Archivi categoria: Parole dal cuore

LA SPERANZA NEL CUORE

LA SPERANZA NEL CUORE
Ci siamo già ma non è ancora festa piena,
i desideri si affollano,
la memoria ricostruisce,
il cuore Spera.

I bimbi attendono ancora una notte,
i loro occhi si illuminano,
e i volti raccontano “meraviglia”,
il cuore Spera.

La Speranza vera è Sperare
non è certezza ma attesa del cuore.
Il cuore Spera …
ancora una notte e poi Natale …

Buon Natale Amici e …,
Speriamo di Sperare,
il Dio bambino è qui per questo.

Buon Natale!!!

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,18-25

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

Parola del Signore.

Dal significato di Simchat Torah fino a scoprire che tutta la Torah è questione del “cuore”

Stiamo vivendo Simchat Torah (Festa della Legge): il 14 e 15 ottobre 2025 … è noto come la “Gioia della Torah” (letteralmente).

Ieri sera gli Ebrei hanno letto Deuteronomio 33:1-34:12 Genesi 1;1-2-3 e Numeri 29:35-30:1 e Giosuè 1:1-18. In questo periodo dell’anno leggeranno la fine del rotolo della Torah e poi lo “riavvolgeranno” per leggere l’inizio Genesi 1:1. La prima lettura della Torah, cioè Parashat Bereshit quest’anno sarà sabato 18 ottobre.

In questo contesto è interessante notare che la prima lettera della Torah è Beit nella parola Bereshit e l’ultima lettera della Torah è Lamed nella parola per Israele. Mettendole insieme abbiamo la parola Lev (cuore). Questa parola composta ci suggerisce che l’intera Torah, dalla prima lettera all’ultima, è una questione del cuore.

(Cosa c’è scritto nella Torah: La Torah è il “Pentateuco”, i primi cinque libri della Bibbia ebraica (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio), che contengono la narrazione della Creazione, la storia del popolo d’Israele dalla partenza dall’Egitto all’ingresso nella Terra Promessa, e le leggi (i 613 comandamenti) che regolano la vita del popolo e la relazione con Dio. La parola “Torah” significa “insegnamento” e indica una guida per vivere rettamente, non solo un insieme di dottrine).

Vergine, cattedrale del silenzio

Per la festa dell’Assunta, desideriamo condividere una frase significativa di David Maria Turoldo:

“Vergine, cattedrale del silenzio, anello d’oro del tempo e dell’eterno, tu porti la nostra carne in paradiso e Dio nella carne”. Questa frase, scritta nel 1958, esprime la bellezza cosmica della Madre di Dio e il significato profondo della sua Assunzione”.

Santa festa dell’Assunta

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Volontario al Giubileo 2025 (seconda parte)

Il tempo scorre veloce, una settimana passa in fretta, troppo in fretta … ma i volti, le parole dette e quelle che avresti voluto dire e che hai evitato di pronunciare per pudore, rispetto e senso del dovere, … i sorrisi e qualche smorfia di dolore danno corpo al vissuto davvero intenso di questo Servizio volontario al Giubileo 2025.
Tornerò, torneremo (forse) per offrire ancora un pò di tempo per questo Evento e dare un piccolo ulteriore contributo ad un’organizzazione che sta accogliendo milioni di persone provenienti da ogni continente. Ci sono famiglie, giovani (tantissimi) … donne e uomini di ogni età e poi, quei gruppi che “sfilano” su via della conciliazione con quelle croci che sono segno e simbolo a livello planetario dei sobbalzi della vita e che accolgono il pianto e le preghiere che si alzano da corpi raccolti da un solo Spirito capace di mostrarsi con profili umani e con parole diversissime.
Qui ti rendi conto dell’immane lavoro organizzativo che uomini semplici come Ciarlie o Pino o … stanno coordinando. Ogni giorno i volontari sono divisi in piccole pattuglie e raggiungono le varie postazioni ruotando con il loro servizio per rendere il cammino dei pellegrini il più ordinato e comodo possibile. Tra i volontari tu immagini di trovate solo giovani o giovani adulti ed invece ti sbagli. Tra i volontari ci sono anche tanti anziani … Giuseppina di 82 e il marito di 88, Rita di 78 e il marito di 82 … Ma che ci fanno starai pensando? E invece ti sbagli. Anche loro con uno spirito che non immagini sono sempre presenti e puntuali e con precisione fanno il loro servizio prima di tornare alla “Domus spei” o in una Caserma che offre vitto e alloggi ad una parte dei volontari. Ci sono poi, Paola, Teresa, Francesca, Rosaria … Si, l’esercito dei volontari é un mix che rappresenta tutto il popolo di Dio e realizza un servizio davvero importante. Mi piacerebbe condividere cosa fanno i volontari quando non sono di turno. Scrivo che semplicemente visitano Roma e le sue straordinarie bellezze. É in questo frangente che prendono corpo e si consolidano le conoscenze offrendo l’occasione per far nascere relazioni piú solide e piú forti… Forse, tra qualche giorno, proverò ancora a dire qualche altra parola … Per ora mi fermo qui facendo parlare le immagini che, più delle parole, raccontano cosa significa fare servizio al Giubilio 2025. Ora sono le 23.16 ed é il momento di mettermi a letto e riposare.

Volontario al Giubileo 2025 (prima parte)

Siamo in tanti a fare un’esperienza di volontariato al Giubileo 2025. Molti sono qui da mesi (sono i “fissi”), alcuni, come me (i “mobili”) per alcuni giorni. Viviamo insieme alla Domus spei a pochi passi dal Vaticano. Abbiamo colazione, pranzo e cena in mensa e un turno di almeno sei ore di servizio. In breve vi racconto qualcosa. Per ora sono stato impiegato alla Porta di Bronzo (qui c’é un crocevia di persone che si incrociano e occorre “regolare” il traffico) mentre ieri sono stato impiegato all’infopoint su Via della Conciliazione. Tra sabato e domenica sono transitate quasi 20000 persone (iscritte) ma forse erano in più. Tanti volti, tante lingue, i più diversi colori della pelle, … facce curiose, sorrisi (tanti), richieste di informazione e storie … Ma é soprattutto tra i volontari che nascono relazioni e ci si scambia non solo il telefono ma si creano conoscenze e ci si racconta. É abbastanza facile aprirsi e stabilire un feeling emotivo e per certi versi di reciproca simpatia. Paola, Valentina, Emanuela, Francesca, Teresa, Carlo, Giuseppina, … Ogni nome una storia, mille storie, tanta sofferenza ma anche gioia e sorrisi pieni di Speranza (e non potrebbe essere che così in un Grande evento di popolo che davvero coinvolge il mondo) … Poi ci sono gli incontri che non ti aspetti e che ti sorprendono … C’é la semplicità di chi come Mons. Fisichella (Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, il dicastero che ha il compito di organizzare il Giubileo) viene di persona a salutare i volontari con uno stile di sobrietà, di Servizio e di autorevolezza che ti apre il cuore. É bello essere qui anche se ho 63 anni e sto con tantissime/i ragazze/i pieni di entusiasmo e voglia di fare. Davvero una grande opportunità di crescita … Un’esperienza da vivere per poterla comprendere.
Beh credo di essermi allungato un pò ma in questi giorni proverò ancora a raccontare qualcosa di questo straordinario momento che sto vivendo nel cuore della cristianità.
Sono le 5,13 e tra poco mi alzerò per fare colazione … Alle 7 in punto devo essere con gli altri volontari all’Infopoint per cominciare il mio terzo turno … A presto.

La cittadella dell’Immacolata e l’ispirazione di Pio IX a Gaeta

Siamo a Bagnara Calabra famosa non solo per il Pesce Spada e perché proprio di qui è partita la famiglia Florio per “conquistare” la Sicilia con il Marsala e le saline. Ma Bagnara Calabra è anche il luogo che accoglie la Cittadella dell’Immacolata dove vive una fraternità di Piccoli Fratelli e Sorelle dell’Immacolata. È una comunità, come scrivono nel loro sito,  di fratelli e sorelle consacrati a Dio.

Al cancello d’ingresso ci accoglie sorella Adele …

Sorride, sorride sempre sorella Adele che da sette anni è uno dei circa 50 tra fratelli e sorelle che vivono, come in una famiglia, nella Fraternità. Mentre ci accompagna nei viali e ci racconta di Maria, del miracolo o, meglio, dei miracoli che Maria rende possibile nei cuori e per anime che la cercano esprime gioia. Non è qualcosa di scontato, in questi nostri tempi, incontrare persone come Adele.

Ogni cosa nel nostro giardino –dice con il coraggio e la forza del credente- ha un senso. Ogni angolo di questi spazi che da oltre 25 anni la Fraternità sta vivendo e traformando è voluto da Lei, Maria“.

Non c’è frase o esperienza che ci offre e ci dona che non hanno al centro l’Immacolata. Non è difficile farsi rapire dalla sete di conoscere e sperimentare questa gioia infinita che le donne e gli uomini di Dio portano nel cuore e sanno trasmettere con una sapienza semplice ed essenziale. Mentre camminiamo alla scoperta della Cittadella

L’ingresso

L’angolo dedicato a San Michele Arcangelo

Facciamo sosta nella Chiesa della Divina misericordia per una preghiera

Uno scorcio del giardino dove ogni angolo evoca passi del Vangelo o santi testimoni.

Il nostro cammino esplorativo prosegue tra i viali, le immagini di Santi, via Crucis e spicchi di cielo azzurro che sembrano illuminare ogni più piccola dettaglio.

L’angolo della Samaritana e il pozzo dal quale davvero spunta uno zampillo di acqua fresca.

Sorella Adele è molto attenta nel suo racconto e ascolta anche qualche nostro feedback… Camminiamo ancora tra i vialetti

Questa è l’area scelta dove sarà costruita la nuova Chiesa capace di ospitare i tanti amici e pellegrini della Fraternità che la portano nel cuore e la sostengono.

Uno sguardo sul Tirreno e oltre

Siamo quasi alla conclusione della visita e ci raggiunge sorella Angiola, romana d’origine e con il volto illuminato da splendidi occhi pieni di luce.

Con Lei, prima di entrare in Chiesa, raggiungiamo un’altro angolo del giardino

Lo spazio piccolo custodisce la devozione al Cuore di Gesù

Ecco ora ci accingiamo ad entrare in Chiesa. Sul presbiterio c’è Gesù e Maria e sul lato destro una reliquia di Padre Massimiliano Kolbe, martire in un lager nazista. Ed è qui che ci svelano l’ultimo particolare della fraternità:

“Il nostro carisma – spiegano nel sito- si ispira a San Massimiliano Maria Kolbe, martire di Auschwitz e “patrono dei nostri difficili tempi” (San Giovanni Paolo II). Dalla sua vita e dalla sua spiritualità attingiamo in modo particolare l’ideale della Cittadella dell’Immacolata: un centro di evangelizzazione interamente consacrato alla Vergine Maria”.

È quasi mezzogiorno ed è l’ora della preghiera della Fraternità. Prima di lasciare sorella Adele e sorella Angiola preghiamo anche noi con loro. Confessiamo che siamo riusciti, insieme, ad instaurare una bella sintonia e armonia. Torneremo da queste parti e certamente torneremo alla Cittadella dell’Immacolata e ricordiamo che il dogma dell’Immacolata fu ispirato a Pio IX a pochi chilometri da casa nostra: la Cappellina d’Oro a Gaeta. Invitiamo la Fraternità a pensare di farci una visita e ci offriamo per accompagnarli.

Domenica della Santa Famiglia

Crediamo profondamente che la famiglia sia il cuore e i futuro dell’umanità. Dio ha voluto un padre e una madre per dare vita alla vita. Ha donato all’umanità una Terra da abitare e ha scelto una famiglia perché il Figlio entrasse nel mondo. Il progetto di Dio è chiaro, semplice e buono. In questa domenica chiediamoci cosa possiamo fare noi per vivere questo progetto e sostenere il futuro di questa umanità. Il disegno di Dio per potersi dispiegare ha sempre bisogno di essere accolto e sostenuto, di essere vissuto in profondità e verità. E non c’è più dubbio che la famiglia sia sempre più il segno profetico di un mondo che appare impegnato e affaccendato in altro. Non si tratta di difendere la famiglia, no! Abbiamo bisogno di vivere la famiglia, di costruire nuove famiglie e rafforzare quelle che ci sono perché lo si viglia o no, il futuro vero di questa umanità è dentro la famiglia. Non dobbiamo avere paura di esserne testimoni credibili. Coraggio e Speranza!!!

Franca e Vincenzo, eremo di famiglia

Mysterium Lunae

L’immagine della Luna è stata una di quelle che più hanno colpito nel corso dell’omelia pronunciata dal Vescovo Luigi Vari (il nostro Vescovo) nella Messa Crismale di quest’anno. La luna, infatti, non vive di luce propria. Allo stesso modo la Chiesa, se vuole essere se stessa, deve riflettere la Luce di Cristo che è la vera Luce.

Quando, infatti, anche ciascuno di noi perde di vista che l’unica vera possibilità che abbiamo per Essere è cercare di riflettere un semplice raggio della Luce di Cristo perdiamo il senso dell’esistenza.

Siamo così chiamati a raccontare con la vita, più che con le parole, il nostro incontro con Gesù; a trasmettere gioia proprio nei luoghi dove il dolore è più marcato; Speranza dove se ne è smarrita la memoria; Amore nelle relazioni interpersonali. Così e solo così potremo tentare di riflettere, almeno un po’, lo splendore della Luce di Cristo.

Se, invece, come spesso accade, mettiamo noi al primo posto ci illudiamo di essere luce ed entriamo dentro il “palcoscenico del mondo” nel quale volendoci dare gloria resteremo, invece, sempre ombre senza mai essere vere luci.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Chiesa e giovani!

Ieri sera, vigilia della solennità della Festa di San Benedetto, abbiamo partecipato ad un incontro presso l’Abbazia di Montecassino dove l’Abate Luca ha guidato un incontro sul tema: “L’esperienza di San Benedetto e il cammino sinodale della Chiesa”. Portiamo a casa una novità e una conferma frutto della riflessione “L’ascolto, soprattutto dei giovani, può essere l’inizio di una svolta sul come fare “nuove” le cose di sempre. In questo nuovo stile di “essere Chiesa” crediamo che le “relazioni” siano il quid che insaporisce e che fonda l’apertura a questo nuovo “essere Chiesa. Senza, giovani, senza buone relazioni non possiamo cambiare”.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Nessuno potrà togliervi la vostra gioia

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 16,20-23a

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

Parola del Signore.

Le difficoltà, le sofferenze e i dispiaceri passano. La vita, questa vita, è un attimo. Ogni giorno abbiamo scelte da fare e sono sempre scelte tra il bene e il male. In ogni caso Dio non ci ha creato per il dolore. Egli vuole la nostra felicità e questo perché ci Ama e soffre con noi quando noi soffriamo, gioisce con noi quando siamo felici. Purtroppo spesso ci siamo allontanati da Lui abbiamo fatto di testa nostra e ogni volta che lo abbiamo ignorato, il nostro dolore e la nostra sofferenza è aumentata. Nonostante ciò Gesù ci assicura che nessuno potrà toglierci la nostra gioia.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️