Com-passione

Ci è capitato di leggere una preghiera (che riportiamo qui sotto) nella quale un Padre della Chiesa Armena, Nerses Snorhali, ci racconta con grande forza la compassione ricevuta e con la quale condivide l’emozione per l’amore che Cristo ha avuto per lui (per noi in qualche momento della sua/nostra vita e, forse, anche in questo momento e della quale, a volte, nemmeno ci accorgiamo). La preghiera ci ha molto colpito e, letta nel contesto del vangelo di questa mattina Luca 10, 25-37 (la parabola del samaritano), ci aiuta a rispondere alla domanda: “Chi è il prossimo?”.

Franca e Vincenzo, osb-cam

TU HAI AVUTO COMPASSIONE DI ME
(Nerses Snorhali, padre della chiesa armena)

“Mentre percorrevo le strade del mondo
sono caduto nelle mani dei briganti.

Mi hanno spogliato della luce
mi hanno strappato l’innocenza:
le piaghe dei miei peccati bruciano
le mie colpe mi opprimono.

Molti sono passati accanto a me
e sono andati oltre:
hanno visto le mie ferite
ma non mi hanno curato.

Ma tu, Signore Gesù
tu che sei stato chiamato ‘samaritano’ (cf. Gv 8,48)
tu passando accanto mi hai guardato
e hai avuto compassione di me.

Ti prego, mio Signore:
versa sulle mie ferite olio e vino
versa l’olio dell’unzione, lo Spirito santo
donami la coppa del vino della Nuova Alleanza.

Portami con te sulla cavalcatura della croce
conducimi all’albergo, la tua chiesa
dona la parola dell’Antico e del Nuovo Testamento
e io sarò guarito e vivrò!

Tu sei stato accanto a me, Signore
ti sei fatto mio prossimo:
fa che io sappia farmi prossimo all’altro
e sappia aver compassione di chi è nel bisogno”.

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