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Ecco mia madre

Il potere per continuare a vivere è capace di ogni azione e cioè anche di spargere veleni e calunnie. Il potere spesso cerca di denigrare chi potrebbe dargli fastidio. Ed è questa l’arma che utilizzano gli scribi contro Gesù. Ne parlano male e lo denigrano. A farne le spese sono, purtroppo, anche la mamma e i famigliari stretti di Gesù che non comprendendo pienamente la sua azione e il suo messaggio e, quindi, restano fuori e lontani. Ed è per questo che Gesù dice: «… chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Ciò che conta, perciò, è fare la volontà di Dio. È Lui che ci salva e ci dà la forza e il coraggio di affrontare la vita e di essere riconosciuti come familiari di Gesù.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,46-50

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
gli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia ma- dre e chi sono i miei fratelli?».
Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Parola del Signore.

Vogliamo vedere un segno

Il grande desiderio dell’uomo è “vedere un segno”. Ma come non accorgersi dei tantissimi segni che ogni giorno riceviamo; come non notare le tante attenzioni del Signore; come non vedere l’azione di Dio nella nostra vita?

Siamo sempre presi dai nostri desideri, dai nostri progetti, dai nostri impegni e non facciamo attenzione alle tante, tantissime e immense accortezze che il Signore ci dona ogni momento. Anche questo cielo immenso è un suo dono, il mare, i monti, i fiumi, gli alberi, gli animali di ogni ambiente … sono doni di Dio che ci raccontano il Suo Amore. È il Signore che ci ha donato questo creato ma il “male” ci impedisce di goderne e di apprezzarlo. Il male oscura la “vista del nostro cuore” e ci tenta in ogni modo cercando di rendere i nostri giorni sempre tristi e pieni di false illusioni. È il male che cerca continuamente di oscurare la vista del bene.

Liberiamo il nostro cuore dai falsi desideri e guardando il cielo cerchiamo di sognare lo stesso sogno di Dio.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,38-42

In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno».
Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra.
Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!».

Parola del Signore.

Venite in disparte

Tutti abbiamo bisogno di trovare spazi di silenzio, di vivere un tempo di quiete e raccogliere idee e pensieri per fare il punto sulla nostra storia e la nostra vita. È una necessità da soddisfare per cercare di ripartire. Questa esigenza è la stessa che Gesù accoglie quando gli apostoli tornano dalla missione. C’è un bisogno profondo di stare per un certo tempo in disparte. Non è un rifiuto della socialità o delle relazioni ma un modo per ritrovare forza, coraggio ed energia e vivere in maniera migliore la missione che il Signore affida a ciascuno di noi.

Oggi il Signore rivolge anche a noi questo invito: “Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'”.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,30-34
 
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

Parola del Signore.

Ecco il mio servo

Gli appassionati della Legge anche di fronte al bene restano freddi esecutori della norma e qui, addirittura, tengono consiglio per uccidere Gesù. Il Figlio di Dio conoscendo il loro cuore se ne allontana ma chi lo segue guarisce. Eccolo “il servo” di Dio che, amato dal Padre, dispensa la vera giustizia. Gesù non “spezzerà una canna incrinata, non spegnerà una fiamma smorta”, cioè non giudicherà e non criticherà gli altri ma, amando, cercherà, con discrezione di aiutare e accompagnare, cercherà di offrire speranza. Anche noi, chiamati a “servire” siamo invitati ad aiutare, accompagnare e ad offrire speranza.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,14-21
 
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là. Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
«Ecco il mio servo, che io ho scelto;
il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà
né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata,
non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia;
nel suo nome spereranno le nazioni».

Parola del Signore.

Misericordia io voglio

L’amore del Padre punta sempre al bene e oltrepassa ogni regola. Il bene si può e si deve fare sempre anche quando e, forse, soprattutto, quando è più difficile. Non basta parlarne ma occorre praticarlo.

Ed infatti come si può fare del bene se si hanno rancori, se non si riesce a perdonare. Come parlare o predicare il Vangelo se non si hanno relazioni con gli altri e se non si dialoga con gli altri?

Dio Padre è Misericordioso, perdona sempre, non condanna e ci ricorda, infatti, che “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna”. Insomma senza Misericordia si è solo “chiacchiere e distintivo”.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,1-8
 
In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. 
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». 
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Parola del Signore.

Venite a me

Ogni giorno ci dobbiamo confrontare con difficoltà e fatiche che mettono alla prova la nostra vita. Non in tutte le occasioni e non sempre le cose vanno come desideriamo o come speriamo ed è in queste circostanze che avvertiamo la stanchezza e cerchiamo un riparo.

Ed ecco, oggi, come ieri e come sempre, l’invito di Gesù “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Magnifico!!!

Il nostro Dio, infatti, è un Padre che non ci lascia mai soli, che non è un giudice spietato, che non punisce ma di cui è nostro dovere avere rispetto, timore e fiducia. Egli è un Pastore buono e premuroso, un medico che cura e risana.

Restiamo miti e umili di cuore e saremo capaci di accogliere e farci accogliere per dare alla nostra vita il bello e il buono che il Signore ha pensato per noi fin da sempre.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,28-30
 
In quel tempo, Gesù disse: 
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Ti rendo lode

Solo chi accoglie il Dio Amore riesce a vivere il volere del Padre. Chi, invece, lega la sua esistenza alle regole, alla Legge, ai codici non potrà comprendere lo straordinario messaggio che è nascosto nell’azione discreta ma anche dirompente di Dio nella vita.

Dio è Amore e l’Amore non ha regole, non ha leggi da osservare … Dio punta al bene dell’uomo, vuole la felicità dei suoi figli e li Ama così profondamente da proteggerli e custodirli con un’attenzione che supera ogni possibile immaginazione.

Nessun male potrà colpire davvero un uomo d’Amore che vive libero come gli uccelli del cielo ed è felice sempre ed in ogni circostanza e per questo non perde occasione per rendere lode al Padre

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-27
 
In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Parola del Signore.

Guai a te

Gesù usa parole dure verso coloro che pur avendo visto e/o ascoltato non si sono convertiti. Il rimprovero di Gesù mette al centro due cittadine nelle quali la sua predicazione era stata più intensa e non aveva provocato quel cambiamento di vita che era logico attendersi.

Le Parole di oggi sembrano negare quella immagine buonista di Gesù, sembrano volerci trasmettere una certa durezza dell’Uomo Dio venuto sulla Terra per ricostruire i fili di un’Alleanza che le donne e gli uomini avevano dimenticato. Ma, a pensarci meglio, non è proprio così. Gesù con coerenza sente il dovere di mettere in guardia l’umanità rispetto alle conseguenze dell’uso della libertà e lo fa, senza tanti giri di parole, con quella chiarezza che ci invita a seguire anche nella nostra vita scegliendo sempre con evidenza da che parte stare.

Il Vangelo di oggi, infine, ci chiarisce che non sono i segni prodigiosi a provocare la conversione ma tutto nasce nei cuori dove l’Amore vive e dal quale può, se gli lasciamo spazio, dare un senso alla nostra vita e, meglio ancora, alla nostra vita in Cristo. Ecco perché, nelle parole dure e severe di Gesù, si nasconde l’invito a fare fiorire, con opere di bene, i deserti delle nostre vite e delle nostre città.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,20-24
 
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. 
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Parola del Signore.

Parti’ per insegnare

Gesù, Figlio di Dio non cambia la Legge ma offre un aggiornamento dando vita ad una nuova relazione. Al centro di tutto c’è l’accoglienza e la pratica dell’amore del Padre. Credere, quindi, è somigliare al Padre, vivendo come Lui. Le nuove coordinate che Gesù offre ce le dona su un monte così come aveva fatto già Mosè sul monte Sinai. Gesù, su un monte, infatti, ha proposto le beatitudini. È proprio partendo da questo nuovo decalogo che si fonda sulla Legge dell’Amore che ogni cosa della nostra vita assume senso. La chiave di ogni relazione sta nella pratica dell’Amore e non nell’osservanza formale della legge. Ogni nostra certezza, quindi, ricade della pratica dell’Amore, sempre ed in ogni circostanza della vita. Il banco di prova per ognuno sta nella relazione d’Amore con il proprio compagno/a di viaggio consacrato in una promessa reciproca che non pone condizioni ma che si sostanzia nell’offerta della propria vita l’uno per l’altro. In maniera analoga siamo chiamati a vivere l’amicizia e ogni relazione.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo

Mt 10,34-11.1 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:

«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.

Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.

Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa». 

Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Parola del Signore.

Li invio’ a due a due

Gesù invia tutti i suoi seguaci ad annunciare che Amare è il cuore del suo messaggio. Non si annuncia soli ma in due e cioè come comunità che vive l’Amore e che esprime, nella concretezza del quotidiano, la “regola” dell’Amore.

È una rivoluzione totale. Non si è cristiani perché si fanno riti o praticano liturgie. Si è, invece, cristiani perché si accoglie e vive l’Amore.

Ci sono anche segnali che ci mostrano se chi annuncia accoglie e vive davvero l’Amore. Chi annuncia, infatti, saprà testimoniare con coerenza le parole che predica; saprà condividere con i meno fortunati i beni che gli sono stati affidati; saprà accogliere nella verità la Parola facendo della sua vita un chiaro esempio di servizio.

Chi annuncia lo farà nella moderazione ma con fermezza; con sobrietà, essenzialità e semplicità e facendo della propria vita un dono.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Marco
Mc 6,7-13
 
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Parola del Signore.