Archivi categoria: Parole dal cuore

Clericalismo

Scrive Francesco nella sua Lettera al Popolo di Dio: “abbiamo costruito comunità, programmi, scelte teologiche, spiritualità e strutture senza radici, senza memoria, senza volto, senza corpo, in definitiva senza vita. Ciò si manifesta con chiarezza in un modo anomalo di intendere l’autorità nella Chiesa – molto comune in numerose comunità nelle quali si sono verificati comportamenti di abuso sessuale, di potere e di coscienza – quale è il clericalismo, quell’atteggiamento che non solo annulla la personalità dei cristiani, ma tende anche a sminuire e a sottovalutare la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente. Il clericalismo, favorito sia dagli stessi sacerdoti sia dai laici, genera una scissione nel corpo ecclesiale che fomenta e aiuta a perpetuare molti dei mali che oggi denunciamo”.

Si prospetta un cammino sinodale (in Italia ed altrove) che solleciti in noi (in primis ai presbiteri ed ai vescovi) la consapevolezza di essere docili strumenti dello Spirito per ricostruire una dimensione di laicità ecclesiale che nel corso dei secoli il clericalismo ha mortificato. Occorre ridare personalità al Popolo di Dio, quella personalità che il clericalismo ha annullato. Occorre che il sacerdozio battesimale venga riscoperto e valorizzato, e per fare questo occorre debellare il clericalismo che ha sminuito e sottovalutato “la grazia battesimale che lo Spirito Santo ha posto nel cuore della nostra gente”.

Risuscitare i morti

“Come il Padre risuscita i morti e dà la vita,così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole”.

Presto saremo tutti chiamati a nuova vita. La nostra nuova nascita sarà per l’eternità e diventeremo tutti collaboratori del Padre diffondendo l’Amore, bene supremo. Intanto viviamo la comunione con chi ci ha preceduto e ci incoraggia a camminare in questo mondo donando l’Amore.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucciderlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù riprese a parlare e disse loro: «In verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, perché voi ne siate meravigliati.
Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.
In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.
Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Parola del Signore

La luna e la carezza

Certe notti … e senti che il male non potrà mai prevalere nonostante ogni sforzo dell’uomo per compierlo …

Franca e Vincenzo, osb-cam

Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera. Osservatela in alto, a guardare questo spettacolo. […] Tornando a casa, troverete i bambini. Date loro una carezza e dite: “Questa è la carezza del Papa”. Troverete forse qualche lacrima da asciugare. Abbiate per chi soffre una parola di conforto“. (Papa Giovanni XXII)

Come astri

Le stelle, da sempre, ispirano pensieri e parole e le serate d’estate sono quelle da preferire per decidere di alzare gli occhi al cielo e contemplarlo.

In questo cielo immenso, infinito e carico di attese è bellissimo far “naufragare” i pensieri e immaginare la presenza rassicurante del nostro Creatore che ci invita a illuminare la terra.

Stasera, allora, affacciati alle nostre finestre o dai nostri balconi solleviamo gli occhi e con lo sguardo accarezziamo il cielo sfiorando le stelle cercando di “rubare” un briciolo del loro splendore per portare buona luce sulla nostra strada.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Sposo, Diacono, Padre e Medico muore di covid19

Qualche giorno fa è morto Maurizio Bertaccini, diacono e medico, sposo e padre di 10 figli della diocesi di Rimini. Desideriamo ricordare con voi Maurizio che è stato un bell’esempio di persona, purtroppo, vittima anche lui del covid19. Siamo vicini alla sposa, ai figli, al clero della diocesi di Rimini e al caro vescovo mons. Francesco Lambiasi che, nel video, ricorda Maurizio e il suo splendido esempio di servizio alla Chiesa. Per lui chiediamo a voi una preghiera.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Cliccando su qui è possibile vedere un servizio video. Inoltre qui sotto è possibile leggere il testo dell’articolo pubblicato da Avvenire il 14 aprile scorso e che ne traccia un breve profilo.

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È il primo medico a morire di coronavirus nella provincia di Rimini. Ed è anche il primo diacono permanente a cui il Covid-19 non ha lasciato scampo. Maurizio Bertaccini, medico e diacono, ha lottato dal 18 marzo con il virus ma la malattia purtroppo non gli ha lasciato scampo e questa mattina è morto, all’età di 68 anni, all’ospedale “Infermi” di Rimini, dov’era ricoverato dal 24 marzo.

Bertaccini lascia quattro “famiglie”: quella naturale, la comunità di Montetauro, la Diocesi e l’odine dei medici. Con la moglie Maria, per tutti Mariuccia, si è sposato a Savignano sul Rubicone l’8 dicembre 1979, prima ancora di laurearsi in Medicina all’Università di Bologna. Dopo un primo periodo in cui ha esercitato anche come dentista a Savignano, Maurizio Bertaccini si è trasferito con la famiglia a Montetauro, per seguire più da vicino la comunità di stile dossettiano Piccola Famiglia dell’Assunta di Montetauro, nella quale si è formato e nella quale ha fatto la professione nel 1997 insieme alla moglie Maria, poco prima dell’ordinazione diaconale. Lo stesso fondatore della comunità, don Lanfranco, è risultato positivo al Covid, e il Vescovo emerito di Rimini, mons. Mariano De Nicolò, ammalato da tempo, era accudito proprio a Montetauro, dove è morto il Sabato Santo. “Maurizio è volato al Padre tra le braccia amorose della mamma del Cielo” è il messaggio che la moglie Maria ha inviato alla scomparsa del marito.

Dal loro matrimonio sono nati sei figli naturali, più uno adottivo e tre in affido. La figlia maggiore della coppia si è consacrata nel 2012 nella Piccola Famiglia dell’Assunta di Montetauro, realtà che accoglie e accudisce anche bambini e adulti con gravi e gravissime disabilità e patologie, oltre ad occuparsi del recupero e qualificazione umana, culturale e professionale nonché inserimento sociale di persone che si trovano in stato di bisogno, handicap o emarginazione. Accogliendo Liu, ragazzo cinese di 22 anni, nel 2002, la comunità ha intrapreso l’affascinante avventura a cui Gesù chiama riconoscendolo nei piccoli, nei poveri, nello straniero, fino a far nascere due Case Italia Cina nella nostra Diocesi.

Uomo di grande fede, il 29 novembre 1997 è stato ordinato diacono permanente dal Vescovo Mariano De Nicolò. Prestava servizio presso la parrocchia Santa Innocenza di Montetauro di Coriano e nella comunità dellaPiccola Famiglia dell’Assunta.

Laureato in Medicina a Bologna nel 1979, Bertaccini dopo un primo periodo in cui aveva svolto attività come dentista a Savignano, aveva l’ambulatorio nella casa della salute di Coriano ed era molto stimato dagli oltre 1600 pazienti di Coriano e San Patrignano di cui si prendeva cura come medico di famiglia. “Una grande perdita per tutta la nostra comunità di medici – dice addolorato il presidente riminese dell’ordine Maurizio Grossi –. A Coriano era molto stimato. Purtroppo anche a Rimini la nostra categoria conta la sua prima vittima”.

“La morte dei diacono Bertaccini un grande dolore per comunità diocesana e diaconale. – ha scritto il vicario generale della Diocesi, don Maurizio Fabbri – In questi giorni della settima di Pasqua siamo certi che Maurizio potrà godere, quale ‘servo buono e fedele’, della pace col suo Signore risorto. Affidiamo al Signore anche Maria e la sua grande famiglia, perché trovino consolazione e fortezza nella fede”.

Bertaccini si era ammalato di coronavirus il 18 marzo, il 24 marzo si è reso necessario il ricovero all’ospedale “Infermi” di Rimini, dove tre giorni più tardi Bertaccini è stato costretto alla respirazione meccanica. Sabato scorso le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate, fino all’epilogo di questa mattina. La notizia della sua scomparsa lascia addolorate migliaia di persone che lo hanno apprezzato come medico e uomo.

Attraversare il fuoco

“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!“. Luca 12,49
Parola, fuoco e crocifisso sono i segni e i simboli che prendono possesso dei nostri cuori mentre Francesco, solo, al centro del colonnato del Bernini, prega per l’umanità intera. La Parola guida le scelte; il fuoco accende speranze ed evoca protezione come appare in Isaia: “Se dovrai attraversare il fuoco, sarò con te” (Is 43,2); infine, il crocifisso, immenso, ci attende oltre, segno e simbolo dell’Amore che dona la vita. Preghiamo perché il fuoco dello Spirito riprenda la sua dimora nel cuore dell’uomo e la Terra ritorni giardino.
Franca e Vincenzo, osb-cam

Il vero Cielo

Un ” amico” ci ha inviato questa foto. “È il nostro “nuovo cielo cinese” -commenta- al tempo del coronavirus”.

Un sogno? Forse, ma questa esperienza globalizzata che stiamo vivendo è una “lezione” che dovrebbe aiutare l’ideologia capitalista a ritirarsi per sempre e noi a “vedere” più chiaramente le verità di questa umanità che si è smarrita nel delirio di una presuntuosa onnipotenza che, per Grazia di Dio, non ci appartiene.

Ci scopriamo fragili, impauriti, soli e nudi in questo meraviglioso creato che il dio denaro tenta di distruggere completamente.

C’è ancora Speranza? Si, c’è tanta Speranza!

Franca e Vincenzo, osb-cam

Oltre la Notte, una luce.

Lettera agli amici dell’eremo 2019.

Prepariamoci ad uscire dal buio. Nella notte di Natale decidiamo di cercare Cristo, luce della nostra vita.

E’ nelle notti buie che il cuore in ansia sussulta. E’ in quelle notti buie che il respiro pulsa al ritmo di un cuore impazzito. E’ nelle notti buie che le lacrime fanno fatica a trovare la via. E’, sempre in quelle notti buie che le mani si stringono e il corpo si irrigidisce assumendo forme contorte tra le lenzuola stropicciate.

In questo buio una domanda: “Che cerchi?”.

Dare una risposta “vera” a questa domanda è come dare inizio ad una svolta. E’ come iniziare a spolverare le macerie, a ripulire la casa, a fare spazio di accoglienza ad un ospite speciale.

Cercare il senso è la via per ritrovare luce e nella luce la serenità e nella serenità la pace. Questo è il cammino dell’uomo. Un continuo, costante desiderio di raggiungere la pace.

L’Amata del Cantico dei Cantici (3,1-5) vive il dramma dell’assenza di Dio. Lo cerca nel suo giaciglio ma non lo trova. Si gira e si rigira nel letto ma è tutto inutile. Gli occhi sbarrati, la mente in confusione, le mani che si agitano, il respiro che si fa ansioso … basta non ce la fa più. Esce, esce di notte in cerca dell’Amato del suo cuore. Attraversa la città, i luoghi del piacere, del divertimento, si immerge nel mondano, nei vizi, magari si fa anche attrarre da facili surrogati ma del suo Amato non c’è traccia.

Poi va oltre, incontra le guardie che fanno la ronda. Incontra una guida spirituale, uno psicologo, un saggio … chiede loro ma non li ascolta, non ascolta la loro risposta. L’Amata è già oltre di loro. Non percepisce il senso dei loro consigli. Lei passa oltre. Cammina ancora ed ecco all’improvviso l’Amato si fa incontrare. L’Amata lo stringe a se, lo stringe forte, lo stringe con grande intensità. Questa volta, pensa, non mi sfuggirà e lo porterò al sicuro.

E’ brutta la notte buia, la notte oscura ma questo è anche il tempo nel quale maturano le sorprese dello Spirito, è il tempo nel quale prende consistenza quella luce nuova che apre ad una vita nuova. Occorre, però, attraversare il tempo dell’aridità, lo spazio dello smarrimento, vivere la prova che umilia. Questo tempo prezioso che impoverisce e svuota è anche il tempo nel quale abbiamo l’occasione di ridare colore alla vita. Quando il tempo nuovo arriverà uno stupore grande ci invaderà il cuore e, finalmente l’Amante e l’Amato si abbracceranno con intensità.

La notte buia e nera diventa il tempo della purificazione, dell’abbandono dell’Ego, della scoperta della gratuità. Fino a che questo buio profondo non ci avrà invaso davvero il cuore non saremo riusciti a purificarci, non saremo riusciti a gettare la maschera del falso che rischia di coprire il nostro vero volto fino alla fine dei nostri giorni.

In questo tempo natalizio allora possiamo chiederci: chi stiamo aspettando? Chi cerchiamo? Chi sto cercando? Riesco ad uscire fuori ad attraversare la città mondana senza conseguenze e decidere di abbandonarmi con fiducia in Dio? Sono consapevole che tutto ciò che ho è un dono, un dono gratuito dell’Amore di Dio?

E’ Cristo, l’Amato per me? Se così non è, con la nostra libertà, possiamo decidere e fare altro. Possiamo negare Cristo, possiamo attaccarci al nostro Ego credendo che senza Dio siamo capaci vincere la notte. Certo, nessuno ci impedisce di fare questa scelta e in tanti l’hanno già fatta. Guardando questo mondo, scrutando questo tempo nel nostro piccolo spazio non sembra che il risultato sia buono e bello.

Noi preferiamo uscire dalla notte cercando l’Amato per poterlo abbracciare e vivere di Lui e per Lui abbandonando la nostra vita nelle sue mani sante.

Buon cammino verso il Natale di Gesù Cristo

                                                                            Franca e Vincenzo, osb-cam

La Potenza della Preghiera

La Preghiera è la più importante e più potente possibilità che abbiamo per vincere il male e ricevere in dono la felicità.

Lo sappiamo, potresti non essere d’accordo, anzi stai già sorridendo credendo di avere a che fare con la solita credenza di bigotti o di sciocchi credenti. Ti sbagli caro amico. Ti sbagli e ti sbagli molto.

La preghiera, se vissuta in profondità, verità, umiltà, semplicità (con parole personali o nel semplice silenzio) è la più importante occasione che abbiamo per cambiare la realtà è ricevere in dono la vera felicità.

A volte, purtroppo, quasi sempre, non solo non ci crediamo (e, quindi, le nostre preghiere non hanno alcuna possibilità di essere ascoltate dal Padre nostro) ma le riteniamo una “strada” o pratica per deboli, per chi ha paura o, peggio, per vecchi senza spina dorsale. Che errore!!! Che grande errore che facciamo.

La preghiera vera, quella autentica, invece, non ha bisogno di parole da essere recitate ma ha bisogno di cuore, anzi, di una mente collegata con il cuore. Ha bisogno che il nostro corpo e il nostro Spirito siano una cosa sola. Ha bisogno di essere praticata con tutto noi stessi e quindi con tutte le nostre energie fisiche e mentali perché la sua azione possa giungere pienamente e secondo i nostri desideri a destinazione.

Quando preghiamo in questo modo, infatti, dal nostro corpo e dal nostro cuore in particolare si sprigiona un’energia vitale di una grande potenza capace di raggiungere lo Spirito di Dio e lo Spirito delle persone care vive o morte per portare loro il messaggio o l’aiuto che desideriamo donare.

Questa non è immaginazione ma vita concreta. Se sei scettico non potrai pregare in maniera vera. Perché pregare non è recitare formule che per quanto belle non hanno la possibilità di ottenere alcuna comunicazione profonda.

La preghiera nella quale mente e cuore si uniscono in profondità, invece, è una incredibile elevazione del nostro spirito fino alle altezze dello Spirito di Dio e fino a quello di una persona cara alla quale desideriamo trasmettere forza, coraggio e gioia.

La preghiera, perciò, rappresenta la più grande possibilità di dialogo con Dio o con gli altri accanto a noi. La preghiera vera non fa richieste ma ringrazia Dio per la vita, comunica energia a chi l’ha persa o a chi è malato. Potremmo dire che la preghiera, quando è autentica, ha una forza potentissima perché attiva energie nascoste e/o invisibili che possediamo e delle quali l’uomo ha perso la memoria.

Credere a questa realtà è il primo importante passaggio per avviare la vera preghiera.

Preghiamo ringraziando Dio, riconoscendo la nostra povertà e i doni e le Grazie che ogni giorno riceviamo e la nostra vita cambierà … Inizieremo a vedere quello che ci circonda in modo totalmente nuovo e, quasi d’improvviso, i nostri occhi si apriranno scoprendo attorno a noi una realtà che non avevamo mai visto. Inizieremo a vedere gli altri come folli che perdono la vita inseguendo sogni privi di amore vero; vedremo tante persone, parenti, amici, conoscenti lottare per conquistare, successo, denaro e beni materiali. Tutte cose non hanno mai dato, danno e non daranno mai la felicità ma che al contrario ci fanno schiavi e totalmente infelici. La felicità, infatti, è nascosta nel nostro cuore e possiamo scoprirla solo se, nel cuore, facciamo entrare Gesù, se, cioè, ci facciamo abitare dal bene che solo Lui ci dona in maniera piena e perfetta. Si, perché solo Gesù e il bene che Lui è, possono vincere il male che ci abita e che non riusciamo a vedere. Quel male che ci da tristezza, che ci fa sentire stanchi, sfiduciati, soli e infelici appunto.

Pregare e pregare con mente e cuore coinvolgendo tutto noi stessi, quindi, è la vera UNICA e sola possibilità che abbiamo per ricevere il dono di una vita FELICE. Non facciamoci illusioni, non abbiamo altre possibilità.

Franca e Vincenzo, osb-cam

E’ Dio che guida la mia vita?

Dio non può abbandonarci. Ha promesso di condurci alla salvezza e non può negare la sua Promessa. I suoi disegni e progetti per la nostra vita ci sono sconosciuti ma possiamo essere sicuri che Lui non potrà mai abbandonarci. E non lo farà mai, in nessun caso. Eppure …

“Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta” Lc 21,6

Questo annuncio può far paura e umanamente la fa. Gesù, però, invita a resistere e a non aver paura. Egli annuncia distruzioni e persecuzioni.

In questa profezia, però, siamo chiamati a resistere affidando la nostra vita nelle Sue Sante mani. Si tratta di un abbandono che non può e non deve porre condizioni. Si tratta di una vera resa al Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe … al Dio di Gesù Cristo credendo all’impossibile di Dio.

Dio non può abbandonarci. Ha promesso di condurci alla salvezza e lo farà. A noi spetta il compito di farci guidare da Dio. Se non lo facciamo rischiamo di percorrere vie non buone e di non avere la felicità per la quale siamo stati creati.

Mi chiedo: mi faccio guidare da Dio? Ascolto davvero la sua voce/Parola? Oppure mi faccio trascinare da quella di questo mondo?

Noi dobbiamo ammettere di non essere capaci di guidare la nostra vita su strade di santità. Solo Dio sa quale è la via che siamo chiamati a percorrere per poterlo incontrare ed essere finalmente felici. Non una felicità qualsiasi, ma una felicità vera, quella che Lui, il Padre nostro, ci ha promesso di donare per sempre. Ma, noi possiamo seguirlo solo se abbiamo la forza e il coraggio di abbandonarci a Lui ascoltando la sua Parola.

Si tratta di avere la forza e il coraggio di affidarci con docilità nelle sue mani. Le sue mani, infatti, sono capaci di tirar fuori da noi la nostra immagine nascosta dietro la maschera che indossiamo.

Allora, abbandonarci in Dio è un esercizio di fede. Ascoltare la Sua Parola è l’inizio di una relazione che ci aiuta a capire la Sua volontà su di noi.

Le comodità della vita possono essere anche un grave ostacolo, come un grave ostacolo sono i nostri desideri e i nostri progetti quando questi non rientrano nei piani di Dio

E’ Dio allora che guida la mia vita?

Franca e Vincenzo, osb-cam