Il ladro non viene se non per rubare

Gv 10, 1-10 

Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «In verità, in verità io vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. Il guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando ha spinto fuori tutte le sue pecore, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché conoscono la sua voce. Un estraneo invece non lo seguiranno, ma fuggiranno via da lui, perché non conoscono la voce degli estranei».
Gesù disse loro questa similitudine, ma essi non capirono di che cosa parlava loro.
Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità io vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

Parola del Signore

In un mondo saturo di rumore, dove algoritmi e notifiche gridano per catturare la nostra attenzione, l’immagine del Buon Pastore in Giovanni 10, 1-10 emerge come un miraggio di pace. Immagino una soglia baciata dal sole, un varco non fatto di muri, ma di pura accoglienza: Gesù non è un recinto che isola, ma la Porta che si spalanca su orizzonti di libertà.

​C’è qualcosa di profondamente poetico nel sussurro che chiama per nome. Mentre oggi spesso siamo ridotti a dati, profili o numeri di serie, qui risuona una voce che ci riconosce nell’intimo, capace di distinguere il battito del nostro cuore nel caos della folla. È l’antidoto perfetto alla solitudine digitale e all’ansia di dover sempre “apparire” per esistere.

​Seguire quella scia non significa perdersi, ma finalmente trovarsi, camminando verso pascoli dove l’erba è ancora rugiada e il respiro si fa largo. È l’invito a disertare i sentieri dei “ladri e briganti” moderni — i venditori di paure e i mercanti di sogni vuoti — per abbracciare quella vita in abbondanza che non si misura in possesso, ma in intensità di luce. Un invito, oggi più che mai, a tornare a casa, dentro noi stessi.

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

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