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Dio perdona

Gesù perdona sempre e lo fa incondizionatamente. Egli guarda alla fede delle donne e degli uomini che decidono di avvicinarsi a Lui e, senza altre condizioni, perdona i loro “peccati”. Così facendo Egli si oppone ai sacerdoti del suo tempo che avevano fatto della religione una “pratica” di potere. Gesù, quindi, liberando il paralitico dalla sua condizione trasgredisce le regole imposte dai potenti sacerdoti e, allo stesso tempo, libera il popolo dall’oppressione della casta. In questo modo Gesù da valore al singolo e riconosce la sua libertà.

Subito dopo la guarigione lo invita a camminare (cioè a vivere la sua vita nella libertà dei figli di Dio). L’uomo non è più schiavo ma un adulto libero che, se lo desidera, può, ogni giorno, cercare di compiere il bene e lodare Dio nel quotidiano. L’uomo risanato è, adesso, consapevole dell’Amore di Dio e può essere, davvero, un testimoniare credibile capace di diffondere, con semplicità, la buona notizia. Il desiderio di restare fedele al Signore riceve inoltre un sostegno importante ed essenziale dal contatto quotidiano con la Parola. È questa pratica che offre la forza e il coraggio di affrontare le avversità della vita e resistere anche agli attacchi e all’indifferenza dei gruppi di potere che mal sopportano autonomia e libertà.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco 2,2-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neancnotiyhe davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico -: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

Parola del Signore

Lo voglio

La parola da vivere oggi è: chiedere di essere purificati.

Rifiutati, emarginati ed esclusi possono chiedere a Gesù di essere purificati. Gesù accoglie la loro richiesta e andando oltre le leggi imposte dai sacerdoti del tempo interviene per curare e guarire. Gesù ha compassione di chi si rivolge a Lui chiedendo aiuto e tende loro la mano per purificarli.

Gesù non punisce, ma guarisce.

Gesù non condanna, ma cura ogni ferita.

Gesù non obbliga, ma dona libertà.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

Parola di Dio

Guari molti

L’amore è oltre le regole, oltre tutte quelle regole che opprimono donne e uomini. Gesù mette al primo posto il bene e, infatti, guarisce gli impuri e cura donne e persone che stavano male. Lo fa anche di sabato sera quando i potenti del tempio imponevano l’impossibilità di compiere più di 1500 azioni. Gesù, invece, tra il rispetto delle regole di Dio e il bene dell’uomo, sceglie il bene dell’uomo. Con il suo comportamento Gesù ci insegna che facendo il bene all’uomo si fa anche il bene di Dio. Capita, invece, purtroppo, che per quello che si ritiene il bene di Dio si giustifica anche il male dell’uomo. Ed è così che Gesù pur di fare del bene guarisce di sabato (trasgredendo le regole dei potenti del tempio) e cura anche una donna (la suocera di Pietro) ed è noto che la legge proibiva anche di avvicinarsi alle donne malate/impure. Gesù, invece, si avvicina e si prende cura. Subito dopo la donna si mette a servire. Ma non finisce qui. Gesù rifiuta il successo e la mattina dopo va a pregare in un luogo deserto e ai discepoli che si mettono sulle sue tracce per dirgli che tutti lo cercano egli risponde di seguirlo altrove per portare la buona notizia in tutta la Galilea (in tutto il mondo).

La regola suprema, quindi, è l’amore per l’uomo sempre e comunque anche quando si subisce l’incomprensione e il rifiuto di chi esercita il potere. Il bene di Dio sta nel bene dell’uomo.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,29-39
 
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, andò subito nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
 
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore

Comanda agli spiriti impuri

La parola da vivere oggi è: “obbedire al Signore”.

L’obbedienza è un valore davvero importante che ci aiuta e ci guida nel cammino della vita. Ma dobbiamo essere molto attenti per evitare di cadere in qualche trappola.

Certamente dobbiamo obbedienza al Signore e a quanti altri esercitano il proprio servizio con l’Autorità che viene da Dio che non è come quella che avevano gli scribi.

Ogni vera Autorità, infatti, è anche Autorevole e lo è in virtù del legame spirituale che ha con Gesù. È anche interessante notare come gli insegnamenti di Gesù siano nuovi rispetto a quelli passato. Egli, infatti, propone al mondo la Legge dell’Amore e si allontana dalla classe sacerdotale del tempo che, invece, continuava a dominare il popolo imponendo regole e leggi che solo loro avevano il diritto di controllare. Gesù è venuto a portare al mondo la Legge dell’Amore e sceglie di iniziare a predicare partendo dalle periferie dove guarisce e libera le persone dagli spiriti impuri che rendono la vita un inferno. Quando Gesù si avvicina a chi è posseduto dal male gli spiriti impuri si agitano e si ribellano perché sanno bene che Gesù è il Figlio di Dio venuto al mondo per liberarci dal male. Invochiamo sempre la presenza di Gesù nella nostra vita e saremo sempre protetti da ogni male.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,21b-28
 
In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
 
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
 
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Parola di Dio

Lo seguirono

La parola da vivere oggi è: “Venite dietro a me…”.

Questo è l’invito che oggi, Gesù, rivolge ad ogni donna e ad ogni uomo. È un invito chiaro a non seguire i potenti che avevano appena arrestato ed imprigionato Giovanni. Al potere non piace chi cammina su strade di libertà, il potere vuole “yes-man” cioè uomini servi, sempre pronti a dire si. Gesù, invece, predica l’amore e la libertà di vivere offrendo il proprio contributo al bene comune. L’unico da seguire è Lui, il vero e solo Pastore che conduce il gregge e che si dona a ciascuna delle sue pecorelle amandole senza condannare, amandole profondamente, amandole senza condizioni. Gesù è misericordioso e dona, sempre, il suo perdono. Diffidiamo di chi divide, scarta, emargina e fa distinzioni … Gesù lavora sempre per l’unità e il “noi” mai per l'”io”. Chiede collaborazione a tutti e, come ci racconta oggi Marco, chiama persone comuni, semplici pescatori, lavoratori che ogni giorno saranno impegnati a testimoniare concretamente la loro fede e fiducia nel Signore.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,14-20
 
Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
 
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
 
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Parola del Signore

L’Amato

La parola da vivere oggi è: ricominciare.

La grande notizia che aspettavamo è qui: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento». La voce arriva dal cielo squarciato, dal cielo che si apre e da dove scende una voce. È la voce di Dio che annuncia al mondo che Gesù è il Figlio amato. Ma questa stessa voce è anche per ciascuno di noi chiamati ad essere figli di Dio, figli Amati. Ma noi riconosciamo Dio come Padre? Pensiamo a Gesù come fratello?

Da questo riconoscimento parte ogni cosa. In questo riconoscimento sta tutta la nostra fede che è l’unica possibilità che abbiamo per vincere il male del mondo e sentire l’amore di Dio dentro di noi.

Questo amore di Dio ci dà speranza di superare ogni difficoltà e ogni ostacolo che viviamo nell’oggi della nostra storia. La certezza di essere figli Amati, quindi, ci dà la possibilità di vincere il male, ogni male anche questa crisi pandemica che sta bloccando il mondo. Dio non potrà abbandonare il suo popolo e non lo farà. Questa certezza ci deve spingere a ricominciare e a farlo con la fiducia nel cuore.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 1,7-11

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore

Non abbiate paura

La parola da vivere oggi è: riconoscere Gesù come figlio di Dio.

Solo Dio può camminare sulle acque … ed infatti quando è Gesù a farlo nemmeno i discepoli lo riconoscono al punto che lo credono un fantasma. Sono sconvolti e gridano impauriti. È a questo punto che Gesù è costretto a parlare: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.

Forse anche a noi è mancata e manca il coraggio di riconoscere davvero Gesù come il Figlio di Dio. Cerchiamo le prove, vogliamo anche noi, come Tommaso, toccarlo prima di credere. Il nostro cuore, come quello dei discepoli, è indurito e abbiamo smarrito il senso, il valore e la capacità di meravigliarci. Non riusciamo più a stupirci di nulla. Ed è così che ci dimostriamo, ancora di più, bisognosi di cambiare vita. È sempre più urgente, per noi tutti, tornare ad avere fede e fiducia nel Dio della vita che cammina sulle acque del mare, che calma il vento e comanda alle piogge di fermarsi e al sole di splendere in un cielo azzurro.

Franca e Vincenzo, osm-cam ❤️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,45-52
 
[Dopo che i cinquemila uomini furono saziati], Gesù subito costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, a Betsàida, finché non avesse congedato la folla. Quando li ebbe congedati, andò sul monte a pregare.
 
Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli, da solo, a terra. Vedendoli però affaticati nel remare, perché avevano il vento contrario, sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli.
 
Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «È un fantasma!», e si misero a gridare, perché tutti lo avevano visto e ne erano rimasti sconvolti. Ma egli subito parlò loro e disse: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». E salì sulla barca con loro e il vento cessò.
 
E dentro di sé erano fortemente meravigliati, perché non avevano compreso il fatto dei pani: il loro cuore era indurito.

Parola del Signore

Compassione

La parola da vivere oggi è: smascherare i potenti che abusano del loro potere e non servono il popolo..

Gesù ha compassione del popolo che vede essere senza una guida e, perciò, facile preda dei potenti del tempo. Si tratta di sacerdoti e scribi che tenevano ostaggio il popolo e lo sfruttavano per i loro interessi conservando privilegi e potere. Gesù ha compassione della gente sfruttata e da vero profeta interviene insegnando e procurando loro il cibo per la vita. Tutto questo non farà piacere ai sacerdoti del Tempio che non gradiranno questa opportunità di libertà che Gesù, invece, dona al popolo. Saranno proprio loro, sacerdoti e profeti, a complottare contro di Lui per farlo arrestare e crocifiggere. I potenti, infatti, con falsità, menzogne e cattiverie sanno bene come eliminare, scartare ed emarginare chiunque può dare loro fastidio e Gesù, con la sua presenza e la sua Parola, dava fastidio. Dava fastidio a chi sfruttando e abusando della propria posizione imponeva fardelli al popolo che non osava replicare, obbediva e stava in silenzio.

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 6,34-44

In quel tempo, sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali, in modo che, andando per le campagne e i villaggi dei dintorni, possano comprarsi da mangiare». Ma egli rispose loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». Ma egli disse loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». Si informarono e dissero: «Cinque, e due pesci».

E ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero, a gruppi di cento e di cinquanta. Prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero loro; e divise i due pesci fra tutti.

Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.

Parola del Signore

Grandi folle

La parola da vivere oggi è: “convertitevi”.

Di fronte ai mali del mondo di ieri e di oggi torna con prepotente attualità la richiesta di Gesù a cambiare strada. Le antiche profezie tornano di attualità e l’appello a cambiare stile di vita, per cercare di ridare pace e serenità ai nostri giorni, si fa sempre più urgente e necessario.

Quando Gesù inizia a predicare sceglie di cominciare da una delle aree di Israele più difficili e complicate. La Galilea, infatti, è distante da Gerusalemme ed è abitata da famiglie povere e poco considerate. Gesù inizia dagli ultimi, dagli scartati, da chi ha poco o nulla.

Il messaggio cristiano inizia a farsi strada dove poveri, ammalati e bisognosi chiedono attenzione. È in questo mondo che la Parola buona del Vangelo è accolta per prima e inizia a diffondersi. Grandi folle, ci racconta Matteo, cominciarono a seguire Gesù … e in questo nostro tempo, così complicato e fragile, seguire Gesù appare l’unica vera possibilità di ridare un cuore al mondo. 😉

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Parola del Signore

Dov’è?

La parola da vivere oggi è: cercare e adorare.

Cercare la capanna e scoprire il Dio bambino ci umanizza. Egli è venuto per liberare l’umanità da ogni oppressione … Da ogni forma di potere che si nasconde dietro segni e simboli al solo scopo di conservare il proprio potere.

I magi (o, meglio i maghi) pur essendo stranieri e appartenendo ad una categoria di persone rifiutate per il loro mestiere si mettono in cammino per cercare il Re. Il potere del tempo, incarnato da Erode, (con la complicità dei sacerdoti, degli scribi e del popolo) si sente minacciato e cerca, con l’inganno, di uccidere il bambino Re. Ma i magi, trovato Gesù, (vero sacerdote, re e profeta) provarono una grande gioia e tornarono per un’altra strada.

Accade sempre cosi. Quando le donne e gli uomini cercano e trovano il Signore cambiano vita e fanno altri cammini. Il passato resta ma il presente e il futuro è totalmente nuovo. 😉

Franca e Vincenzo, osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 2,1-12

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.

Parola del Signore