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Vegliate!

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 24,37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore.

Vegliate!

Una sola parola ma davvero potente in questa prima domenica di Avvento. Gesù lancia il suo accorato appello all’uomo. Si tratta senz’altro di una parola potente che, se accolta, cambia la vita e ci rimette con i piedi per terra. Siamo chiamati a sentire forte la provvisorietà delle nostre “conquiste” terrene, la fragilità di ogni cosa che possediamo e ci riconduce con forza al cuore del nostro essere Figli di un Padre che ci aspetta nel suo Regno eterno. È una parola che aiuta a capire che siamo “ giganti dalle gambe di creta (Dn 2,33-34). Una parola che ci invita, perciò, ad essere “servi” del Regno, cooperatori e collaboratori della pace e della giustizia in un mondo che, invece, gioca un’altra partita. 

Franca e Vincenzo, Eremo di famiglia

La vigilanza del cuore

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,34-36
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

L’invito che ci viene rivolto (vegliate) ha un duplice aspetto: vigilare sui nostri cuore e avere attenzione affinchè il male non ci trascini nel suo vortice. Occorre forza e determinazione per seguire queste due indicazioni che ci vengono offerte per assicurarci la salvezza.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia …

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,20-28
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Parola del Signore.

Spesso ci facciamo domande e ci sembra di non avere risposte. È così che capita di guardare con preoccupazione e tristezza la realtà. Capita anche di farci assalire dall’ansia … eppure è lo stesso Vangelo a suggerirci cosa potrebbe accadere … “gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra” … E più avanti, lo stesso vangelo di Luca al cap.28 dice “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Ecco … È lo stesso Vangelo a offrirci delle indicazioni concrete, delle vie per salvare la nostra vita, per affrontare le paure e le ansie … il Natale che si avvicina è l’occasione per far nascere Gesù nel nostro cuore e per dare alla nostra vita le dritte di cui abbiamo bisogno … 😉 … E così nei momenti di scoraggiamento pensiamo a ciò che ci fa felici, restiamo tranquilli e, soprattutto, diamo ai nostri pensieri occasioni per pensare a cose belle, alla bellezza della natura … all’arte e alle cose che ci fanno essere tranquilli. Ne abbiamo tante che sono tutti “segni” del nostro Dio … un Dio che ci viene incontro e che ci tende la mano.

Buona giornata

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️

Quale vita desideriamo?

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,12-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore.

Anche oggi desideriamo condividere con voi la riflessione della nostra amica Mirella Muia, eremita a Gerace in Calabria

Gesù ha appena predetto ai discepoli le persecuzioni a cui andranno presto incontro – e le sue parole devono essere parse loro incomprensibili, perché fino all’ultimo essi credono che presto egli verrà riconosciuto come il Messia, e questa loro attesa è basata sulla fiducia che i fatti stessi lo dimostreranno.
La predizione di Gesù ha però un fine ben preciso, anche se in quel momento per loro non può ancora essere chiaro: e questo fine è la loro testimonianza.
Quando ciò accadrà, comprenderanno che colui che è morto e risorto sarà presente proprio a partire dalla loro testimonianza.

“Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere”.

La testimonianza degli apostoli non dipenderà delle loro capacità di espressione, ma sarà il frutto del dono della sapienza di Dio, che il Figlio comunicherà loro.
Di fronte ad essa non vi sarà risposta umana in grado di smentirla.

Ascoltando queste parole di Gesù, siamo nello stesso tempo consapevoli che gli apostoli non potevano prevedere come ciò sarebbe accaduto…

“Sarete odiati da tutti a causa del mio nome…
…Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”.

Come potevano pensare, allora, che quella perseveranza equivaleva al martirio?
E come si può così salvare la propria vita ?

Questi interrogativi sono stimoli a interrogarci seriamente sul valore che attribuiamo alla nostra vita…perché, di quale vita parla Gesù? Certo non di ciò che è semplice sopravvivenza: ma di quella che porta in sé il valore e il segno della perfetta immagine e somiglianza con il loro Maestro…

Buona giornata

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️

Ha gettato tutto quello che aveva

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,1-4
 
In quel tempo, Gesù alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

Parola del Signore.

Commento dell’amica eremita di Gerace Mirella Muia:

“Verrebbe spontaneo immaginare Gesù che, stando nel tempio, osserva ogni cosa…ma non è così – ecco perché il suo gesto di alzare gli occhi non è banale, perché rivela il suo modo di stare in preghiera in quel luogo: raccolto in silenzio, con lo sguardo abbassato, a differenza di tanti…

“Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine…”
Forse proprio per questo Gesù alza gli occhi: c’è qualcosa che lo coinvolge – mentre si sente lontano dall’abituale movimento che lo circonda.
È il senso di quel gesto che lo chiama…
Non è difficile comprendere dall’aspetto che quella donna è povera – ma che sia vedova, cioè sola e senza nessun sostegno, può comprenderlo solo colui che la guarda…

“In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti….
Nella sua miseria ha gettato tutto quello che aveva per vivere”.

Egli si rivolge così ai discepoli che lo accompagnano, perché imparino dall’esempio di questa donna.
Infatti, i ricchi gettano nel tesoro del tempio una minima parte del loro superfluo – ma non così questa vedova.
La traduzione letterale dal greco sarebbe che essa offre ‘la sua poca vita’.

Ecco una lezione sempre valida: questa donna, che in quanto vedova non conta nulla, getta come offerta nel tempio la povertà stessa della sua vita, che agli occhi di Dio è il tesoro più grande.
Essa è così vera maestra per chi comprende il senso di quel suo gesto, che la parola di Gesù ci svela nel suo significato agli occhi di Dio, proprio perché impariamo da lei…

Ricordati di me!

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 23,35-43
 
In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Parola del Signore

Ricordati di me! Appeso al legno della croce, c’è il Cristo, Re dell’Universo. È un Dio che non risponde ai criteri del mondo ma che se ne distingue profondamente. Egli risplende e illumina le strade buie con il suo nobile silenzio di fronte alle tentazioni ultime dei sacerdoti del tempio, dei soldati potenti rappresentanti dell’Impero romano e a quelle del primo dei due malfattori. Tutti si prendono gioco di Lui invitandolo a salvarsi per dimostrare così la sua regalità e divinità. Il Cristo ascolta e ignora, osserva e non porta rancore ma si offre per sostenere tutti nei momenti complicati e difficili della vita. Solo al secondo malfattore che non gli chiede la salvezza ma solo un semplice ricordo il Signore risponde: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Franca e Vincenzo, Eremo di famiglia

Un soffio di vita … per sempre!

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 20,27-40
 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Parola del Signore.

Riflessione di Mirella Muia, eremita di Gerace

” Si avvicinarono a Gesù i sadducei, i quali dicono che non c’è risurrezione…”

Per quanto possa apparire strano, proprio quei sacerdoti, a cui è affidato il tempio e che sono addetti ai riti che vi si compiono, non credono alla risurrezione…
Essi interrogano Gesù a partire da alcuni precetti della Legge che, presi alla lettera, ai loro occhi non prevede la risurrezione.

Allora Gesù richiama loro un’icona biblica che è e resta fondamentale per la fede nella vita dopo la morte:

“…Che i morti risorgano lo ha indicato anche Mosè, a proposito del roveto, quando dice:’ Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe’. Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui”.

Tutti vivono per lui e da lui ricevono la vita…e questo soffio di vita immortale non viene dopo la morte, ma è il respiro stesso della vita umana, che la conduce al suo compimento finale nell’unione con il Dio dei viventi…

Buona giornata

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ♥️

Gesù camminava davanti a tutti

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,11-28

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore.

Gesù è sempre un passo avanti a noi. Egli apre strada nuove, indica il sentiero e libera il cielo dalle nebbie. Guida il suo popolo sulle strade della libertà, cammina sul passo dell’ultimo perchè nessuno sia lasciato indietro e si prende cura di ognuno.

Buon cammino

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Oggi devo fermarmi a casa tua

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 19,1-10

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore

Forse anche noi cerchiamo di nasconderci tra i rami di una pianta desiderando vedere senza essere visti e, oggi, proprio a noi, Gesù dice «. ………… , scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». È cosi che anche noi, se apriamo il cuore davvero possiamo sentire la gioia e iniziare il processo di liberazione che ci permetterà di vivere pienamente una vita bella. Avremo il desiderio di offrirci a servizio del bene e dare testimonianza concreta di un cambiamento profondo … La “salvezza” entrerà nel nostro quotidiano …

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Abbi di nuovo la vista

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 18,35-43

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Parola del Signore.

Oggi, Gesù ci chiede cosa noi desideriamo che Lui faccia per noi. Abbiamo visto che il cieco ha chiesto di tornare a vedere. Forse anche noi abbiamo bisogno di riacquistare la vista per poterlo vedere nel nostro oggi. Forse questa è la Fede che non abbiamo ma … è proprio quella che ci serve per salvare la vita. Vedere Gesù accanto a noi è ciò di cui abbiamo davvero bisogno … 😉

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️