è decisivo perché la speranza deve essere il nostro orizzonte.

A Maria capita qualcosa di simile, accade qualcosa che ha dello straordinario, di unico ed irripetibile. Lei che fa? Accoglie il mistero ( cioè accoglie il piano di Dio nella sua vita). Maria non pone ostacoli, non alza barriere, non protesta, non vuole fare di testa propria. Si fida Maria. Si fida del messaggio che le palpita nel cuore; si affida al disegno di Dio. Lo fa con la sua semplicità vivendo il quotidiano come un costante evento straordinario. Si sorprende di ogni cosa, accarezzando i fiori con gli “occhi” del cuore, ascoltando le voci del vento nel brontolio delle foglie degli alberi o guardando le acrobazie degli uccelli che svolazzano nel cielo.

L’esempio di Maria è una luce, è quella luce in fondo al tunnel che fa della vita ordinaria qualcosa di speciale perché messa nelle mani di Dio.

Anche noi, tutti noi, siamo chiamati, oggi, in questo tempo così complicato e attraversato da questa improvvisa pandemia del coronavirus a restare semplici osservatori cercando di fare del nostro meglio con calma, pazienza e responsabilità. I nostri progetti personali potranno essere stati sconvolti ma l’amore di Dio per questa umanità non è finito e non finirà mai. Il futuro, oggi, come sempre, è nella mani del nostro creatore che, come a Maria, rivolge l’invito a “non temere”. Siamo tutti nella stessa barca e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte. Forse il domani non sarà più come lo abbiamo immaginato ma è facile che ci restituirà una umanità più vera, autentica e solidale. “Non temere”, questo mondo meraviglioso continuerà a sorprenderci.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,26-38

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

Vuoi guarire?

Rispondere a questa domanda è fondamentale. Senza il nostro “si” Gesù non interviene. Senza la nostra volontà non possiamo essere guariti e non possiamo uscire dal tunnel. La potente “Parola” di Gesù, infatti, scaccia il male, ogni male e ci da la forza e il coraggio di prendere la nostra “barella” e riprendere il cammino della vita.

Ma la storia non finisce qui. Gesù incontra l’uomo poco dopo e gli dice:

«Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio».

Il paralitico è l’uomo di questo tempo, bloccato e immobile di fronte alla sua situazione di peccato e incapace di accettare la guarigione che Gesù ci offre ma che dobbiamo, però, volere e accogliere.

Se vogliamo essere guariti davvero prendiamo tra le mani la sua “Parola” e facciamoci guidare nelle scelte della vita. Buon cammino con la “Parola” in questa Quaresima nella quale “#stiamo a casa e abbiamo anche tempo per leggere e riflettere.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici.
Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

   Parola del Signore