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Signore, non sappiamo dove vai

È la paura che allontana, che separa e che provoca turbamento. Oggi Gesù ci chiede di placare l’ansia e pacificare il cuore; ci chiede di avere Fede e fiducia in Lui che non ci lascia mai soli. Ce lo ha promesso e mai ritirerà la sua vicinanza e protezione.

È Lui la Via, la Verità e la Vita. È Lui che ci apre la strada e ci invita a seguirlo. Ed è sempre Lui che si prende cura di noi e ci protegge dal male, da ogni male. Lo fa perché nessuno possa approfittarsi di noi.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 14,1-6

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me».

Parola del Signore.

Accogliere

Se una persona vive la fede lo vedi; se quella persona segue Gesù, lo senti; se ha accolto Gesù nella sua vita e tu accogli lui nella tua allora anche tu sai che hai accolto Dio in casa tua. Gesù ce lo ha detto e ora ce lo chiede. Ogni giorno Gesù ci mette davanti persone da accogliere, da accompagnare e da amare È un privilegio essere scelti per accogliere e accompagnare ed è nostra libertà farlo o non farlo. Come sempre siamo liberi di accogliere o meno le proposte del quotidiano e, quello che stiamo vivendo, è proprio un tempo favorevole per accogliere il disegno di Dio e per vivere lo spirito delle beatitudini. Si, perché accogliere significa essere miti e poveri in spirito, dare da mangiare e da bere, offrire misericordia ed essere operatori di pace, conservare la purezza del cuore e accettare ogni persecuzione per favorire la giustizia. Accogliere è un amare vero che non domanda nulla in cambio.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 13,16-20

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Come Luce

Alcuni anni fa siamo stati insieme a Taize nella Comunità di Freré Roger frequentata da migliaia di giovani cristiani provenienti da tutto il mondo . È stata un’esperienza piena di luci, cioè di testimonianze semplici di come la fiducia in un Dio che sta accanto a noi può cambiare la vita e darci un senso. Il vangelo di oggi ci spinge a condividere con voi tutti (che siete tanti) un piccolo passo della regola di Taize… Eccolo:

Non arrestarti mai, cammina con i tuoi fratelli, corri verso la meta, seguendo le tracce del Cristo. E la sua traccia è un cammino di luce: lo sono, ma anche voi siete la luce del mondo (Cfr. Gv 8,12 e Mt 5,14)… Affinché la luce del Cristo ti penetri, non basta contemplarla come se tu fossi soltanto puro spirito, devi impegnarti decisamente in questo cammino, anima e corpo. Che tu sia in mezzo agli uomini un segno di gioia e di amore fraterno”.

Ecco allora l’invito a non sentirsi mai soli, ad amare i poveri, i diseredati, i genitori, la famiglia, … Amare il prossimo chiunque sia … Raccontare le meraviglia di Dio con le parole e con la vita, non rattristare nessuno, aiutare davvero il prossimo e non lavarsene le mani, non fingere di ascoltare ma avere cura del vero bene dell’altro, restare semplici ed essenziali, accarezzare un fiore e guardare il mondo con gli occhi di un bambino … Allora sapremo essere luce, piccole luci capaci di attraversare la notte fino a raggiungere l’alba della risurrezione.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 12,44-50

In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore.

Una cosa sola

Siamo nella festa delle luci e Gesù vera e unica luce del mondo è nel tempio. I sacerdoti allora tentano ancora una volta di trovare ragioni per lapidare Gesù ma non ci riescono. La presenza di Gesù nel tempio gli ossessiona e allora provano, con domande, a metterlo in difficoltà. Gesù, alle loro trappole, replica parlando delle opere buone che ha compiuto e compie e che sono possibili e sono realizzate solo grazie al Suo legame con il Padre. I sacerdoti del tempio, allora, fanno finta di non capire perché si sono collocati fuori dal gregge e perché hanno tradito il Padre per fare del loro ruolo un potere. Gesù gli smaschera e ribadisce loro che non riusciranno a strapparle dalle sue mani e, quindi, dalla sua protezione perché Lui e il Padre sono la stessa cosa. Nulla possono i sacerdoti del tempio contro Dio. Tant’è che proprio a causa del loro tradimento vedranno il tempio di mattoni distrutto per sempre perché il vero tempio, da ora in poi, è e sarà in eterno Gesù stesso.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,22-30

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

Io sono La porta

Gesù si presenta come la porta delle pecore attraverso la quale si entra nell’ovile o si esce per andare al pascolo. Seguendo Gesù c’è libertà, si può entrare e uscire. Mentre nel recinto dei falsi pastori si resta prigionieri.

Gesù si contrappone ai ladri e ai briganti che non passano dalla porta ed entrano per rubare, uccidere e distruggere. Lui invece vuole dare la vita e in abbondanza. L’attacco di Gesù è a chi si approfitta del popolo per soddisfare le proprie manie di grandezza. La vera porta d’ingresso, quindi, è Gesù, è il suo Corpo che è il nuovo tempio. Il messaggio è, quindi, molto chiaro e abbastanza esplicito. Una piccola annotazione. Il pastore conosce (ama) le sue pecore e le sue pecore conoscono la sua voce (che trasmette amore e vita).

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,1-10

In quel tempo, disse Gesù: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita a l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore.

Conosco le mie pecore

Oggi ci chiediamo, senza tante parole, chi è il buon pastore? Per noi il Buon pastore è qualcuno che ci conosce (in senso biblico ci ama); che ci cerca; che ci chiama conoscendo il nostro nome e la nostra storia e ci chiede di fare la nostra parte; che non ci lascia soli per evitare di mandarci per sentieri sconosciuti o per una valle oscura. Il Buon pastore è qualcuno che offre il suo bastone per sorreggerci; che ci ama e lo dimostra; che vuole portarci con Lui e che ci porterà al banchetto con Lui versando buon vino nel nostro bicchiere e non un vino qualsiasi ma il miglior vino possibile. Questo è il Buon pastore, questo è il suo ritratto. Egli è colui che ha mandato il Figlio per cercarci e, se non lo avesse fatto, sarebbe ancora lontano da noi. Ed invece il Buon pastore si è fatto prossimo, si è avvicinato e ci ha preso in carico senza giudicare, ci ha incoraggiato con parole buone chiamandoci a se e ci ha voluti vicini.

Questa speranza continua ad animare i nostri giorni, questa speranza non può morire, questa speranza deve farci vedere l’amore di Dio per noi perché anche se ci sono persone, situazioni e comportamenti che, oggi, ci opprimono sappiamo che tutto ciò finirà. Il male, l’indifferenza, l’emarginazione non può essere per sempre.

Dio ha un progetto anche per noi, anche per te e ciò che, oggi, ci opprime e ci pesa sarà benedizione e ci aiuterà a rispondere alla nostra vocazione con il coraggio e la forza che Dio ci dona e nessun altro potrà mai annullare perché la nostra chiamata viene dal nostro vero Buon pastore.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,27-30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore.

Da chi andremo?

Se cammini in salita devi avere buone gambe e non basta, devi avere resistenza fisica e buona volontà e non basta. Per raggiungere la cima di una montagna bisogna avere tanta energia e sudare. Farlo è duro e non tutti sono disponibili a fare questi sforzi. Però, se decidi di spingere i tuoi passi fin sulla vetta di un alto monte potrai godere di un panorama meraviglioso, gettare lo sguardo oltre le nuvole e respirare aria purissima. Molti rinunciano a fare questo cammino e di fronte alla proposta se ne vanno. Accade la stessa cosa a chi ascoltava Gesù. Le sue parole e la sua proposta di vita appare dura: amare senza aspettarsi nulla in cambio; donare ciò che si ha a chi ne ha bisogno; condividere la vita con generosità; perdonare chi ci fa del male; non rubare ed essere onesti nel lavoro; fare realmente del bene. Quanto è difficile! Perfino molti dei suoi discepoli lo abbandoneranno. «Volete andarvene anche voi?» chiede ai discepoli Gesù e lo chiede, oggi, anche a noi. Egli attende la nostra risposta. Spera e crede che sia vera.

Ebbene a questa domanda così fondamentale Simon Pietro rispose: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

E noi, noi cosa rispondiamo? Siamo disposti a seguirlo davvero, oppure come molti dei suoi discepoli prendiamo un’altra strada o, peggio, rispondiamo di volerlo seguire e poi nella vita ci comportiamo come ci fa più comodo?

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,60-69

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Parola del Signore.

Pane disceso dal cielo

Gesù è il Pane disceso dal cielo, cioè il Figlio di Dio. Questa affermazione scatena i Giudei, cioè i capi religiosi. Questi uomini del tempio non possono accettare che Gesù sia un uomo divino. Se così fosse il loro ruolo di mediatori sarebbe inutile. La forza degli uomini del tempio, come si comprende bene, esiste se e solo se c’è distanza e separazione tra Dio e l’uomo. Loro, gli uomini del tempio, si pongono come mediatori nella relazione tra Dio e l’uomo ed è questo il potere del quale si appropriano. Gesù sconquassa questo privilegio e annulla il ruolo dei sacerdoti del tempio che non possono ammettere questa verità e, quindi, discutono per uccidere Gesù e rilanciare il loro ruolo di mediatori e, quindi, il loro potere. Gesù, invece, ci rende tutti figli di Dio capaci di dialogo con il Padre e, quindi, di relazione profonda, intima e personale. Questa verità è un riconoscimento che ci libera e ci rende figli amati da un Padre che ci dona, fin da subito, la vita eterna.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

Parola del Signore.

Vita del mondo

Ci sono parole capaci di creare cose nuove e grandi e ci sono però, altre parole, che distruggono. La Parola di Dio appartiene alla prima categoria, è una Parola suprema capace di dare Vita a questo mondo perché è Parola d’Amore, Parola che crea relazioni, Parola che costruisce cose eterne.

La Parola è come la carne di Cristo, Parola incarnata e donata che, quando è mangiata, ci trasforma, cioè trasforma il nostro spirito che si fida e affida allo Spirito di Dio.

Senza Parola d’Amore e senza la relazione con Dio, con gli altri e con il mondo non possiamo ne vivere umanamente, ne essere salvati.

Franca e Vincenzo osb-cam ♥️

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6,44-51

In quel tempo, disse Gesù alla folla:
«Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
Sta scritto nei profeti: “E tutti saranno istruiti da Dio”. Chiunque ha ascoltato il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Non perché qualcuno abbia visto il Padre; solo colui che viene da Dio ha visto il Padre. In verità, in verità io vi dico: chi crede ha la vita eterna.
Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti; questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia.
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Parola del Signore.