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Chi è che ti tradisce?

C’è una domanda che Giovanni ebbe il coraggio di fare a Gesù: “Signore, chi è che ti tradisce?”. È una domanda cruciale. Una domanda che avrebbe irritato chiunque ma non Gesù. Egli accoglie il suo percorso e lo vive con dignità come continua a fare anche adesso di fronte ai nostri piccoli e grandi tradimenti. Questa realtà ci attraversa tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, potenti e uomini della strada. Quante volte abbiamo tradito Gesù. Quante volte anche potendo dire una parola di conforto o di speranza abbiamo fatto finta nulla; quante volte abbiamo abusato della fiducia e della disponibilità dell’altro e poi lo abbiamo mollato …

Anche noi, come Giuda, abbiamo tradito Gesù e dobbiamo saperlo riconoscere. Quello che, però, non va proprio bene è che continuiamo a sbagliare costruendoci attorno false giustificazioni per non sentirci in colpa.

Per Grazia di Dio, Gesù, sceglie gli imperfetti, i deboli, i semplici … Gesù sceglie ciascuno di noi per come siamo e poi ci invita a seguirlo.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

   Parola del Signore

Seguimi

Ancora una volta tutto si gioca sulla capacità di amare. Per ben tre volte Gesù chiede a Pietro, che lo aveva rinnegato per ben tre volte, se lo ama e per tre volte Pietro gli risponde affermativamente e aggiunge “tu lo sai che ti voglio bene“. Si, Gesù conosce il nostro cuore e conosce anche le nostre fragilità. Gesù conosce le nostre povertà e le nostre debolezze. Nonostante ciò il Maestro affida la Chiesa a Pietro e lo invita a seguirlo sulla sua strada. Quale strada? La via della testimonianza e del martirio. La via dell’amore che non si piega alle “regole” del mondo … Un amore che è servire l’uomo nella concretezza della vita con gesti autentici. Proprio quei gesti che, purtroppo, mancano e che né vediamo né, peggio ancora, noi stessi, riusciamo a praticare perché ingabbiati dentro schemi o pregiudizi. Manchiamo, ed è questa l’amarezza, di accoglienza della libertà dello Spirito e non riusciamo a fare quei passi concreti che Gesù ci chiede e lo Spirito ci suggerisce.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

   Parola del Signore

Una cosa sola.

Nel momento conclusivo Gesù chiede al Padre di custodire i suoi discepoli dal maligno. Invoca per loro l’unità, “perché siano una sola cosa”. Questo tempo, invece, a noi riserva di assistere a divisioni e a lotte interne. Preghiamo perché la verità e l’amore possano tornare a dare pienezza e gioia. La Parola ci aiuti in questo cammino.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

   Parola del Signore

Abbiate coraggio!

I discepoli e noi come loro ci illudiamo di aver capito ma Gesù, mosso a compassione, ancora una volta mette in guardia. Non basterà una intera vita, infatti, per diventare un “vero” cristiano ma Lui, in questo cammino pieno di tribolazioni, non ci abbandonerà. Ci invita ad avere coraggio e ci rassicura: con Lui accanto a noi possiamo andare avanti, possiamo vivere e affrontare le difficoltà.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete? Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».

   Parola del Signore

Non saremo mai soli

Nel giorno dell’Ascensione (oggi) Gesù sale al Padre ma con il Suo Spirito continua a restare accanto a noi, fino alla fine. Sappiamo bene che prima di andare aveva invitato i suoi a fare unità, a farsi carico dell’altro e ad essere donne e uomini di servizio. Ma come?

Ha chiesto di portare l’altro con se in maniera concreta, vera, autentica. Le parole sono importanti ma i gesti silenziosi lo sono anche di più. Essere “servi” è la vera missione che Gesù ci affida. Ma essere “servi” non significa servili che è, invece, una forma di annullamento. Essere “servi” significa mettersi, con rispetto, a disposizione cercando di essere un aiuto serio, concreto, responsabile e mai sciocco. Servire è sentire l’altro come un pezzo di se stesso guardando l’altro come un altro Gesù.

Non è facile vivere questo stile di servizio, anzi, è molto complicato, eppure, con l’aiuto dello Spirito Santo possiamo provare, ogni giorno, ad essere “servi” senza essere servili. Rischiamo di non essere compresi, cammineremo ogni giorno su un filo sospeso in un equilibrio sempre precario ma questa è la Via.

Franca e Vincenzo , osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

   Parola del Signore

Il Padre ci Ama

 La potenza del nome di Gesù è una delle esperienze più condivise nella storia e nella vita dagli uomini di fede. È stato proprio Lui, il Maestro, a prometterci che tutto ciò che chiederemo al Padre nel suo nome ci sarà dato. Nel nome di Gesù, perciò, possiamo chiedere al Padre ogni cosa che può darci gioia, la vera gioia . Una gioia che da serenità alla vita in Cristo e che va compresa non secondo il modo di pensare di questo mondo. Essere amici di Gesù ci fa diversi e capaci di essere felici nell’amare e nel credere in Gesù. Lui è la nostra unica e vera salvezza.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre».

   Parola del Signore

La gioia nel cuore

Nessuna tristezza è per sempre e, un giorno, ogni dolore sarà gioia e anche le lacrime non scorreranno più sui nostri volti. A prometterci questo è stato Gesù e siamo invitati a fidarci di Lui. Intanto accogliamo il presente così com’è facendo del nostro meglio per affrontarlo. Il Signore non ci abbandonerà. Possiamo confidare in Lui e affidarci alle sue promesse restando attivi e operosi.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: voi piangerete e gemerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete nella tristezza, ma la vostra tristezza si cambierà in gioia.
La donna, quando partorisce, è nel dolore, perché è venuta la sua ora; ma, quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più della sofferenza, per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nel dolore; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno potrà togliervi la vostra gioia. Quel giorno non mi domanderete più nulla».

   Parola del Signore

Vi scacceranno

Gesù annuncia persecuzioni ed emarginazioni per i suoi discepoli. È davvero sconcertante per chi decide di seguirlo accettare di essere tra coloro i quali saranno scacciati e perfino uccisi. Ma queste appaiono prove sicure che i veri discepoli di Gesù devono essere pronti a vivere. Applausi e facoltà di esercitare il potere, in questo mondo, non sembrano, invece, essere segni buoni per i servitori e i discepoli di Gesù. I testimoni del Signore li potremo riconoscere dalla bontà del loro agire, dalla dolcezza delle loro parole, dai segni di accoglienza e dalle buone relazioni che sapranno costruire. Invochiamo lo Spirito Santo affinché ci aiuti ad aprire gli occhi del cuore permettendoci di vedere oltre la facciata, oltre le forme e ci dia la forza e il coraggio del discernimento.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

   Parola del Signore

Non vi lascerò orfani: verrò da voi.

Il Signore non ci abbandonerà mai. Prima di tornare dal Padre ci ha lasciato lo Spirito Santo che ci guida, ci accarezza e ci incoraggia. L’unica cosa che ci chiede è di essere amato e di amarci fra noi.

Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui»

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore

Vi ho scelto io

 Vivere la propria fede con intensità, spesso, provoca negli altri reazioni contrastanti. Alcuni restano nell’indifferenza mentre altri reagiscono con fastidio e c’è anche chi osserva con sarcasmo. Può capitare di essere derisi o, peggio, subire la persecuzione. A volte ci sono esperienze di fede che possono dare fastidio a qualcuno e si subisce l’esclusione, l’emarginazione o, ancora più scioccante essere addirittura perseguitati con azioni pubbliche o anche attraverso sottili forme di isolamento sociale. Spesso, questi, sono tutti segni buoni che, se da un lato potrebbero scoraggiare e umiliare, dall’altro, invece, incoraggiano e aiutano a sentire in profondità l’amore del Padre. Il mondo, ci avverte Gesù, odierà i suoi veri amici, odierà quelli che il Signore ha scelto e che continuano a credere e a sperare, a vivere e a combattere la buona battaglia, La creatività dello Spirito, inoltre, continua a suscitare attorno a noi cose nuove e a farle vivere, anche nella debolezza, tra gli scartati e gli esclusi. Nonostante le persecuzioni palesi o occulte, l’indifferenza o il fastidio che possono suscitare le esperienze di fede, anche quelle che sono giudicate fuori dai soliti schemi, esprimono la loro testimonianza del Risorto e non potranno essere gli uomini a fermare il piano di Dio. Dio, infatti, non permetterà che il suo piano di salvezza possa essere oscurato dal male. Il male non prevarrà.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

   Parola del Signore