Tutti “operai” gia’ da subito

“Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!”.

Moisson

Sono pochi gli operai e ci chiediamo chi sono, da dove vengono e cosa devono fare? È Gesù stesso a dirci che sono pochi e che dobbiamo pregare perché il loro numero aumenti. Spesso ci siamo chiesti se questi operai sono i preti, le monache, i consacrati, le suore, i frati ecc. e abbiamo risposto: ” si ma non solo”. Tutti i cristiani, infatti, sono chiamati a vivere la buona notizia nel quotidiano portando il vangelo nella vita. Allora chi sono gli operai che Gesù chiama e vorrebbe inviare? Semplicemente diciamo che tutti noi siamo chiamati a farci operai e lo siamo davvero  quando abbiamo il coraggio di farci testimoni di Gesù, quando parliamo come Lui, quando facciamo i suoi gesti, quando abbracciamo chi è solo, malato, povero … quando ci chiniamo sulle ferite dell’altro, quando accarezziamo un bambino, quando stiamo accanto ad un anziano per ore ed ore ascoltando le sue storie, … Ora possiamo capire perché Gesù dice che gli operai sono pochi.

Ci chiediamo anche che volto hanno i pochi rimasti. Oggi gli operai hanno il volto di mille colori, vengono dalle “72 nazioni del mondo” e possono  abitare sul pianerottolo di fronte al nostro, nella strada accanto alla nostra ma noi siamo incapaci di riconoscerli. Forse apparteniamo al gruppo di persone che li vorrebbe  bianchi, vestiti per bene, puliti, ordinati e pronti ad arricchire coreograficamente le nostre chiese senz’anima …

Vogliamo allora rilanciare nel cuore di ognuno la consapevolezza e la necessità di desiderare di farsi operaio nel quotidiano, segno vivo del Cristo servo, espressione autentica dell’amore che si fa gesto, parola, segno.

Gli operai siamo tutti noi, lo sono le famiglie, lo sono gli sposi chiamati ad essere “profeti nell’ordinario”, … allora la preghiera che dobbiamo elevare è per dire a Gesù : “eccomi, da stamattina manda me, sono pronto ad andare … vado già “.

Buona missione.

Franca e Vincenzo

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