Sotto l’albero di fichi

Cari amici, uno dei significati più comuni dello stare sotto un albero di fichi riguarda lo stare sotto le ali protettive della Legge. Un albero, quello dei fichi, che è simbolo la pace. In entrambi i casi è un segno importante che esprime l’esigenza della protezione da parte di Dio.

Possiamo dire, quindi, che stare sotto la Legge è come scegliere di stare sotto qualcuno che ci ama e ci protegge. E, Dio solo sa di quanta protezione e di quanta pace abbiamo bisogno.

Franca e Vincenzo, osb-cam

VANGELO DEL 24 AGOSTO 2019

Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,45-51

In quel tempo, Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella L.

egge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

Parola del Signore

Amare

Amare è una parola capace di esprimere tutto quanto occorre per una vita buona e bella. Amare diventa l’azione che sostiene le relazioni capaci di attraversare ogni tribolazione. Amare è l’essenza delle esperienze che segnano un’esistenza facendone un capolavoro.

Gesù fonda la “legge” sull’amore. Questo ci basta a comprendere come Amare sia l’essenziale da cercare e vivere.

Franca e Vincenzo, osb-cam

VANGELO DEL 23 AGOSTO 2019

Mt 22,34-40
  Amerai il Signore tuo Dio, e il tuo prossimo come te stesso.

                           Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

   Parola del Signore

Invitati

Il Signore invita tutti alla sua festa. Nessuno è escluso ma occorre prepararsi per questa festa. È necessario, infatti, che ognuno indossi l’abito della festa, cioè si rivesta di una vita fatta di opere buone. Frasi di commento generiche, dirà qualche bravo benpensante. Eppure dietro questo parlare semplice ciascuno di noi è chiamato a valutare nella concretezza della sua esistenza quali sono o possono essere le scelte da fare che non riguardano solo un “dare” cose materiali (che pure sono necessarie per far seguire le parole ai fatti) ma anche a “donare” parole buone, parole che sanno edificare, che non siano una reazione immotivata e gratuita. Il bene, crediamo, passa attraverso gesti concreti e parole buone. Solo insieme queste possono aiutarci, per davvero, a costruire il nostro percorso di vita. Sappiamo che tutti possiamo sbagliare e tanti, certamente, sono gli errori commessi, ma, proprio per questo, dobbiamo essere misericordiosi e pazienti, capaci di comprendere e guardare oltre. Possiamo farcela se sapremo essere capaci di essere docili e appassionati cercatori del bene.

Che Dio ci aiuti.

Franca e Vincenzo, osb-cam

VANGELO DEL 22 AGOSTO 2029

Mt 22,1-14
  Tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze.

                           Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».

   Parola del Signore

L’invidia

È uno dei peccati attraverso i quali il male si è insinuato nel cuore dell’uomo. Chi ne è “affetto” sta male lui e tende a comportarsi in modo che stiamo male anche gli altri. Non sopportano se agli altri le cose vanno per il meglio e mettono in atto comportamenti tesi a creare difficoltà in grado di rovinare o disturbare la vita degli altri.

Gli invidiosi dovrebbero cercare di superare questa loro condizione. Non è facile compiere questo passaggio ma le persone coraggiose e che aspirano a cambiare per il meglio possono riuscirci.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Mt 20,1-16
  Sei invidioso perché io sono buono?

                           Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

   Parola del Signore

Nulla è impossibie a Dio

Davvero non c’è nulla che sia impossibile a Dio. Credi tu questo? Ebbene, questa promessa ce l’ha trasmessa direttamente Gesù.

Noi siamo certi che Gesù resterà fedele a questa sua promessa e sosterrà il cammino di tutti gli uomini che a Lui si rivolgeranno. Gesù accoglierà con disponibilità coloro i quali con pazienza e perseveranza lo seguiranno e a Lui si rivolgeranno con ogni possibile umiltà.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Vangelo di martedì 20 agosto 2019

Mt 19,23-30
  È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.

                           Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».
A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile».
Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».

   Parola del Signore

La Potenza del Nome

«Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvo» (At 2,21). Il nome è la persona, il nome di Gesù salva, guarisce, scaccia gli spiriti impuri, purifica il cuore. Ecco che cosa dice a questo proposito un sacerdote ortodosso: «Portate costantemente nel cuore il dolcissimo nome di Gesù; il cuore è infiammato dal richiamo incessante di questo nome diletto, di un ineffabile amore per lui».

Fuoco divorante

La Fede è davvero un fuoco che ti brucia dentro. Un fuoco per vincere ogni pavida concessione a questo mondo e a questo tempo.

Un fuoco che cambia la prospettiva dal quale guardiamo ciò che ci circonda. Un fuoco che infiamma la vita e la rende capace di fare cose che non avresti mai pensato.

Un fuoco che divide il nostro tempo tra un tempo morto e uno nel quale ogni cosa ha valore; nel quale tutto è importante; nel quale anche un filo d’erba merita attenzione e riguardo.

Un fuoco che ci mostra sempre controcorrente e sempre pronti a combattere la buona battaglia.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Vangelo di domenica 18 agosto 2019

Lc 12,49-53
  Non sono venuto a portare pace sulla terra, ma divisione.

                           Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

   Parola del Signore

Semplici

I bambini sono il segno della purezza, di quella innocenza che noi adulti abbiamo perduto … Gesù, invece, privilegia i bambini, privilegia i semplici, accoglie chi, senza pregiudizi, lo cerca per “stare” con Lui.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Vangelo del 17 agosto 2019

Mt 19,13-15
Non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli.

                       Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù però disse: «Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli».
E, dopo avere imposto loro le mani, andò via di là.

Parola del Signore

Durezza di cuore

Avere il cuore duro ci impedisce di perdonare gli altri e anche noi stessi. E’ un principio che vale sempre nella vita e anche nel caso dell’episodio del vangelo di oggi. Per la durezza del nostro cuore, infatti, anche Dio è stato “costretto” a permettere che l’uomo potesse ripudiare la moglie: “all’inizio però non fu così”. Questo ci comunica il vangelo di Matteo di oggi. Ma non basta … Gesù ci dice che con il matrimonio l’uomo è la donna diventano “una carne sola”. … crediamo che queste indicazioni di Gesù siano davvero fondamentali nella costruzione di una famiglia che, a nostro parere, resta davvero la cellula fondamentale della società. Alcuni o molti non saranno d’accordo. Liberi di farlo ma noi condividendo questi nostri pensieri sull’argomento esprimiamo il nostro voler continuare a camminare con ostinazione controcorrente consapevoli che il mondo va in altra direzione. Pur essendo, probabilmente, minoranza pensiamo che sia importantissimo, oggi, avere il coraggio di esprimere questa convinzione. Non facciamoci rubare la speranza di essere e vivere da cristiani.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Vangelo del 16 agosto 2019

Mt 19,3-12
Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così.

                       Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

Parola del Signore

La via dell’umiltà

A noi sembra che il tratto distintivo di questa “festa” sia l’esaltazione della virtù dell’umiltà. Maria è umile, semplice, discreta e molto attenta agli altri. La festa di oggi deve aiutarci a lasciare l’attenzione su noi stessi e a concentrare l’ascolto su Dio e gli altri. È una strada controcorrente, certamente poco praticata e per niente cercata. Il cristiano, invece, deve assumerla come stile di vita. Camminando su questa via siamo chiamati ad esaltare gli altri, ad offrire il nostro servizio. A volte non saremo compresi, spesso derisi o peggio osteggiati. Non importa. Questa è la via che ci suggerisce Maria che con semplicità e tanto coraggio ci invita e ci spinge ad imitarla. 💕

Franca e Vincenzo, osb-cam

Vangelo del 15 agosto 2019

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 1,39-56

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse: «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l’umiltà della sua serva. D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente e Santo è il suo nome; di generazione in generazione la sua misericordia per quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto ai nostri padri, per Abramo e la sua discendenza, per sempre». Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Parola del Signore