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Io sono la vite e voi i tralci

 Restare attaccati alla Parola per respirare i profumi spirituali che dalla Parola si diffondono è via buona che incoraggia la vita. E, se osserviamo il lavoro del saggio contadino nella sua vigna comprenderemo molto della nostra vita cristiana. Egli pota i tralci che non portano frutto e sfronda le foglie perché ci sia ancora più frutto.

Allo stesso modo noi dobbiamo restare ancorati al nostro Signore con la nostra fede e resistere alle tentazioni di questo mondo sempre più aggressive e pervasive. Solo così riusciremo a mostrare la bellezza della vita cristiana e la pace che da essa riceviamo in dono. La Parola, perciò, sarà il nostro cibo per la vera vita quella che avrà senso grazie al buon vino che saprà mostrare e condividere.

Franca e Vincenzo, osb-cam


Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

   Parola del Signore

Nel mio nome

Nel silenzio delle oscurità della vita pronunciare il nome di Gesù illumina e “salva”. Oggi, Gesù ci promette che tutto ciò che chiederemo nel suo nome Lui lo farà. Nella fede Gesù ci ascolta, ci accompagna e ci perdona donandoci una vita nuova. Pregare, invocando con fede il Suo nome, è il modo più antico e potente che esiste per ricevere risposte.

Il male di fronte al nome di Gesù si allontana perché il Suo nome ha un potere supremo che supera “ogni altro nome”. Il nome di Gesù invocato con fede e fiducia può davvero salvarci. Gli apostoli nel Suo nome hanno compiuto meraviglie e ogni battezzato può fare altrettanto. Senza Gesù non c’è salvezza e noi, come il cieco di Gerico possiamo gridare con fede «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!»” (Luca 18:38) ed essere guariti.

Oggi, pensando ai mali che ci affliggono, possiamo, con fede, pregare confidando nelle sue promesse: “E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò” Gv 14,14.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

   Parola del Signore

Abbiate fede

È nei momenti difficili che la sua voce ci accarezza e ci sussurra parole di intensa consolazione: “Non sia turbato il vostro cuore“. È Lui che ci invita ad avere “fede”. E’ Gesù che indica la via verso il Padre, verso la Pace e la Gioia.

Affidarsi non è debolezza ma vera forza. Fidarsi è la buona scelta di chi ha finalmente compreso che siamo figli di un Padre che ci ama e che vuole il nostro bene e che chiede di essere amato.

Arriverà il grande giorno nel quale Egli ci accoglierà nel cielo e ci mostrerà il posto che ci è stato riservato. Nessuno resterà solo e tutti insieme ci ritroveremo uniti in piena comunione con Lui.

Signore donaci la Pace nel cuore.

Franca e Vincenzo, osb-cam

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Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

   Parola del Signore

Nelle mani di Dio

Ascoltare, conoscere e seguire. In questi tre verbi si racchiudono tre azioni che hanno a che fare con la fiducia e l’affidarsi. Siamo nelle mani di Dio e nessuno potrà mai toglierci questa “Grazia” fino a quando con fiducia noi ci affideremo a Lui ascoltando la sua voce, conoscendo il suo volere e seguendolo sulle strade del mondo.

Dio non permetterà che qualcuno ci separi da Lui e anche nei momenti di debolezza Egli sarà sempre pronto a riabbracciarci grazie alla Sua immensa e infinita misericordia.

La vita eterna è e sarà con noi se sapremo abbandonarci nelle sue mani con la stessa fiducia di un bambino.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

   Parola del Signore

I malvagi saranno sconfitti

Perseguitato ingiustamente, fatto oggetto di accuse false, oppresso da un potere cieco ed empio, l’uomo che prega con questo salmo chiede di essere giudicato davanti a tutti certo della sua innocenza. Egli si fida di Dio che prepara la sconfitta dei suoi accusatori che con malvagità lo indicano come responsabile di chissà quali nefandezze. L’uomo che prega con questo salmo si fida e affida a Dio e questa sua ferma decisione gli da serenità e pace. Il male non potrà prevalere e l’innocente sarà salvato. 🌻🤗

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 7

Signore, mio Dio, in te ho trovato rifugio:
salvami da chi mi perseguita e liberami,

perché non mi sbrani come un leone,
dilaniandomi senza che alcuno mi liberi.

Signore, mio Dio, se così ho agito,
se c’è ingiustizia nelle mie mani,

se ho ripagato il mio amico con il male,
se ho spogliato i miei avversari senza motivo,

il nemico mi insegua e mi raggiunga,
calpesti a terra la mia vita
e getti nella polvere il mio onore.

Sorgi, Signore, nella tua ira,
àlzati contro la furia dei miei avversari,
svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!

L’assemblea dei popoli ti circonda:
ritorna dall’alto a dominarla!

Il Signore giudica i popoli.
Giudicami, Signore, secondo la mia giustizia,
secondo l’innocenza che è in me.

Cessi la cattiveria dei malvagi.
Rendi saldo il giusto,
tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto.

Il mio scudo è in Dio:
egli salva i retti di cuore.

Dio è giudice giusto,
Dio si sdegna ogni giorno.

Non torna forse ad affilare la spada,
a tendere, a puntare il suo arco?

Si prepara strumenti di morte,
arroventa le sue frecce.

Ecco, il malvagio concepisce ingiustizia,
è gravido di cattiveria, partorisce menzogna.

Egli scava un pozzo profondo
e cade nella fossa che ha fatto;

la sua cattiveria ricade sul suo capo,
la sua violenza gli piomba sulla testa.

Renderò grazie al Signore per la sua giustizia
e canterò il nome di Dio, l’Altissimo.

Il Signore ci sostiene

Il Signore ci sostiene. Egli sa come e quando intervenire offrendoci il suo aiuto nei momenti più difficili della vita. A volte ci sono situazioni nelle quali le forze del male appaiono concentrarsi contro di noi. Sembra quasi che per noi non ci sia più salvezza. Sono queste le circostanze che vive l’orante di questo salmo ed è proprio in questo contesto che lui grida invocando l’aiuto del Signore che misteriosamente risponde dalla santa montagna ( cioè da Sion, cioè dal luogo nel quale è crocifisso, cioè dall’altare sul quale è presente nell’Eucarestia) … chi prega con fede e fiducia è ascoltato e liberato (secondo i tempi e i modi scelti dal Signore). Ecco la grandezza del Signore … liberare dal male, sostenere e benedire l’uomo. 💫🤗

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Salmo 3 – Il Signore mi sostiene

Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.

Molti dicono della mia vita:
“Per lui non c’è salvezza in Dio!”.

Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.

A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.

Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata.

Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio!
Tu hai colpito alla mascella tutti i miei nemici,
hai spezzato i denti dei malvagi.

La salvezza viene dal Signore:
sul tuo popolo la tua benedizione.

Fede, fiducia e speranza

E cosi si conclude la nostra lectio personale di uno dei libri più avventuroso della Bibbia. L’intreccio tra fede vissuta, fiducia e speranza è palpabile in ogni versetto e ci sembra che questi insegnamenti siano per ciascuno di noi linee guida capaci di ispirare le nostre piccole e grandi scelte quotidiane. … 💫🤗

Franca e Vincenzo osb-cam

Capitolo 14

[2] Tobi morì in pace all’età di centododici anni e fu sepolto con onore a Ninive. Egli aveva sessantadue anni quando divenne cieco; dopo la sua guarigione visse nella felicità, praticò l’elemosina e continuò sempre a benedire Dio e a celebrare la sua grandezza.

[3] Quando stava per morire, fece venire il figlio Tobia e gli diede queste istruzioni:

[4] «Figlio, porta via i tuoi figli e rifugiati in Media, perché io credo alla parola di Dio, che Nahum ha pronunziato su Ninive. Tutto dovrà accadere, tutto si realizzerà sull’Assiria e su Ninive, come hanno predetto i profeti d’Israele, che Dio ha inviati; non una delle loro parole cadrà. Ogni cosa capiterà a suo tempo. Vi sarà maggior sicurezza in Media che in Assiria o in Babilonia. Perché io so e credo che quanto Dio ha detto si compirà e avverrà e non cadrà una sola parola delle profezie. I nostri fratelli che abitano il paese d’Israele saranno tutti dispersi e deportati lontano dal loro bel paese e tutto il paese d’Israele sarà ridotto a un deserto. Anche Samaria e Gerusalemme diventeranno un deserto e il tempio di Dio sarà nell’afflizione e resterà bruciato fino ad un certo tempo.

[5] Poi di nuovo Dio avrà pietà di loro e li ricondurrà nel paese d’Israele. Essi ricostruiranno il tempio, ma non uguale al primo, finché sarà completo il computo dei tempi. Dopo, torneranno tutti dall’esilio e ricostruiranno Gerusalemme nella sua magnificenza e il tempio di Dio sarà ricostruito, come hanno preannunziato i profeti di Israele.

[6] Tutte le genti che si trovano su tutta la terra si convertiranno e temeranno Dio nella verità. Tutti abbandoneranno i loro idoli, che li hanno fatti errare nella menzogna, e benediranno il Dio dei secoli nella giustizia.

[7] Tutti gli Israeliti che saranno scampati in quei giorni e si ricorderanno di Dio con sincerità, si raduneranno e verranno a Gerusalemme e per sempre abiteranno tranquilli il paese di Abramo, che sarà dato in loro possesso. Coloro che amano Dio nella verità gioiranno; coloro invece che commettono il peccato e l’ingiustizia spariranno da tutta la terra.

[8] Ora, figli, vi comando: servite Dio nella verità e fate ciò che a lui piace. Anche ai vostri figli insegnate l’obbligo di fare la giustizia e l’elemosina, di ricordarsi di Dio, di benedire il suo nome sempre, nella verità e con tutte le forze.

[9] Tu dunque, figlio, parti da Ninive, non restare più qui. Dopo aver sepolto tua madre presso di me, quel giorno stesso non devi più restare entro i confini di Ninive. Vedo infatti trionfare in essa molta ingiustizia e grande perfidia e neppure se ne vergognano.

[10] Vedi, figlio, quanto ha fatto Nadab al padre adottivo Achikar. Non è stato egli costretto a scendere vivente sotto terra? Ma Dio ha rigettato l’infamia in faccia al colpevole: Achikar ritornò alla luce mentre invece Nadab entrò nelle tenebre eterne, perché aveva cercato di far morire Achikar. Per aver praticato l’elemosina, Achikar sfuggì al laccio mortale che gli aveva teso Nadab, Nadab invece cadde in quel laccio, che lo fece perire.

[11] Così, figli miei, vedete dove conduce l’elemosina e dove conduce l’iniquità: essa conduce alla morte. Ma ecco, mi sfugge il respiro!». Essi lo distesero sul letto; morì e fu sepolto con onore.

[12] Quando morì la madre, Tobia la seppellì vicino al padre, poi partì per la Media con la moglie e i figli. Abitò in Ecbàtana, presso Raguele suo suocero.

[13] Curò con onore i suoceri nella loro vecchiaia e li seppellì a Ecbàtana in Media.

[14] Tobia ereditò il patrimonio di Raguele come ereditò quello del padre Tobi. Morì da tutti stimato all’età di centodiciassette anni.

[15] Prima di morire sentì parlare della rovina di Ninive e vide i prigionieri che venivano deportati in Media per opera di Achiacar re della Media. Benedisse allora Dio per quanto aveva fatto nei confronti degli abitanti di Ninive e dell’Assiria. Prima di morire poté dunque gioire della sorte di Ninive e benedisse il Signore Dio nei secoli dei secoli.

La preghiera tra fede e disperazione

*Tobi prega* . Lo fa in un momento di grande difficoltà e prega con due obiettivi … lodare Dio e chiedere perdono … lo fa anche per chiedere di morire …   questa preghiera di Tobi è fatta della disperazione in cui è caduto un uomo pio e obbediente e che nonostante ciò vive il tempo della disgrazia che non riesce a capire. Le sue certezze sembrano crollare e non gli resta che pensare alla morte. Tobi vive così il tempo della disgrazia e cerca di rispondere alle incalzanti domande della moglie. La preghiera di Tobi viaggia tra fede e disperazione che lo porta a chiedere la morte propria a quel Dio che ha appena benedetto e di fronte al quale si è riconosciuto peccatore. Tobi siamo noi con i nostri dolori, i nostri pianti, le nostre preoccupazioni, le nostre sconfitte. Tobi è  quel credente che di fronte alle difficoltà, non sapendo più che fare si attacca a forme di religiosità tradizionali. Quella di Tobi è, quindi, una preghiera giusta e sbagliata allo stesso tempo, come spesso facciamo anche noi. Una preghiera che cerca di interpretare la disperazione e la speranza che il Signore apprezzerà per la sua schietta sincerità. … e come ci comportiamo noi di fronte alle difficoltà? Quale è la nostra risposta nei momenti bui della vita, nei tempi nei quali sentiamo Dio lontano, nei momenti nei quali ci sentiamo emarginati, abbandonati, messi da parte ? … buona meditazione e buona giornata 🦉🦉

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Tobia – Capitolo 3

[1]Con l’animo affranto dal dolore, sospirai e piansi. Poi presi a dire questa preghiera di lamento: [2]«Tu sei giusto, Signore, e giuste sono tutte le tue opere. Ogni tua via è misericordia e verità. Tu sei il giudice del mondo. [3]Ora, Signore, ricordati di me e guardami. Non punirmi per i miei peccati e per gli errori miei e dei miei padri. [4]Violando i tuoi comandi, abbiamo peccato davanti a te. Tu hai lasciato che ci spogliassero dei beni; ci hai abbandonati alla prigionia, alla morte e ad essere la favola, lo scherno, il disprezzo di tutte le genti, tra le quali ci hai dispersi. [5]Ora, nel trattarmi secondo le colpe mie e dei miei padri, veri sono tutti i tuoi giudizi, perché non abbiamo osservato i tuoi decreti, camminando davanti a te nella verità. [6]Agisci pure ora come meglio ti piace; dà ordine che venga presa la mia vita, in modo che io sia tolto dalla terra e divenga terra, poiché per me è preferibile la morte alla vita. I rimproveri che mi tocca sentire destano in me grande dolore. Signore, comanda che sia tolto da questa prova; fa che io parta verso l’eterno soggiorno; Signore, non distogliere da me il volto. Per me infatti è meglio morire che vedermi davanti questa grande angoscia e così non sentirmi più insultare!».

La liberta’ esige umilta’ e fiducia

_La liberazione dal faraone e da ciò che rappresenta non pone fine al rischio di altri potenti/nemici. La vittoria è questione di fiducia in Dio, di preghiera fatta di umiltà. La preghiera non è, infatti, una pratica magica e Dio agisce sempre attraverso l’opera degli uomini chiamati alla fede e ad abbandonare ogni autosufficienza. Quando Israele guarda in alto e sottomette il suo cuore a Dio può ottenere la vittoria. 💫_

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Guerra contro Amalèk

Esodo 17, 8-16

8Amalèk venne a combattere contro Israele a Refidìm. 9Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalèk. Domani io starò ritto sulla cima del colle, con in mano il bastone di Dio».10Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalèk, mentre Mosè, Aronne e Cur salirono sulla cima del colle. 11Quando Mosè alzava le mani, Israele prevaleva; ma quando le lasciava cadere, prevaleva Amalèk. 12Poiché Mosè sentiva pesare le mani, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi si sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. 13Giosuè sconfisse Amalèk e il suo popolo, passandoli poi a fil di spada.
14Allora il Signore disse a Mosè: «Scrivi questo per ricordo nel libro e mettilo negli orecchi di Giosuè: io cancellerò del tutto la memoria di Amalèk sotto il cielo!». 15Allora Mosè costruì un altare, lo chiamò «Il Signore è il mio vessillo» 16e disse:

«Una mano contro il trono del Signore!
Vi sarà guerra per il Signore contro Amalèk,
di generazione in generazione!».

Solo il bene puo’ vincere il male

_Il Signore fa tremare i nemici del suo popolo, fa tremare il male che ogni giorno insidia il bene, annienta corrotti e ingannatori. Israele, dopo i dubbi, le perplessità, le proteste e lo scetticismo è indotto dai fatti a riconoscere il bene che il Signore gli dona e come è sconfitto il male. Per questo innalza un canto di lode e di ringraziamento, per questo è costretto dai fatti a riconoscere che se si segue il Signore il bene vince il male. Purtroppo, spesso, non riusciamo a seguire il Signore (siamo refrattari alla sua Parola). Non ci fidiamo della sua Voce (che parla nel nostro cuore) ma confidiamo in noi e nei “nostri pensieri”, nelle “nostre idee”, … ci fidiamo di “incantatore”, di “profeti del nulla”, di “allettanti proposte” capaci solo di illuderci e rifiutiamo di seguire il Signore e i suoi messaggeri. … Tutto questo, spesso, ci impedisce di attraversare il nostro mar Rosso. Se, invece, riuscissimo a fidarci di Lui, potremmo anche noi contare con Israele … “Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare.

2Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!”_ 🌈💫

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Esodo 15, 1-21 15

1 Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al Signore e dissero:

«Voglio cantare al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare.

2Mia forza e mio canto è il Signore,
egli è stato la mia salvezza.
È il mio Dio: lo voglio lodare,
il Dio di mio padre: lo voglio esaltare!

3Il Signore è un guerriero,
Signore è il suo nome.

4I carri del faraone e il suo esercito
li ha scagliati nel mare;
i suoi combattenti scelti
furono sommersi nel Mar Rosso.
5Gli abissi li ricoprirono,
sprofondarono come pietra.

6La tua destra, Signore,
è gloriosa per la potenza,
la tua destra, Signore,
annienta il nemico;

7con sublime maestà
abbatti i tuoi avversari,
scateni il tuo furore,
che li divora come paglia.

8Al soffio della tua ira
si accumularono le acque,
si alzarono le onde come un argine,
si rappresero gli abissi nel fondo del mare.

9Il nemico aveva detto:
«Inseguirò, raggiungerò,
spartirò il bottino,
se ne sazierà la mia brama;
sfodererò la spada,
li conquisterà la mia mano!».

10Soffiasti con il tuo alito:
li ricoprì il mare,
sprofondarono come piombo
in acque profonde.

11Chi è come te fra gli dèi, Signore?
Chi è come te, maestoso in santità,
terribile nelle imprese,
autore di prodigi?

12Stendesti la destra:
li inghiottì la terra.

13Guidasti con il tuo amore
questo popolo che hai riscattato,
lo conducesti con la tua potenza
alla tua santa dimora.

14Udirono i popoli: sono atterriti.
L’angoscia afferrò gli abitanti della Filistea.
15Allora si sono spaventati i capi di Edom,
il pànico prende i potenti di Moab;
hanno tremato tutti gli abitanti di Canaan.

16Piómbino su di loro
paura e terrore;
per la potenza del tuo braccio
restino muti come pietra,
finché sia passato il tuo popolo, Signore,
finché sia passato questo tuo popolo,
che ti sei acquistato.

17Tu lo fai entrare e lo pianti
sul monte della tua eredità,
luogo che per tua dimora,
Signore, hai preparato,
santuario che le tue mani,
Signore, hanno fondato.

18Il Signore regni
in eterno e per sempre!».

19Quando i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri furono entrati nel mare, il Signore fece tornare sopra di essi le acque del mare, mentre gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare.20Allora Maria, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un tamburello: dietro a lei uscirono le donne con i tamburelli e con danze. 21Maria intonò per loro il ritornello:

«Cantate al Signore,
perché ha mirabilmente trionfato:
cavallo e cavaliere
ha gettato nel mare!».