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Siamo al bivio

La vita percorre spesso sentieri senza indicazioni evidenti e ad ogni bivio bisogna saper scegliere. A volte si decide di camminare per le vecchie strade già conosciute che, però, non sempre sono quelle giuste. Gesù, oggi, si confronta con gli scribi e usa parole dure e taglienti. Egli, infatti, non viene riconosciuto e gli scribi scelgono di camminare su vecchie strade mentre Gesù percorre strade nuove.

Anche noi, oggi, siamo chiamati a scegliere tra le vecchie strade che conosciamo e la novità della nuova via dell’Amore suggerita da Gesù.

Questo tempo di grandi cambiamenti ci sta ponendo domande decisive e noi siamo, forse, tentati di rispondere come si è sempre fatto in passato ma, questa volta, le novità sono davvero epocali e ci obbligano a cambiare strada se non vogliamo restare fuori dal tempo e dalla storia.

Occorre scegliere tra uno stile di vita solidale e condiviso ed una vita consegnata ad una finanza sempre più cieca ed egoista. L’economia, infatti, per assicurare la vita o meglio una buona vita dovrà essere sempre più solidale e condivisa. L’alternativa è la via del “si salvi chi può“, dei pochi ricchi che ignorano le masse, dei finanzieri che accumulano senza nessun altro interesse pronti ad ignorare le sofferenze e i dolori del mondo. Questo “virus” ci chiama a scegliere quale strada pensiamo di percorrere.

Dalla risposta che daremo dipende il futuro dell’umanità in bilico, appunto, tra la via dell’Amore e quella dell’egoismo dei pochi. La crisi che stiamo vivendo ci ha, di fatto, collocati di fronte a questo bivio. Occorre fare una scelta e farla in fretta.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

   Parola del Signore

Dal buio alla luce

Chi è cieco non vede o meglio vede tutto nero. E, chi vede nero, cioè brancola nel buio non sa cosa fare. I due ciechi della parabola non sanno che fare ma al passaggio di Gesù hanno la loro prima illuminazione. Capiscono che chiedendo aiuto a Gesù, possono tentare di uscire fuori dal buio, hanno la possibilità di percorrere una strada nuova. Nessuno dice loro cosa fare o come fare. I due ciechi capiscono che devono agire che non possono restare fermi. Se restano fermi e privi di iniziative, infatti, non potranno cambiare mai nulla della loro triste condizione e finiranno peggio, molto peggio. Quindi si rivolgono a Gesù e per prima cosa si riconoscono peccatori e chiedono a Gesù di avere pietà di loro. Mettono via l’orgoglio e si fanno umili. È un passaggio assolutamente necessario se si vuole rinascere, se si vuole, finalmente, ritrovare la via giusta nella vita e conquistare la felicità. Se si è ciechi e non si vede che fare la prima cosa, ripetiamo, è buttare via l’orgoglio e i pregiudizi e riconoscersi peccatori che chiedono di essere accolti. Con la rabbia, il nascondimento e la sciocca furbizia non si ottiene nulla. Si resta al buio incapaci di sapere da che porte andare.

A questo punto Gesù entra nella loro casa cioè nel loro cuore e chiede se loro credono in Lui (Gesù) cioè se hanno la fede. È questa, infatti, che potrà cambiare la loro vita.

Pensiamo per un attimo a noi, a come stiamo, a quale è la nostra situazione concreta e se crediamo che la Fede possa aiutarci ad aprire gli occhi e a ricominciare ad agire per cambiare la vita. Alla domanda di Gesù i due ciechi hanno il coraggio e la forza di dire “Si, o Signore”. Ecco, questo è il miracolo. Riconoscere che da soli non possiamo fare nulla, che per vedere cosa fare abbiamo bisogno di riacquistare la vista e avere fiducia che se noi ci mettiamo all’opera allora Gesu ci aiuterà. Questo ulteriore passaggio fa si che il miracolo avvenga e Gesu, infatti, dice loro: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». Cioè il “vero miracolo lo compiono i due ciechi che fidandosi di Gesù ora possono agire. La loro azione avrà successo nella misura in cui hanno fiducia in Gesù e nelle loro capacita di cambiare la loro condizione. I due ciechi sono così invitati a porre in essere azioni concrete attraverso le quali iniziano a vedere che fare e a come cambiare la loro vita riconquistando la felicità perduta. Gesù concede loro fiducia in proporzione alla loro volontà di abbandonare il loro orgoglio, i loro progetti personali per abbracciare i progetti di Dio. I due ciechi chiedono misericordia, e ottengono la fiducia necessaria ad agire e per vivere la vita buona del vangelo. Una vita che accetta i sacrifici, che accetta la sofferenza, che è vita operosa e saggia, sobria e semplice, … vita vera. Questo è, ripetiamo, il miracolo. Riprendere in mano la propria vita avendo nel cuore la fede in Gesù che ci guida a fare scelte sagge che seppur dure possono veramente cambiare la nostra vita e ridare all’esistenza la gioia. Siamo chiamati a liberarci del superfluo a riconoscere le cose essenziali, a recuperare ogni risorsa per risanare la vita. Ma stiamo attenti, il passaggio di Gesù nella nostra vita è adesso, è questo il momento presente. Ed infatti appena i due ciechi si affidano alla forza della fede riacquistano la vista e la possibilità di rimettersi in cammino. Non è Gesù che fa. Gesù è solo colui che da fiducia e che aiuta ad aprire gli occhi. Ad agire saranno sempre i due ex ciechi ma questa volta la loro azione, basata sui valori del vangelo, darà loro la possibilità di agire e sperare.

Insomma cambiare la nostra vita dipende da noi, dipende dalla capacità di riconoscerci bisognosi dell’aiuto di Gesù di riconoscerci peccatori bisognevoli di misericordia. Dipende dalla capacità di lasciare le cose inutili, quelle che ci distraggono dalla vita reale, dagli affetti, dalle cose vere, dalla possibilità di costruire futuro. Gesù infatti ci darà la fiducia persa da chissà quanto tempo.

Ora che abbiamo capito la storia di questo “miracolo” che, in fondo è un atto di riconoscimento dei propri fallimenti ma anche occasione per ricevere il perdono e la vita nuova possiamo attivare il nostro agire che prevede di servirci di ciò che abbiamo e che siamo chiamati a valorizzare. Abbiamo tante cose da sfruttare per costruire futuro e tante altre inutili e fuorvianti. Gesù ci incoraggia e ci da fiducia. Prendiamo il coraggio tra le mani e iniziamo a lavorare sodo e senza sosta, facendo scelte giuste e responsabili per recuperare il tempo perduto e le energie sprecate. Diamo valore a ciò che abbiamo, mettiamoci a lavoro attivando nuove idee senza inseguire sogni impossibili.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal vangelo secondo Matteo

[In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

   Parola del Signore

L’invidia

È uno dei peccati attraverso i quali il male si è insinuato nel cuore dell’uomo. Chi ne è “affetto” sta male lui e tende a comportarsi in modo che stiamo male anche gli altri. Non sopportano se agli altri le cose vanno per il meglio e mettono in atto comportamenti tesi a creare difficoltà in grado di rovinare o disturbare la vita degli altri.

Gli invidiosi dovrebbero cercare di superare questa loro condizione. Non è facile compiere questo passaggio ma le persone coraggiose e che aspirano a cambiare per il meglio possono riuscirci.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Mt 20,1-16
  Sei invidioso perché io sono buono?

                           Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

   Parola del Signore

Fino a quando amerete la menzogna?

Di fronte
a cuori induriti,
attori di periferia,
controfigure del bene,
invoca il Signore.

Solo il Signore protegge,
Lui che conosce ogni cosa
guarda, ascolta ed esaudisce.

Il male non ha futuro.
Non aver paura,
cerca e incrocia il loro sguardo,
non temere, non hai nulla da temere,
Il Signore ti difenderà.

Ringrazia Dio con gratitudine,
avrai, gioia, pace e protezione.

Sfida gli empi con la preghiera,
esortarli con l’esempio e
non essere scettico
ma conferma la tua fiducia.

Resta fedele al bene.

Vivi la gioia dell’amore.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

 

Salmo 4

Quando t’invoco, rispondimi, Dio della mia giustizia!
Nell’angoscia mi hai dato sollievo;
pietà di me, ascolta la mia preghiera.

Fino a quando, voi uomini, calpesterete il mio onore,
amerete cose vane e cercherete la menzogna?

Sappiatelo: il Signore fa prodigi per il suo fedele;
il Signore mi ascolta quando lo invoco.

Tremate e più non peccate,
nel silenzio, sul vostro letto, esaminate il vostro cuore.

Offrite sacrifici legittimi
e confidate nel Signore.

Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene,
se da noi, Signore, è fuggita la luce del tuo volto?>.”

Hai messo più gioia nel mio cuore
di quanta ne diano a loro grano e vino in abbondanza.
In pace mi corico e subito mi addormento,
perché tu solo, Signore, fiducioso mi fai riposare.

Dio e’ fedele e ti benedice

Riponi la tua fiducia in Dio,
e se diffamato,
continua a restare fedele.

Trova in Dio forza e coraggio
per attraversare la notte.

Resta sereno e,
seppur nella difficoltà,
conserva la calma,
dona il perdono e prega.

Confida in Dio,
il suo aiuto non mancherà e
I tuoi nemici saranno umiliati.

Dio è fedele e ti benedice.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 3

Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.

Molti dicono della mia vita:
“Per lui non c’è salvezza in Dio!”.

Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.

A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.

Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.

Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio!
Tu hai colpito alla mascella tutti i miei nemici,
hai spezzato i denti dei malvagi.

La salvezza viene dal Signore:
sul tuo popolo la tua benedizione.