Donna, grande è la tua fede

Noi cerchiamo “miracoli“. Gesù, invece, cerca donne e uomini di fede e quando li trova i loro desideri si realizzano per fede.

Buon cammino di conversione.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

   Parola del Signore

Ascoltate …

L’Ascolto della Parola ci protegge dalle parole di uomini ciechi che, invece, dividono, separano, escludono e spargono dolore e infelicità. La Parola di Dio mette al centro l’amore per l’uomo. Le parole degli uomini ciechi, invece, hanno altri obiettivi. Spesso i ciechi nemmeno si rendono conto del male che fanno e del dolore che procurano.

Scribi e farisei sono il modello di quella casta che condanna e crocifigge tra l’indifferenza colpevole di chi assiste muto.

Gesù, oggi, ci suggerisce di evitare le guide cieche per evitare di cadere nel fosso e ripetere condanne sentendoci come Gesù nel tempio. Guardiamo al nostro cuore e chiediamo al Signore di purificarlo da ogni pensiero di male; chiediamo la forza di coltivare il bene e di farlo anche quando ci costa.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo alcuni farisei e alcuni scribi, venuti da Gerusalemme, si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Perché i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Infatti quando prendono cibo non si lavano le mani!».
Riunita la folla, Gesù disse loro: «Ascoltate e comprendete bene! Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».
Allora i discepoli si avvicinarono per dirgli: «Sai che i farisei, a sentire questa parola, si sono scandalizzati?».
Ed egli rispose: «Ogni pianta, che non è stata piantata dal Padre mio celeste, verrà sradicata. Lasciateli stare! Sono ciechi e guide di ciechi. E quando un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso!».

   Parola del Signore

“Vieni”

Il coraggio di fidarsi e affidarsi sono le due più importanti possibilità che abbiamo per vivere una vita pacificata. La paura, invece, è il sintomo del male che tenta di abitarci e che non ci aiuta a vivere con serenità e gioia. Abbiamo bisogno di credere nel bene e credendo vederne i segni.

Il Signore non ci lascia mai soli. Egli vigila sempre sulle nostre vite e anche se noi non riusciamo a capire il suo piano Egli agisce per aiutarci nel cammino della conversione. Egli vuole che noi, come Pietro, decidiamo di andargli incontro. Lui ci attende per guarire le nostre vite e scacciare il male.

Il male non preverrà !!!

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

   Parola del Signore

Tutti mangiarono e furono sazi

Il cibo della vita è ripieno di Speranza, di gioia, di felicità. Ogni cosa passa attraverso un dono gratuito che viene riservato a chi sa riconoscerlo e a chi decide di accoglierlo nel quotidiano.

Se alziamo gli occhi al cielo e bene-diciamo degli altri, il pane del cielo riempirà le mense della nostra vita e non avremo più fame.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

   Parola del Signore

Il Signore apprezzA i miseri

Anche se il male sembra allargare sempre più i suoi tentacoli abbiamo la concreta possibilità di difenderci e di essere liberati chiedendo l’intervento del supremo bene.

Dio è difesa e baluardo, roccia che custodisce, ancora di salvezza.

È questo il tempo per chiedere di essere liberati dal male ed evitare che l’abisso ci sommerga. Il Signore, infatti, ascolta gli umili che chiedono aiuto e ringraziano. Il male non prevarrà!!!

Franca e Vincenzo, osb-cam

Nel tempo della benevolenza, rispondimi Signore.


Liberami dal fango, perché io non affondi,
che io sia liberato dai miei nemici e dalle acque profonde.
Non mi travolga la corrente,
l’abisso non mi sommerga,
la fossa non chiuda su di me la sua bocca.

Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

Il Figlio del falegname

Oggi come ieri non sappiamo riconoscere i “profeti” a causa, soprattutto, dei pregiudizi che ci impediscono di accogliere l’altro. Questo episodio della vita di Gesù ci aiuti a riflettere con maggiore intensità sui nostri pensieri, le nostre parole e i nostri giudizi spesso, troppo spesso, guidati da simpatie personali o da opportunismo che ci impediscono di ascoltate e cambiare la nostra vita.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

   Parola del Signore

Nella bottega del vasaio

Siamo chiamati ad essere creta da modellare, argilla da plasmare nelle mani del Dio-Padre che ci ha Creato. Egli ogni giorno rinnova il suo impegno e vuole che ciascuno di noi sia capace di contenere il suo Spirito e il suo Amore da donare al mondo.

Entrare nella bottega del vasaio ci fa docili e disponibili ad accogliere la volontà di Dio che ci plasma con le sue stesse mani per farci somigliare sempre più a Gesù.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal libro del profeta Geremìa

Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremìa: «Àlzati e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola».
Scesi nella bottega del vasaio, ed ecco, egli stava lavorando al tornio. Ora, se si guastava il vaso che stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli riprovava di nuovo e ne faceva un altro, come ai suoi occhi pareva giusto.
Allora mi fu rivolta la parola del Signore in questi termini: «Forse non potrei agire con voi, casa d’Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l’argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa d’Israele».

   Parola di Dio

Liberami dai nemici

C’è un giusto che chiede a Dio di essere liberato dal male che lo affligge. Preghiamo affinché il Signore venga in aiuto a chiunque chieda, sinceramente, il suo aiuto e lo liberi dal male nascosto nei pensieri e nelle vanità di questo mondo che opprimono la pacifica e bella esistenza che il Signore ci ha donato. Preghiamo affinché, finalmente, ciascuno dia valore alle cose che contano e impariamo a rendere grazie per il tanto che abbiamo ricevuto e che, a volte, non vediamo. Impariamo a guardare il futuro con occhi nuovi e ad affidare il domani nelle mani di Dio senza smettere di fare la nostra parte. Il Signore non abbandona nessuno purché noi rinunciamo alle nostre idee e ci affidiamo ai suoi progetti.

Franca e Vincenzo, osb-cam

O Dio, tu sei il mio rifugio nel giorno della mia angoscia.


Liberami dai nemici, mio Dio,
difendimi dai miei aggressori.
Liberami da chi fa il male,
salvami da chi sparge sangue.

Ecco, insidiano la mia vita,
contro di me congiurano i potenti.
Non c’è delitto in me, non c’è peccato, Signore;
senza mia colpa accorrono e si schierano.

Io veglio per te, mia forza,
perché Dio è la mia difesa.
Il mio Dio mi preceda con il suo amore;
Dio mi farà guardare dall’alto i miei nemici.

Ma io canterò la tua forza,
esalterò la tua fedeltà al mattino,
perché sei stato mia difesa,
mio rifugio nel giorno della mia angoscia.

O mia forza, a te voglio cantare,
poiché tu sei, o Dio, la mia difesa,
Dio della mia fedeltà.

Salvaci Signore

C’è chi distrugge e agita le forze negative e chi resiste al male confidando nel bene.

C’è chi subisce gli attacchi dell’odio e risponde con lo sguardo dell’innocente che si fa agnello.

È allora che il coraggio di fa strada e continua a percorrere le vie del bene affidandosi con sempre più intensità al nome del Signore. A Lui si rende gloria e si chiede salvezza.

Franca e Vincenzo, osb-cam

R. Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri! R.
 
Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome. R.
 
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la grandezza del tuo braccio
salva i condannati a morte. R.
 
E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;
di generazione in generazione narreremo la tua lode. R.

Il Regno dei cieli

Piccolo ma capace di diventare grande e di offrire riparo a chi decide di fidarsi e affidarsi al mistero della sua presenza. Il regno dei cieli non si mostra tra le evidenze del mondo ma offre possibilità di riparo o di crescita a chi lo cerca per essere protetto e poi poter crescere e vivere un’esistenza pacificata.

Se siamo attenti, insomma, se ci facciamo buoni osservatori delle cose di questo mondo anche noi possiamo scoprire nelle cose piccole e invisibili il mistero grande che offre vita e vita buona. Un bel programma per i nostri giorni e per una vita bella.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

   Parola del Signore

Aquila e Priscilla