Archivi categoria: Parole dal cuore

Imparate a fare il bene, cercate la giustizia (Isaia 1,17)

INVITO ALLA PREGHIERA

La notte è buia e la Chiesa sta davvero vivendo un tempo di grande crisi. Gli scandali, i litigi, il disastro delle divisioni e la concreta mancanza di comunione contribuisce a creare scoraggiamento. Le relazioni sono sfilacciate e malconce. E allora? Allora, come ci è suggerito occorre imparare a fare il bene e il primo passo è l’Ascolto dell’altro. Occorre Ascoltare per iniziare a cercare la giustizia.

In questo tempo, nel quale viviamo la Settimana per l’ unità dei cristiani, crediamo che sarà molto importante pregare perché la luce vinca le tenebre del male e della divisione.
Ogni escluso si senta, invece, accolto; ogni emarginato sia cercato e amato in verità. Senza queste azioni le nostre parole restano vuote e la nostra testimonianza assente.
Eremo di famiglia Aquila e Priscilla

eremoaquilaepriscilla@eremo

Ecco un video su questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani clicca qui

Nove anni fa’

Nove anni fa’ accade qualcosa che ci offre un’opportunità e spiana un nuovo sentiero … Oggi, invece, si apre un tempo per rielaborare … Un grazie grande a madre Michela Porcellato e Dom Innocenzo Gargano. A loro va la nostra grande e profonda riconoscenza.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

“Il giorno 2 gennaio 2014, memoria di San Basilio e San Gregorio di Nazianzeno, ci è stato chiesto di scrivere una regola e fondare un eremo di famiglia nel quale sperimentare e vivere l’ideale del monachesimo ed in particolare di quello benedettino – camaldolese, alimentando la cella interiore nella quale ogni creatura umana custodisce la scintilla di Dio”.

Nessuno può salvarsi da solo

Cari amici, a fine di questo anno molto difficile per tutti e per tanti motivi, desideravamo condividere qualche parola con voi. Ma il rischio è di aggiungere parole a parole in un momento nel quale forse la parola migliore è “SILENZIO”.

Silenzio sui drammi del mondo; su quelli della nostra Comunità; su quelli delle nostre famiglie e su quelli personali.

Sono “Silenzi” che dovranno servire, però, a qualcosa. In particolare ad essere vigilanti, ad osservare con sobrietà e semplicità ciò che circonda per recuperare l’essenziale (relazioni, rapporti, amicizia) e a cambiare la nostra vita.

Qui sotto vi alleghiamo due testi. Il Messaggio di papa Francesco che ha per titolo “Nessuno può salvarsi da solo” e alcune riflessioni di Simone Cristicchi.

Entrambi i testi li abbiamo ricevuti in dono da un prete amico, un prete “tosto” che alle parole ha fatto sempre seguire i fatti assumendosi anche le responsabilità delle proprie azioni. Non scriviamo il suo nome perché siamo sicuri che ci siano molti altri preti o meglio molte consacrate e molti consacrati e anche molti laici che vivono la vita con questo stile. Soffrono nel nascondimento e pregano, pregano anche per coloro i quali li emarginano e li ignorano. Siamo convinti che arriverà “presto” il giorno nel quale il Signore “verrà come un ladro di notte”. Quel giorno tutto brillerà di luce autentica perché è da quel giorno che inizia la vita vera!

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi

Le rose di questi tempi

“Sir, credo siano sbocciate le rose”

“Di questi tempi, non credo sia una cosa a cui dare attenzione, Lloyd”

“Giusto, sir. Ma anche senza attenzione le rose sono sbocciate comunque”

“E dimmi, Lloyd, sono belle?”

“Quanto basta per trovare un istante di pace guardandole, sir”

“Non dimentichiamoci mai di coltivare le rose, Lloyd”

“Ma soprattutto non scordiamoci che esistono, sir”

Preghiera per la Pace

Una preghiera di papa Francesco per la Pace dentro e fuori di noi:

«Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilità e di oscurità; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite… Ma i nostri sforzi sono stati vani».

«Ora, Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi – esorta papa Francesco – e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire: “mai più la guerra!”; “con la guerra tutto è distrutto!”. Infondi in noi il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Signore, Dio di Abramo e dei Profeti, Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino».

Il vero perdono

Qualche giorno fa abbiamo ricordato e pregato per frere Roger, che per noi è stato “grande” profeta del nostro tempo. Lo abbiamo conosciuto nel 1992 e da allora e fino al suo assassinio avvenuto il 15 agosto 2005 lo abbiamo seguito con passione. Oggi desideriamo condividere un suo pensiero che merita di essere conosciuto e, da chi può e vuole, seguito. Egli parlando del perdono ha scritto “Non si perdona per interesse, per esempio perché l’altro cambi. Sarebbe un calcolo che non ha nulla a che vedere con la gratuità dell’Amore. Perdonare è perfino rinunciare a sapere cosa l’altro se ne farà di quel perdono“.

Frere Roger di Taize

Con gratitudine

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

L’odore dei prati

Andiamo a dormire e portiamo con noi l’odore dei prati e dei fiori. Se sei attento scoprirai che nascondono segreti antichi e sussurrano pensieri profondi che suscitano nuovi orizzonti. 🌻

Non aver paura di avere coraggio … Questo creato parla un linguaggio universale, una lingua divina e racconta l’infinito mistero che ci avvolge.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Pensando a Piero Angela

Desideriamo ricordarlo con alcune delle sue stesse parole che, in questo tempo, sentiamo davvero tutte nostre.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

“Sento che il conto alla rovescia va avanti, ma bisogna solo accettare quella che è la vita. Abbiamo una possibilità su miliardi di nascere, e dobbiamo esser felici di aver vissuto, siamo stati fortunatissimi. E quindi va anche accettato che, ad un certo punto, il biglietto sia scaduto.
Da quando ho compiuto 90 anni mi chiedono che penso della morte.
Penso che la morte sia una grande scocciatura.
È una mancanza di vita. Se ci pensa, noi moriamo ogni notte quando ci addormentiamo. La sofferenza, soprattutto fisica, ma anche psicologica, è la cosa che può turbare. Ognuno di noi si augura una buona morte.
Penso sempre a un detto di Leonardo: così come una buona giornata porta a un buon dormire, così una vita spesa bene porta a un buon morire.”

Piero Angela ❤️

Non avrete mai il nostro odio

Manifesto dell’estate dall’Eremo di famiglia “Aquila e Priscilla”.

Non vi faremo il dono di odiarvi.

Tertulliano testimonia che i primi cristiani prendevano le parole di Gesù così sul serio che i pagani esclamavano, ammirati:

“Guardate come si amano!” (Apolog. 39)

Un racconto sconvolgente, scritto più di duemila anni fa, illustra quello che rendeva i cristiani un popolo capace di cambiare il mondo mediante il cambiamento del cuore.

“I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Questa dottrina che essi seguono non l’hanno inventata loro in seguito a riflessione e ricerca di uomini che amavano le novità, né essi si appoggiano, come certuni, su un sistema filosofico umano. Risiedono poi in città sia greche che barbare, così come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile. Abitano ognuno nella propria patria, ma come fossero stranieri; rispettano e adempiono tutti i doveri dei cittadini, e si sobbarcano tutti gli oneri come fossero stranieri; ogni regione straniera è la loro patria, eppure ogni patria per essi è terra straniera. Come tutti gli altri uomini si sposano ed hanno figli, ma non ripudiano i loro bambini. Hanno in comune la mensa, ma non il letto. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Anche se non sono conosciuti, vengono condannati; sono condannati a morte, e da essa vengono vivificati. Sono poveri e rendono ricchi molti; sono sprovvisti di tutto, e trovano abbondanza in tutto. Vengono disprezzati e nei disprezzi trovano la loro gloria; sono colpiti nella fama e intanto viene resa testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati, e benedicono; sono trattati in modo oltraggioso, e ricambiano con l’onore. Quando fanno dei bene vengono puniti come fossero malfattori; mentre sono puniti gioiscono come se si donasse loro la vita. I Giudei muovono a loro guerra come a gente straniera, e i pagani li perseguitano; ma coloro che li odiano non sanno dire la causa del loro odio. Insomma, per parlar chiaro, i cristiani rappresentano nel mondo ciò che l’anima è nel corpo. L’anima si trova in ogni membro del corpo; ed anche i cristiani sono sparpagliati nelle città del mondo. L’anima poi dimora nel corpo, ma non proviene da esso; ed anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. L’anima invisibile è racchiusa in un corpo che si vede; anche i cristiani li vediamo abitare nel mondo, ma la loro pietà è invisibile. La carne, anche se non ha ricevuto alcuna ingiuria, si accanisce con odio e fa’ la guerra all’anima, perché questa non le permette di godere dei piaceri sensuali; allo stesso modo anche il mondo odia i cristiani pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria, per il solo motivo che questi sono contrari ai piaceri. L’anima ama la carne, che però la odia, e le membra; e così pure i cristiani amano chi li odia. L’anima è rinchiusa nel corpo, ma essa sostiene il corpo; anche i cristiani sono detenuti nel mondo come in una prigione, ma sono loro a sostenere il mondo. L’anima immortale risiede in un corpo mortale; anche i cristiani sono come dei pellegrini che viaggiano tra cose corruttibili, ma attendono l’incorruttibilità celeste. L’anima, maltrattata nelle bevande e nei cibi, diventa migliore; anche i cristiani, sottoposti ai supplizi, aumentano di numero ogni giorno più. Dio li ha posti in un luogo tanto elevato, che non e loro permesso di abbandonarlo” (Lettera a Diogneto, paragrafi V e VI).

Non illudiamoci pensando che la violenza sarà la risposta cristiana al male che minaccia, ha minacciato e minaccerà noi personalmente o il mondo intero. Seguire la logica e la mentalità della violenza rappresenterebbe la nostra vera sconfitta.

Amate i vostri nemici. Fate del bene a chi vi odia. Pregate per chi vi maltratta e vi perseguita.

Non abbiamo più tempo da concedervi abbiamo cose più importanti da fare: Amare!!!

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi,