Toccare la luce

Gesù è la nostra Luce. Eppure c’è chi sceglie le tenebre. Sono le persone che rifiutano il bene e il bello. È evidente, inoltre, che occorre rifiutare le zone di ombra. Queste sono le aree di vita che danno fastidio e che, in molti casi, sono l’anticamera del male.

Accogliere la Luce, aprire il cuore a Cristo è l’unica vera possibilità di praticare una vita nella verità. Una vita, insomma, piena di opere ispirate da Dio. Opere che illuminano l’esistenza.

È nel fare che scopriamo e tocchiamo la luce e, quindi, abitiamo la vita. Ed è in questo fare che, quindi, si deve esprime la quotidianità dell’esistenza chiamata ad abitare l’ordinario.

Tutto questo è possibile e ci impegna ogni giorno e ogni istante del singolo giorno a prendere decisioni che vengono dall’alto. Il Signore ci guiderà se noi gli permetteremo di farlo.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

   Parola del Signore

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