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Odiate il male

Dove c’è il male non reagire, ma pianta semi di bene. Dove c’è l’ingiustizia non combattere, chiedi il diritto Dove c’è mondanità non stare, ma mostra semplicità Dove c’è abitudine e magia, guarda le stelle e il sole Dove c’è potere e trucco, scuoti la polvere e fuggi. Dove c’è casta, qualsiasi casta, evita ogni contatto. Dio dona la luce e solo i cuori impavidi sanno apprezzarne il senso che guida il diritto perché la giustizia possa abitare la vita e fuggire la morte. Confidiamo nella pietà del Signore e accogliamo il melodioso canto degli angeli che sollevano ogni vita donando ritmo, gusto e sapore.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal libro del profeta Amos

Cercate il bene e non il male,
se volete vivere,
e solo così il Signore, Dio degli eserciti,
sarà con voi, come voi dite.
Odiate il male e amate il bene
e ristabilite nei tribunali il diritto;
forse il Signore, Dio degli eserciti,
avrà pietà del resto di Giuseppe.
«Io detesto, respingo le vostre feste solenni
e non gradisco le vostre riunioni sacre;
anche se voi mi offrite olocausti,
io non gradisco le vostre offerte,
e le vittime grasse come pacificazione
io non le guardo.
Lontano da me il frastuono dei vostri canti:
il suono delle vostre arpe non posso sentirlo!
Piuttosto come le acque scorra il diritto
e la giustizia come un torrente perenne».

   Parola di Dio

Signore, salvaci.

Il vento soffia forte, le acque si agitano e la nostra barca rischia di rovesciarsi. Tutto sembra volgere al peggio … La paura ci assale e cerchiamo alleati. Il pericolo peggiore resta quello di perdere la fiducia nella possibilità di superare gli ostacoli.

L’invito del Signore è quello di camminare “controvento” armati di fiducia e di speranza certi che il suo aiuto non verrà mai meno e presto un nuovo arcobaleno illuminerà l’orizzonte.

Franca e Vincenzo, osb-cam

 Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».

   Parola del Signore

Tu sei Pietro

Scelti non per meriti speciali eppure Apostoli; chiamati ad essere testimoni e tra questi il “rozzo” Pietro scelto per guidare la Chiesa. Inutile cercare spiegazioni. Gesù sceglie persone che nessuno di noi avrebbe scelto e ad ognuno affida un compito molto più grande delle capacità che mostrano di avere o che noi gli riconosciamo. Chi siamo per giudicare. Forse il Signore fa queste scelte affinché la Sua potenza e la Sua grazia possano manifestarsi ai nostri occhi increduli.

A noi è chiesto di avere fiducia e di affidarci alle persone che mette sul nostro cammino anche quando non comprendiamo le loro scelte, anche quando ci sembra che tutto sia sbagliato.

In ogni caso siamo certi che il male non potrà prevalere sul bene. A noi è chiesto, intanto, di fare la nostra parte conservando la pace nel cuore e una coscienza integra.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,13-19

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».

Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».

E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Parola del Signore


Il coraggio di accogliere

Uno dei grandi profeti del secolo scorso è stato lui, don Luigi Di Liegro (originario di Gaeta) … poco prima di morire disse: «Gesù Cristo, incarnandosi nella storia umana, ha voluto manifestarsi come l’uomo perfetto: non perché si è messo al di sopra di tutti, ma perché è entrato in tutti i nostri problemi, le nostre sofferenze, le nostre mancanze, le nostre emarginazioni, le nostre esclusioni. Lui stesso è stato emarginato, escluso, ha vissuto la povertà. Si è fatto il nostro esempio di perfezione».

Di Liegro ha vissuto sulla sua pelle l’incomprensione, la diffidenza, l’esclusione e addirittura l’ostilità non solo di chi era fuori dalla Chiesa ma anche da parte di chi aveva responsabilità nella Chiesa del suo tempo. È una realtà che, purtroppo, conosciamo bene. Le strade del bene e della verità trovano sempre ostacoli da superare.

Anche noi, abbiamo difficoltà da superare quando parliamo di accoglienza e, spesso, credendo di fare bene chiudiamo porte, guardiamo da un’altra parte, facciamo finta di non sapere … Ecco diventiamo complici del male. Capita a tutti. Nessuna meraviglia. Il vangelo di oggi ci ripropone questo appello ad accogliere sempre e comunque l’altro, che, come Gesù ci ha ripetuto è Lui che si presenta povero, scalzo, affamato, nudo, non solo di cose materiali ma anche di vita spirituale o di speranza.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Parola del Signore

Vita da poveri

Profeti di sventura mostrano i loro affreschi e il male si abbatte sui poveri e gli ultimi seguaci del Maestro. L’uomo saggio sa che, come nei tempi antichi, neanche stavolta il male potrà prevalere.

Ricchi e potenti saranno presi e dispersi mentre i poveri saranno sostenuti e salvati.

Ancora una volta l’Amore solleverà il misero e le trame del bene ridaranno lentamente nuova vita a chi rischiava di perderla.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Non dimenticare, Signore, la vita dei tuoi poveri.

O Dio, perché ci respingi per sempre,
fumante di collera contro il gregge del tuo pascolo?
Ricòrdati della comunità
che ti sei acquistata nei tempi antichi.
Hai riscattato la tribù che è tua proprietà,
il monte Sion, dove hai preso dimora.

Volgi i tuoi passi a queste rovine eterne:
il nemico ha devastato tutto nel santuario.
Ruggirono i tuoi avversari nella tua assemblea,
issarono le loro bandiere come insegna.

Come gente che s’apre un varco verso l’alto
con la scure nel folto della selva,
con l’ascia e con le mazze frantumavano le sue porte.
Hanno dato alle fiamme il tuo santuario,
hanno profanato e demolito la dimora del tuo nome.

Volgi lo sguardo alla tua alleanza;
gli angoli della terra sono covi di violenza.
L’oppresso non ritorni confuso,
il povero e il misero lodino il tuo nome.

Quale è la STRADA?

Oggi condiviamo una piccola riflessione di uno dei profeti del Novecento: Carlo Carretto.

Franca e Vincenzo, osb-cam

“Ricordatevi che al mondo tutto è problema, meno una cosa: la carità, l’amore. L’amore solo non è un problema per chi lo vive. Ebbene vi dico: vivete l’amore, cercate la carità. Essa vi darà la risposta volta per volta a ciò che dovete fare.
La carità, che è Dio in noi, vi suggerirà la strada da percorrere; vi dirà: “ora inginocchiati” oppure “ora parti”.
È la carità che dà valore alle cose, che giustifica “l’inutilità di restare ore e ore in ginocchio a pregare mentre tanti uomini hanno bisogno della mia azione, e la inutilità della mia povera azione dinanzi alla considerazione che la morte distruggerà tutte le civiltà”.
È la carità che gerarchizza le intenzioni degli uomini e che uniforma ciò che è diviso.
La carità è la sintesi della contemplazione e dell’azione, è il punto di sutura tra il cielo e la terra, tra l’uomo e Dio.
Ripeto ancora, dopo aver conosciuto l’azione più sfrenata e la gioia della vita contemplativa nel quadro più sfolgorante del deserto, le parole di S. Agostino: “Ama e fa’ ciò che vuoi”. Non preoccuparti, fratello, di che cosa fare; preoccupati di amare. Non interrogare il Cielo con ripetuti e inutili: “Qual è la mia strada?”; studiati invece di amare.
Amando, scoprirai la tua strada; amando ascolterai la Voce; amando, troverai la pace”.


(Carlo Carretto, Lettere dal deserto)

La casa sulla roccia

Ascoltare la Parola ogni giorno apre il cuore alla conoscenza di Dio e permette di costruire la propria casa sulla roccia. Senza un Ascolto costante della Parola è facile che pioggia e vento possano far crollare la nostra casa e rendere la nostra vita povera e infelice. L’Ascolto della Parola, invece, ci permette di vivere seguendo la volontà di Dio e di fare scelte sagge che danno pace al ❤️.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. In quel giorno molti mi diranno: “Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?”. Ma allora io dichiarerò loro: “Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!”.
Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».
Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

   Parola del Signore

Io ti rendo grazie

Come chi ama conosce tutto dell’amato, così (e anche di più) il Signore ci ama e ci conosce. Oggi desideriamo ringraziarLo per la passione e l’attenzione con le quali ci segue e lo facciamo trovando un posticino panoramico (alla finestra, in riva al mare o in montagna) dove, dopo aver contemplato il mistero e la bellezza della creazione, aver respirato profondamente più volte lentamente, leggiamo (sussurrando appena, appena le parole) il Salmo 138 (che segue).

Sarà la nostra preghiera di ringraziamento al nostro Dio per le meraviglie del suo amore e, anche, per averci donato questo giorno (Festa di San Giovanni) nel quale e dal quale ci impegniamo, a nostra volta, a conoscerlo meglio e ad amarlo con sempre maggiore intensità.

Che Dio ci benedica.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Salmo 138

R. Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie. R.

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda. R.

Meravigliose sono le tue opere,
le riconosce pienamente l’anima mia.
Non ti erano nascoste le mie ossa
quando venivo formato nel segreto,
ricamato nelle profondità della terra. R.

La porta stretta

Entrare dalla porta stretta significa superare l’ostacolo maggiore che ci separa dalla comunione e ci permette, se la imbocchiamo, di entrare, finalmente, nello spazio che dona la vita.

Amare è un’arte difficile da praticare ma è l’unica possibilità che si ha per entrare nella vita.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

   Parola del Signore