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Strada facendo

La vita è un continuo cammino di liberazione e di verità, un cammino di guarigione che siamo chiamati a fare … Ognuno percorrerà le strade del mondo con libertà e con l’impegno ad essere luce che illumina, purifica e scaccia il male.

Preghiamo il Signore di darci la forza di spingere i nostri passi portando con noi la buona notizia a chi la vuole accogliere lasciando andare chi la rifiuta …

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 10,7-13

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi».

Parola del Signore.

Tradire

L’adulterio è un tradimento. Significa essere infedele ad una relazione di coppia ma in senso più ampio significa rompere un rapporto, una relazione, qualsiasi relazione.

Accettare un tradimento, si sa, è davvero complicato; è qualcosa che scuote la vita in profondità anche perché arriva da una persona di cui ti fidi e, quindi, da uno dal quale mai ti saresti aspettato di essere tradito. Eppure, quanti tradimenti? Quante relazioni di coppia o di amicizie, o di parentela sono colpite da questa triste realtà? Tante, lo sappiamo.

Si tratta di situazioni che riguardano la vita quotidiana e che dobbiamo mettere in conto senza permettere che possano turbare la nostra vita anche se le abbiamo subite e le subiamo. Crediamo, invece, che occorre pregare e pregare forte per chi tradisce una relazione. Purtroppo chi tradisce non ha pace e non l’avrà neanche nel futuro. E noi, anche se siamo vittime di tradimento non possiamo e non dobbiamo farcene una pena ma dobbiamo trasformare il male ricevuto in bene, dobbiamo rispondere al male con il bene e saper accettare e accogliere ogni azione cattiva che ci colpisce con il sorriso e con la pace nel cuore. Non dimentichiamo di pregare per chi tradisce perché chi tradisce è un povero, tanto povero che ha bisogno di pietà, aiuto e compassione. Se anche tu sei stato tradito sorridi e prega per chi ti ha fatto o ti fa del male. Questa persona ha bisogno di essere aiutata con la speranza di salvarlo dalla rovina che inevitabilmente lo colpirà. Il male fatto, purtroppo, porterà la sua vita in una condizione infernale non dopo la morte del corpo ma già adesso, perché il suo cuore non potrà reggere al male che ha fatto o che farà. La vita di chi tradisce è come quella di un disperato. Si finge forte ma in realtà è un debole, tanto debole da farsi sopraffare dal male che lo ha avvolto e lo ha fatto prigioniero. Pace a lui.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ♥️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,27-32

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio».

Parola del Signore.

Amatevi

Ancora una volta Gesù conferma che il vero rispetto della Legge antica sta nell’Amare e nella capacità di perdonare … Ma attenzione al fuoco della Geènna a cui sarà destinato chi abusa e si approfitta della bontà dell’altro.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

Parola del Signore.

I grandi del Regno dei cieli

La pienezza della Legge è l’Amore. Gesù supera le forme dei precetti, va oltre le regole scritte e le supera per renderle piene di senso. Il vero fondamento della Legge sta nell’Amare. Quindi Gesù non la abolisce ma testimoniando l’Amore da alla Legge il carattere della Verità che i 613 precetti di scribi e farisei sfiorano molto da lontano.

La pienezza che Gesù da alla Legge antica è racchiusa in cuori che, grazie allo Spirito Santo, sanno vedere e sanno suggerire i gesti, le parole e le azioni da compiere.

Il cuore che vede è la pienezza della Legge e le donne e gli uomini che, invece, credono di rispettare la Legge osservando le forme esteriori di questa sono semplicemente dei farisei. Le donne e gli uomini che seguono Gesù, invece, sono persone che Amano e Amano tanto profondamente che sono capaci di sapersi immedesimare nella condizione dell’Altro al punto di saper donare la propria vita per la salvezza dell’Altro. Sono questi i grandi nel regno dei cieli.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto.
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Parola del Signore.

Voi siete il sale della terra

Se siamo sale della terra, possiamo trasmettere il gusto di vivere. E quando rendiamo bella la vita a coloro che ci sono stati affidati, la nostra esistenza acquista un senso.

Una delle cose che possiamo fare è quella di essere operatori di pace che cercano di portare unità nei luoghi e tra le persone che l’hanno smarrita. Per fare questo occorre essere miti. La mitezza, lo sappiamo,non è rassegnazione, ma controllo degli impulsi violenti che ci sono in noi.
La terra non ci appartiene, essa ci è stata affidata e noi siamo chiamati a vegliare
su di essa. Le risorse del nostro pianeta non sono illimitate. Abbiamo un dovere di
solidarietà fra persone e popoli, e con le generazioni che verranno.
Nel nostro modo di consumare ed utilizzare le risorse naturali, bisogna trovare un
buon equilibrio fra i bisogni vitali e il desiderio di avere sempre di più.
Per trovare uno stile di vita che permetta uno sviluppo durevole, abbiamo bisogno
di tutte le nostre capacità d’immaginazione e di creatività. Esse devono trovare
spazio nella nostra vita quotidiana ed anche stimolare la ricerca scientifica, lo
slancio artistico, ed inventare nuovi progetti di società.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.

Con una lancia gli colpi il fianco

È dal cuore che sgorga la capacità di Amare ed è sempre dal cuore che viene fuori sangue ed acqua segno e simbolo dell’unità tra l’umano e il divino. Questa verità, purtroppo, è sempre meno presente nella nostra vita che insegue i miti di questo mondo e ignora platealmente il crocifisso. I nostri occhi rifiutano il crocifisso e pur avendolo collocato sulle pareti di molte delle nostre case ha perso il suo significato. Da simbolo di vita è diventato un soprammobile. I nostri occhi guardandolo vedono solo un corpo straziato appeso al legno della croce. Abbiamo perso la visione delle fede perché cerchiamo solo le cose di questo mondo e respingiamo la potenza dello Spirito Santo che è l’unica chiave per vedere la Verità che quel crocifisso ci consegna.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 19,25-34

In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, madre di Clèopa e Maria di Màgdala.
Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via.

Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.

Parola del Signore.
 

Senza di Te ovunque è notte

Questa sera vi invitiamo a pregare lo Spirito Santo con queste parole …

Spirito Santo,
Amore,
fuoco ardente,
che crei e sempre ricrei la Chiesa,
che formi i Santi
che trasfiguri i martiri,
che invadi i vergini,
vieni!
Tu che sei l’ estasi del Padre,
Tu che porti l’Eterno nei cuori,
Tu che abiti le profondità di ciascuno,
e tutti conduci all’unità.
Tu che sei l’anima della Chiesa,
fuoco che brucia,
potenza d’Amore,
luce che abbaglia,
vieni!
Senza di Te ovunque è notte,
nei cuori, nel mondo.
Senza di Te il mondo agonizza.
Vieni!
E noi, Chiesa,
avvinghiati a Te,
possiamo essere nel mondo
sale, luce e vita,
che anticipa l’Eterno.
Noi, in Te immersi,
o luce divina,
perché il mondo creda.
( Sorella Elisabetta)

Dio in libertà non segue schemi

Siamo figli di Dio pieni della sua Grazia e del suo Spirito, liberi di volare come farfalle, capaci di cogliere l’invisibile in ogni più piccola cosa. Siamo tutti ma proprio tutti, nessuno escluso, sacerdoti, re e profeti capaci di accogliere e raccontare la Parola perché lo Spirito è tutto in tutti. Siamo liberi figli di un Dio che ci Ama e ci ha creati per Lui donandoci dignità e piena capacità di fare scelte. Lo Spirito ci guida perché ne è pieno il mondo e da forza, coraggio e sostegno alla nostra vita libera e forte.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Intanto condividiamo questa bellissima questa riflessione di Ermes Ronchi …

Lo Spirito Santo, il misterioso cuore del mondo, il vento sugli abissi, l’Amore in ogni amore, è Dio in libertà, un vento che porta pollini dove vuole primavere, che non lascia dormire la polvere, che si abbatte su ogni vecchia Gerusalemme. Dio in libertà, che non sopporta statistiche, che nella vita e nella Bibbia non segue mai degli schemi. Libero e liberante come lo è il vento, la cosa più libera che ci sia, che alle volte è una brezza leggera, alle volte un uragano che scuote la casa; che è voce di silenzio sottile, ma anche fuoco ardente chiuso dentro le ossa del profeta (Ger 20,9). Pentecoste è una festa rivoluzionaria di cui non abbiamo ancora colto appieno la portata. Lo Spirito «vi insegnerà ogni cosa»: lui ama insegnare, accompagnare oltre, far scoprire paesaggi inesplorati, portare i credenti a vivere in «modalità esplorativa», non come esecutori di ordini, ma come inventori si strade. Lo Spirito è creatore e vuole discepoli geniali e creatori, a sua immagine. Vento che non tace mai, per cui ogni credente ne è avvolto e intriso, così che ognuno ha tanto Spirito Santo quanto ne hanno i pastori. Infatti «il popolo di Dio, per costante azione dello Spirito, evangelizza continuamente se stesso» (Evangelii Gaudium 139). Parole come un vento che apre varchi, porta sentori di nuove primavere.
Il popolo di Dio evangelizza se stesso, continuamente. Una visione di potente fiducia, in cui ogni uomo e ogni donna hanno dignità di profeti e di pastori, ognuno un proprio momento di Dio, ognuno una sillaba del Verbo, tutti evangelisti di un proprio «quinto evangelio», sotto l’ispirazione dello Spirito. Verrà lo Spirito, vi riporterà al cuore tutto di Gesù, di quando passava e guariva la vita, e diceva parole di cui non si vedeva il fondo. Ma non basta, lo Spirito vi guiderà alla verità tutta intera: apre uno spazio di conquiste e di scoperte; vi insegnerà nuove sillabe divine e parole mai dette ancora. Sarà la memoria accesa di ciò che è accaduto «in quei giorni irripetibili» e insieme sarà la genialità, per risposte libere e inedite, per oggi e per domani.
Lévati o remoto Spirito/ candida già freme/ alta/ la vela (Davide M. Montagna). Una vela e il mare cambia, non è più un vuoto in cui perdersi o affondare. Basta che sorga una vela, alta a catturare il soffio dello Spirito, per iniziare una avventura verso nuovi mari, verso isole intatte, dimenticando il vuoto. E da là dove ti eri fermato, lo Spirito libero e liberante di Dio ti farà ripartire, mentre continua a compiere nella Chiesa la stessa opera che ha compiuto con Marco, Luca, Matteo, Giovanni: continua a far nascere evangelisti. E a farli navigare nel suo Vento.

P. Ermes Ronchi

Gv 14, 15-16. 23-26
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

Chi è che ti tradisce?

Essere traditi da chi credi amico è un’esperienza che ci segna profondamente la vita; essere traditi quando invece avresti bisogno di un sostegno è davvero un’atto vile che spacca il cuore; tradire qualcuno facendo anche finta di volerlo sostenere meriterebbe solo disprezzo. Per Gesù non è stato così. Nonostante il tradimento di Giuda, Gesù non ha odiato e non ha reagito. Gesù ha accolto anche il tradimento di uno dei dodici apostoli.

Se abbiamo tradito anche noi qualcuno, per qualsiasi motivo lo abbiamo fatto possiamo sempre tentare di riparare lo sbaglio chiedendo di essere perdonati; se, invece, lo stiamo per fare possiamo fermarci prima di compiere questo atto vigliacco figlio dell’egoismo e dei nostri desideri più insani.

Tradire resta comunque una delle azioni più deplorevoli e più meschine che una persona può compiere. Farlo provocherà conseguenze che segneranno il resto della vita. Non ci scordiamo che il Vangelo secondo Matteo riporta, che Giuda si impiccò dopo aver gettato nel Tempio i trenta denari del suo tradimento, usati poi dai sacerdoti del Tempio per acquistare il “Campo del vasaio” (in seguito denominato “Campo di Sangue” perché acquistato al “prezzo di sangue”).

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Parola del Signore.

Seguimi

Seguire Gesù vuol dire abbandonare se stessi e abbandonare se stessi significa avere il coraggio di cambiare, di mollare ogni vizio, ogni difetto, ogni inclinazione al peccato.

Chi segue me – dice il Signore – non cammina nelle tenebre” (Gv 8,12). Queste sono parole di Cristo, con le quali siamo esortati ad imitare, fin dov’è possibile, la sua vita e le sue virtù, se vogliamo essere illuminati secondo verità e liberati da ogni accecamento del cuore.
Perciò, il nostro più alto impegno sia meditare la vita di Gesù Cristo.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 21,15-19

In quel tempo, quando [si fu manifestato ai discepoli ed essi] ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».

Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Parola del Signore.