Geremia, attenti al cuore

Buongiorno. La prima lettura di oggi, è tratta dal libro di Geremia e nella nostra Comunità parrocchiale c’è un Geremia che oggi festeggia il compleanno. Questa occasione ci ha spinto a condividere qualche parola su questo passo dell’Antico Testamento.

“Oggi Geremia ci invita a scrutare i nostri cuori. Il ricco non è nessuno non ha un nome perché vive senza accorgersi di vivere. L’immagine dei due alberi di cui ci parla il testo di Geremia, potrebbe illustrare bene la vita dell’uomo ricco. La sua vita è stata come quella di un albero piantato nella steppa, in luoghi aridi, perché si è appoggiato unicamente su se stesso e ha posto nella carne, cioè nelle sole sue forze il suo sostegno: egli ha guardato solo se stesso. Preghiamo perché la Parola che ascoltiamo ogni giorno ci aiuti a farci attenti alla nostra vita e a riconoscere nel Signore, che scruta la mente e saggia i cuori, il nostro sostegno, a porre in lui la nostra fiducia, per essere come alberi piantati lungo l’acqua, che nel tempo opportuno portano frutto”. Matteo Ferrari, monaco benedettino camaldolese

Dal libro del profeta Geremìa
Ger 17,5-10

Così dice il Signore:
«Maledetto l’uomo che confida nell’uomo,
e pone nella carne il suo sostegno,
allontanando il suo cuore dal Signore.
Sarà come un tamerisco nella steppa;
non vedrà venire il bene,
dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

Benedetto l’uomo che confida nel Signore
e il Signore è la sua fiducia.
È come un albero piantato lungo un corso d’acqua,
verso la corrente stende le radici;
non teme quando viene il caldo,
le sue foglie rimangono verdi,
nell’anno della siccità non si dà pena,
non smette di produrre frutti.
Niente è più infido del cuore
e difficilmente guarisce!
Chi lo può conoscere?
Io, il Signore, scruto la mente
e saggio i cuori,
per dare a ciascuno secondo la sua condotta,
secondo il frutto delle sue azioni».

Parola di Dio.

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