Misericordia io voglio

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 9.9-13
 
In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Parola del Signore.

Vedere la luce

Ci è chiesto di essere luce; ci e chiesto di consumarci per dare luce; ci è chiesto di essere trasparenti e di accogliere la Luce per permetterle di attraversarci e offrire luce dove c’è il buio.

Per essere luce o per riflettere la Luce siamo anche chiamati ad Ascoltare con cura la Parola e a Custodirla per essere donne e uomini secondo il cuore del Padre.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,16-18

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».

Parola del Signore.

Il respiro di Dio

Buongiorno. Da qualche giorno partecipiamo al Convegno nazionale degli eremiti. Guardando i volti, scrutando gli occhi, ascoltando le loro parole ti accorgi della potenza di vita autentica che portano con loro. Qui, se vuoi, puoi ascoltare forte il respiro di Dio ed elevare al cielo una preghiera che si fa “Servizio” e “Accoglienza” …

Siamo a Castelpetroso e una nuova alba si manifesta al mondo.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 9,30-37

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà». Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Custodire

Ascoltare la Parola e custodirla. Questo è un programma molto ambizioso. Un programma che vale una vita. Cos’altro c’è di così bello e di così importante?

Farsi custodi della Parola porta molto frutto. Gustare la Parola e curare la vita … il resto passa.

Ed oggi partecipiamo al primo Convegno degli eremiti che si tiene al Santuario di Castelpetroso. Vi aggiorneremo …

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Vangelo di Luca

Lc 8,4-15

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.

Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

Parola del Signore.

C’erano con lui e i 12 alcune donne

Una delle grandi “rivoluzioni” che Gesù realizza concretamente è la parificazione tra uomo e donna. Mentre andava da una città all’altra predicando e annunciando oltre ai Dodici c’erano con lui “alcune donne”. La presenza delle donne con Gesù è una grande rivoluzione per quei tempi nei quali la donna non aveva alcuna considerazione. A questa realtà aggiungiamo che la prima persona che incontra Gesù dopo la risurrezione è, appunto, una donna chiamata Maria Maddalena. È Lei che rimase con Maria la madre di Gesù sotto la croce, è sempre Lei che diede l’annuncio della risurrezione ed è sempre Lei che viene chiamata Apostola degli Apostoli.

Le donne, come gli uomini, e anche di più se vogliamo, sono seguaci e testimoni e sono al “servizio” del Figlio di Dio … È tempo che, come suggerisce papa Francesco, nella Chiesa se ne prenda atto e si dia attuazione a questa indicazione di Gesù.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 8,1-3
 
In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio.
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.

Parola del Signore.

Nuovi desideri

Questo mondo, se non si cambia qualcosa, è destinato all’autodistruzione. Negli ultimi venti anni abbiamo vissuto almeno tre pandemie: quella finanziaria del 2007, quella del terrorismo dilagante e ora quella del coronavirus. Ciò dimostra che il capitalismo ha fallito; ha fallito la politica e ha fallito la scienza. Tutto questo è il frutto della separazione che c’è stata tra i grandi saperi dell’uomo. Senza una relazione profonda tra uomo, mondo animale e vegetale, scienza e fede, arte e cultura siamo destinati a fallire. Dal 1970 ad oggi l’uomo ha distrutto senza dare la possibilità di una rigenerazione. Si è navigato a vista e gli uomini sono stressati ed esasperati, camminano senza un orientamento condivido. Sembrerebbe tutto lecito e tutto possibile. Tra le conseguenze peggiori c’è quella della distruzione dell’ambiente e, in questo ambiente, dell’uomo stesso. Continuare così è da irresponsabili. Una possibilità di svolta sta in nuove forme di desiderio capaci di creare un nuovo paradigma di felicità.

Dobbiamo fare qualcosa adesso !!!

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Perdonato, perché HA molto amato

La Fede salva e provoca il perdono del Padre. La prostituta che, nel brano di oggi, entra nella casa del fariseo che ospita Gesù ha una grande Fede e, soprattutto, ha creduto nel perdono dei suoi molti peccati. Ed è questa Fede che la spinge a compiere gesti che sono diventati esempi di vita scolpiti per sempre nella parole che l’evangelista Luca ci riporta. Il brano di oggi ci racconta l’Amore e il senso di gratitudine e riconoscenza che palpita nel cuore della prostituta e ci trasmette la grande speranza che deve abitarci. C’è davvero un Padre che ci Ama; c’è davvero un Amore che ci dà il coraggio e la forza di testimoniare; c’è davvero una vita da vivere fino in fondo sapendo e credendo che dipende da noi e solo da noi credere nel perdono e nell’Amore del Padre che è felice di accoglierci fra le sue braccia.

Il Padre perdona e perdona sempre perché Ama e Ama immensamente. Non c’è peccato che non è perdonato.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 7,36-50

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.

Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».

Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».

E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».

Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Parola del Signore.

Ecco tuo Figlio!

Ogni mamma se ha un figlio che vive una situazione di dolore e sofferenza si sente sotto la croce come in questo episodio che, oggi, ci racconta Giovanni. Affidiamo il commento di questa mattina a don Tonino Bello, vescovo in odore di santità …

“Santa Maria, donna del Sabato santo, aiutaci a capire che, in fondo, tutta la vita, sospesa com’ è tra le brume del venerdì e le attese della domenica di Risurrezione, si rassomiglia tanto a quel giorno. È il giorno della speranza, in cui si fa il bucato dei lini intrisi di lacrime e di sangue, e li si asciuga al sole di primavera perché diventino tovaglie di altare.Ripetici, insomma, che non c’è croce che non abbia le sue deposizioni. Non c’è amarezza umana che non si stemperi in sorriso.
Non c’è peccato che non trovi redenzione. Non c’è sepolcro la cui pietra non sia provvisoria sulla sua imboccatura. Anche le gramaglie più nere trascolorano negli abiti della gioia. Le rapsodie più tragiche accennano ai primi passi di danza. E gli ultimi accordi delle cantilene funebri contengono già i motivi festosi dell’alleluia pasquale.
Santa Maria, donna del Sabato santo, raccontaci come, sul crepuscolo di quel giorno, ti sei preparata all’incontro col tuo figlio Risorto.
Quale tunica hai indossato sulle spalle? Quali sandali hai messo ai piedi per correre più veloce sull’erba? Come ti sei annodata sul capo i lunghi capelli di nazarena? Quali parole d’amore ti andavi ripassando segretamente, per dirgliele tutto d’un fiato non appena ti fosse apparso dinanzi?
Madre dolcissima, prepara anche noi all’appuntamento con lui.
Destaci l’impazienza del suo domenicale ritorno. Adornaci di vesti nuziali. Per ingannare il tempo, mettiti accanto a noi e facciamo le prove dei canti.
Perché qui le ore non passano mai”.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19,25-27
 
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!».
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!».
E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Parola del Signore.

Il Padre non condanna

Nessuna condanna, nessuna punizione … Solo un immenso Amore che illumina la vita. Questa è la fede. Per il mondo una follia per il Padre un bisogno, un desiderio una concreta pratica di vita

Gesù annuncia a Nicodemo e a noi il suo percorso d’Amore che termina e inizia sulla croce. Questa è la realtà: l’esaltazione della croce. Una luce da accogliere nella vita.

Accogliendo la luce noi accogliamo il dono di distruggere il male dell’ingiustizia, il male dell’arroganza, del successo, dell’indifferenza, della povertà, dell’egoismo, della malattia nelle quali le regole di vita di questo mondo hanno seppellito la vera umanità.

Decidiamo di tornare alla Luce e saremo felici.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,13-17
 
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
 
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».

Parola del Signore.

Una grande fede

Alzare gli occhi al cielo, scrutare oltre i disegni delle nuvole e affidare ogni speranza alla fiducia nell’Amore di un Padre misericordioso. Senza una Grande Fede nessun evento “miracoloso” potrà mai accadere nelle nostre vite.

L’umiltà e la fiducia del centurione ha attraversato i secoli ed è giunta fino a noi dopo aver colpito il cuore di Gesù che ammirandole ha permesso la guarigione del servo del centurione.

Le donne e gli uomini di ogni tempo e anche noi tutti, infatti, abbiamo bisogno di crescere in umiltà e fiducia. Abbiamo bisogno di affidarci (ma davvero) nelle mani della Provvidenza che conosce i nostri cuori.

Il teatro dell’esistenza non ha bisogno di comparse o di attori ma di donne ed uomini veri e autentici, capaci di pronunciare parole vere e di saper riconoscere le proprie miserie. C’è bisogno di verità e di fiducia in un tempo e in un mondo che, purtroppo, vive in un aleatorio volteggio di falsità che genera solo tristezza.

La vera gioia nasce da una verità che conquista il proprio cuore e sa contagiare le persone che incontra tanto da guarire la vita.

Franca e Vincenzo osb-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Luca

Lc 7,1-10

In quel tempo, Gesù, quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafàrnao.

Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: «Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga».

Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».

All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!». E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.

Parola del Signore.

Aquila e Priscilla