Il coraggio di morire

Il morire del chicco di grano è la via per seguire Gesù è la via per offrire una testimonianza credibile. Si tratta di abbracciare la croce e accogliere gli eventi della vita con umile silenzio. Accanto a questi ci sono poi ulteriori segni che si aggiungono e che vanno accolti con pazienza. Si tratta spesso della diffidenza degli altri, del loro rifiuto, dell’esclusione o emarginazione che ci viene riservata in molte situazioni e ambienti alcuni dei quali, invece, dovrebbero esprimere tutt’altro. Questi segni concomitanti sono, probabilmente, i fatti evidenti che accreditano una predilezione speciale da parte del Signore che chiama ad onorarlo e lodarlo.
In questo “strano” gioco della vita i diaconi, servi del Signore, sono chiamati a non reagire, ad accettare e a proseguire il cammino della vita certi che tutto questo sia ciò che il Signore invita a vivere per testimoniare fedeltà e amore a Lui, infinito bene. Il mondo non comprenderà, il mondo si farà persecutore, il mondo ti metterà sulla graticola (come la tradizione racconta di San Lorenzo) ma nonostante ciò o, meglio, proprio grazie a questa Grazia, viene offerta l’opportunità di conquistare la santità nascosta che il Signore gradisce. Coraggio. 💕

Franca e Vincenzo, osb-cam

Vangelo

Se il chicco di grano muore, produce molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 12,24-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».

Parola del Signore

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