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Venite dietro a me

Gesù chiama ciascuno di noi a seguirlo. È Lui ad offrire un progetto di vita; è Lui che indica strade e sentieri verso la felicità; ed è sempre Lui che dona a chi lo segue un senso a questa vita. La sua chiamata può giungere in qualsiasi momento e in qualsiasi situazione. Ma siamo sempre noi a dover ascoltare e a rispondere. Siamo liberi, completamente liberi di accogliere la richiesta di Gesù oppure di rifiutarla. Egli, infatti, ci dice … Se vuoi…!

Il Vangelo di oggi ci racconta la chiamata di Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Tutto accade nel quotidiano di una ordinaria giornata di lavoro e i quattro lasciarono il loro lavoro e “lo seguirono”. Forse Gesù ci ha chiamati mentre eravamo impegnati nei nostri progetti e noi non abbiamo ascoltato, forse lo sta continuando a fare adesso.

Ascoltiamo la sua Parola e seguiamolo nel progetto che Lui ha pensato per noi e la gioia prenderà posto nel nostro cuore.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,18-22
 
In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Parola del Signore.

Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete!

La vita ci ha insegnato che il ben vedere non è questione che riguarda solo gli occhi ma coinvolge, in profondità, ed in maniera forte anche il cuore. Il cuore vede ciò che gli occhi non vedono perché vedere con il cuore coinvolge una dimensione più profonda di noi stessi. Ed è questa la Verità che spesso non sappiamo riconoscere. Ma vedere con il cuore e vedere ciò che nessun occhio vede presuppone una semplicità di vita che questo mondo rifiuta o giudica sciocca se non, addirittura, un comportamento da tonto o poco furbo. Gesù, invece, ci invita ad essere piccoli” che non significa privi di intelligenza o sciocchi bensì umili, semplici, veri e sinceri. Sono i “piccoli”, infatti, i più capaci di vedere e sono i “piccoli” e non i dotti e i sapienti a comprendere e a vedere in profondità la Verità. Ecco perché sono gli occhi dei piccoli a vedere lontano e a vedere bene … e Gesù conclude: “Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete”.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,21-24

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola di Dio.

Verrò e lo guarirò

Gesù guarisce ogni paura, ogni tristezza, ogni dolore, ogni ansia … ogni peccato. Si, questo è sicuro, ma occorre fidarsi e affidarsi. È necessaria la nostra fede. Anche se pagano il centurione ha fede, molta fede quando chiede la guarigione del suo servo … “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito“. Siamo disponibili noi a fare come il centurione?

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 8,5-11
 
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

vegliate per essere pronti

Carissimi all’inizio del nuovo anno liturgico vi proponiamo ascoltare da p. Laszlo Simon una introduzione generale al Vangelo secondo Matteo (che leggeremo a partire da domani lungo l’anno liturgico A), con qualche affondo sul vangelo di domani. 

Qui la registrazione dell’incontro: clicca qui

Se a qualcuno piacesse anche ascoltarlo, qui avete le registrazioni della lettura fatta da Angela Goodwin e Franco Giacobini, sulla traduzione interconfessionale. 

Come per la lectio, potete ascoltare online o scaricare i file:

Ascolta il Vangelo di Matteo dal Capitolo 1 al 14

Ascolta il Vangelo di Matteo dal Capitolo 15 al 28

Buon inizio Avvento

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 24,37-44
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Vegliate pregando

Per accogliere il Signore e farci accogliere da Lui dobbiamo avere un cuore libero e leggero, un cuore capace di vedere oltre le nostre necessità e i nostri bisogni. Gesù ci ha dato un esempio di generosità e di Amore perché il suo cuore è stato libero e leggero e ha guardato i bisogni di chi ha incontrato sulla sua strada. Spesso da solo si ritirava in preghiera e restava a “parlare” con il Padre anche per tutta la notte. Pregare è, per l’appunto, saper trovare nella propria giornata un tempo per stare con il Signore e parlare con Lui . Questo significa pregare. E, questo è il modo migliore per “vegliare” e per accorgersi di chi accanto a noi ha bisogno di noi e del nostro aiuto. Vegliare significa perciò restare attenti al quotidiano e in questo quotidiano essere l’occhio, la mano, la parola e la carezza del Padre per chi vive vicino a noi. Con una sola parola Vegliare significa Amare. Quando il Signore verrà nel giorno che non sappiamo ci troverà pronti ad accoglierlo.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,34-36
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Il Regno di Dio è vicino

Le Parole di Gesù sono per noi forza e sostegno. Ascoltarle ci mette in condizione di affrontare il quotidiano e ci aiuta ad attraversare il deserto del quotidiano dove, nonostante le apparenze, siamo chiamati a seminare opere di bene, parole buone e gesti di amore. Opere, parole e gesti che sono semi che, ne siamo sicuri, germoglieranno anche nel deserto colorandolo e spargendo profumo di speranza. Gesù ha affidato a noi tutti il compito di rendere fecondo questo deserto e se Lui si è fidato di noi anche noi dobbiamo e possiamo fidarci di Lui che ce lo ha promesso.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,29-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

Parola del Signore.

Risollevatevi

Ogni giorno ha la sua alba, ogni vita la possibilità di ricominciare; ogni relazione ha un inizio e ogni cuore il desiderio di incontrare l’altro.

Siamo chiamati dalla vita ad attraversare il dolore, a subire gli assalti del diavolo, a non cedere alle tentazioni e agli spiriti del male. Ma in questi momenti, in queste battaglie non siamo soli. La solitudine ci potrebbe indebolire e scoraggiare ma in realtà c’è sempre il Signore accanto a noi. Mai dobbiamo dubitare della sua presenza e sempre, costantemente, invece, dobbiamo chiedere suo aiuto.

Il Padre ci invita a rialzare la testa guardando oltre le meschinità umane, oltre il male che c’è… oltre ogni ostacolo. Non c’è dolore e non c’è sofferenza che può durare per sempre. L’unica cosa che dura all’infinito è l’Amore del Padre e la nostra liberazione è più vicina di quanto possiamo immaginare.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,20-28
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Parola del Signore.

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome

Gesù ci insegna che anche se perseguitati, traditi o odiati dal mondo nemmeno un capello del nostro capo sarà perduto.

Lui ci darà parola e sapienza per attraversare il deserto e rifiutare il male, per non cedere alla tentazione e salvare la vita. “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,12-19
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.

Badate di non lasciarvi ingannare

Se davvero vogliamo evitare di ingannare ed essere ingannati dobbiamo essere disponibili a cambiare vita. In questo senso ci sembra proprio che “Ricominciare” sia la parola chiave. Da sempre, infatti, ci sono tre ingredienti sicuri con i quali e dai quali ripartire: la Fede (ma non basta), la Speranza (che qualcosa davvero possa cambiare) ma è con il terzo che tutto può davvero ricominciare… l’Amore… Si a dircelo è stato l’unico Maestro per TUTTI e si chiama Gesù Cristo… Lui non sbaglia! Non sbaglia mai! Forse ci possiamo proprio Fidare e Affidare.

Preghiamo affinché il vento e la pioggia di questa notte rinnovi profondamente e fin dalle radici le nostre povere esistenze.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-11
 
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Parola del Signore

Fare la volontà del Padre

Le parole di Gesù ci obbligano sempre a fare scelte chiare. O si va da una parte o si va dall’altra. Gesù non è un tiepido. Egli, oggi, ci dice con parole chiare che, per essere suoi fratelli, occorre fare la volontà del Padre suo. Non sono i legami di sangue a farci sentire fratelli in Cristo. C’è qualcosa di più forte che deve coinvolgere tutta la volontà della nostra persona. Ed è così che se ci fermiamo davvero a riflettere su queste parole possiamo comprendere meglio la distanza tra molti, nostri, modi di pensare e il pensiero di Gesù. Ma questo non ci deve abbattere anzi deve stimolarci a camminare ancora verso di Lui con la speranza che seguire Gesù, in pienezza, è davvero l’unica possibilità che ci resta per giungere ad abbracciarlo e per vivere la vita eterna iniziando fin da subito a farlo. Questa non è follia ma realismo cristiano e si sa che i cristiani per questo mondo sono pazzi. 😉

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,46-50
 
In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.