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Non giudicare

L’Abate Giuseppe chiese all’Abate Pastor: Dimmi come posso diventare monaco. L’anziano rispose: Se vuoi riposare in pace in questa vita e anche nell’altra, ogni volta che hai un conflitto con un altro di’: Chi sono io? e non giudicare nessuno.

La saggezza del deserto: ” Detti dei Padri” scelti per gli amici dell’eremo di famiglia camaldolese Aquila e Priscilla.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Canestri e carità

Uno degli anziani aveva finito di fabbricare i suoi canestri e aveva già messo i manici quando udì il suo vicino dire: Che fare? Il mercato sta per cominciare e non ho niente con cui fare i manici per i miei canestri. Immediatamente l’anziano tolse i suoi manici e li diede al fratello con queste parole: Ecco, questi non mi servono; prendili e mettili sui tuoi canestri. Nella sua grande carità egli vide che il lavoro del fratello era finito mentre il suo era rimasto incompleto.

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Franca e Vincenzo, osb-cam

Onori in cielo

Uno dei santi Padri disse ai monaci che gli chiedevano conto della rinuncia: Figli miei, dovremmo odiare ogni riposo in questa vita e odiare anche i piaceri del corpo e le gioie del ventre. Non cerchiamo onore dagli uomini: così nostro Signore Gesù Cristo ci darà onori in cielo, riposo nella vita eterna e gioia grande con i Suoi angeli.

La saggezza del deserto: “Detti dei Padri” scelti per gli amici dell’eremo

Franca e Vincenzo, osb-cam

Diventare pietra

L’Abate Antonio impartiva all’Abate Ammone questo insegnamento: Devi fare sempre più progressi nel timore di Dio. E portandolo fuori dalla cella gli mostrò un sasso dicendo: Va’ a insultare quel sasso e battilo senza sosta. Quando l’Abate Ammone ebbe fatto ciò che gli era stato comandato, sant’Antonio gli chiese se il sasso avesse risposto. Ammone rispose di no. Allora l’Abate Antonio disse: Anche tu devi arrivare a non offenderti più di niente.

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Franca e Vincenzo, osb-cam

Nelle mani di Dio

L’inizio della Quaresima è un invito potente a mettere tutto nelle mani di Dio. Non è il segno di un ripiegamento o una forma di rassegnazione ma ci sembra, invece, il segno di un cammino nuovo attraverso il quale comunichiamo, con umiltà, di aver bisogno di Lui. E’ il segno che confidiamo in Lui nella convinzione che è solo da Dio che possiamo trarre forza e coraggio per affrontare la vita.

Credere che siamo nelle “mani di Dio” è perciò qualcosa di decisivo perché incoraggia la “missione” che ci è stata affidata; perché sarà Lui a guidarci; perché sarà Lui a proteggerci; perché Lui ci benedice.

Sappiamo che chi è nelle mani di Dio e tale si sente in ogni circostanza ha maggiore forza, più sicurezza e più coraggio. Sapere di essere nelle Sue mani ci da pace, ci toglie la tristezza e finalmente ci aiuta a comprendere tante cose della vita che non avevamo mai preso in considerazione.

L’invito è quello di vivere la Quaresima che sta per iniziare come un viaggio nel profondo del nostro essere cercando di gustare ogni attimo come se fosse l’ultimo.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Donare è bello

C’era un anziano che, se qualcuno diceva cose malvage su di lui, andava di persona a offrirgli doni, quando costui abitava vicino. Se invece abitava a una certa distanza, gli mandava doni tramite un altro.

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Franca e Vincenzo, osb-cam

Il maestro e il discepolo

Un anziano aveva un discepolo di provata virtù, ma un giorno, essendo di cattivo umore, lo cacciò fuori. Il discepolo aspettava seduto fuori. Aprendogli la porta il vecchio lo trovò e gli chiese perdono, dicendo: Sei tu il padre mio poiché la tua umiltà e la tua pazienza hanno vinto la meschinità del mio cuore. Entra: d’ora innanzi tu sei l’anziano e il padre, io invece il giovane e il discepolo perché con il tuo comportamento ti sei mostrato superiore alla mia vecchiaia.

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Franca e Vincenzo, osb-cam

Uomo di Dio

Un giorno alcuni ladri andarono al monastero da un anziano e gli dissero: Siamo venuti a prendere tutto ciò che sta nella tua cella. Ed egli rispose: Prendete ciò che vi pare, o figlioli. Allora presero tutto quel che trovarono nella cella e se ne andarono. Tuttavia dimenticarono un piccolo altare, che era nascosto nella cella. Il vecchio, prendendolo, rincorse i ladri gridando e dicendo: Figlioli, prendete ciò che avete dimenticato. Ed essi, ammirando la tolleranza del vecchio, riportarono tutto nella sua cella e si pentirono, dicendosi l’un l’altro: Costui è veramente un uomo di Dio.

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Battaglie

L’Abate Pastor raccontò che l’Abate Giovanni il Nano aveva pregato il Signore e il Signore lo aveva liberato da tutte le sue passioni; fu così che egli divenne impassibile. In questa condizione andò da uno degli anziani e disse: Al tuo cospetto vedi un uomo che è completamente in pace e non ha più tentazioni. L’anziano disse: Va’ e prega il Signore di suscitare in te qualche battaglia che ti sproni, perché l’anima matura solo attraverso le battaglie.

E quando le tentazioni ripresero egli non pregò di essere liberato dai conflitti, ma disse solo. Signore, dammi la forza di superarli.

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Tentazioni

Nella parte più meridionale dell’Egitto c’era un eremita famosissimo, perché viveva in un luogo deserto come unico membro della comunità. Ed ecco che, per opera di Satana, una donna di malaffare, sentendo parlare di lui, prese a dire ai giovani: Cosa mi darete se faccio desistere dai suoi propositi questo vostro eremita? Quelli stabilirono di darle una somma di denaro. Uscita di sera, come se si fosse persa, giunse alla cella dell’eremita; e poiché picchiava alla porta della cella, egli uscì; al vederla fu turbato e disse: Come sei arrivata fin qui? Ella con tono supplicante disse: Sono arrivata qui perché mi sono persa. Egli, mosso a pietà nel profondo, la fece entrare per il piccolo ingresso della cella ed entrò egli stesso nella parte più interna, chiudendo la porta. Ma ecco che la disgraziata si mise a gridare, dicendo: Padre, qui le bestie feroci mi divoreranno. Egli fu nuovamente turbato e temendo il giudizio di Dio diceva: Da dove mi viene questo turbamento? Aprendo la porta, la fece entrare. Allora il diavolo cominciò a stimolare come con delle frecce il cuore di lui nei confronti di lei. Ma egli, resosi conto che erano i pungoli del diavolo, si diceva: Le vie del nemico sono tenebra [Sal 35, 6] mentre il figlio di Dio è luce. Dunque alzandosi accese la lucerna. E poiché ardeva di desiderio, diceva: Chi fa questo, va nel tormento [Gal 5, 10]. Metti dunque alla prova te stesso, verificando se puoi sopportare il fuoco eterno. E metteva un dito sulla lucerna. Ma una volta che il dito aveva preso fuoco e bruciava, egli non se ne accorgeva, perché troppo forte era il fuoco del desiderio carnale. Facendo così fino al mattino, si bruciò tutte le dita. Quella disgraziata, avendo visto ciò che egli faceva, fu quasi pietrificata dalla paura. Al mattino i giovani recandosi dal monaco dicevano: E’ venuta una donna ieri sera tardi? Ma quello rispose: Sì, ecco dove dorme. Entrando la trovarono morta. E dissero: Padre, è morta. Allora egli, scostando il mantello che indossava, mostrò loro le mani dicendo: Ecco ciò che mi ha fatto questa figlia del demonio, ha distrutto tutte le mie dita. Narrando loro l’accaduto disse: Sta scritto: non ricambiare il male con il male [1 Tes 5, 15; 1 Pt 3, 9]. E pregando, la risuscitò. Ed ella, convertitasi, trascorse nella castità il resto della sua vita.

La saggezza del deserto: “Detti dei Padri” scelti per gli Amici dell’eremo di famiglia camaldolese Aquila e Priscilla.

Franca e Vincenzo, osb-cam