Signore, insegnaci a pregare.

Dal Vangelo secondo Luca 11,1-4

Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli».
Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite:
Padre,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno;
dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,
e perdona a noi i nostri peccati,
anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,
e non abbandonarci alla tentazione».
Parola del Signore

In un silenzio di brace che sa d’aurora, un respiro d’argilla si volge al cielo, mentre il Maestro sfiora la polvere della terra. «Signore, insegnaci a pregare» — sillaba il cuore fragile, cercando una voce che non sappia di freddo. E Lui apre i palmi, offrendo un nido di parole: «Padre», un nome che sa di casa e di latte, un sussurro che scalda le labbra e le rende leggere. Che il tuo nome sia custodito come gemma rara, e il tuo Regno scenda a pioggia sui nostri sentieri stanchi, pane vivo donato giorno per giorno per non smarrire il cammino. Insegnaci a perdonare come il mare che accoglie i relitti, a non soccombere alla prova quando il buio si fa fitto, e liberaci dal male che stringe i polsi della speranza. Preghiera fatta carne, sospiro che attraversa i secoli, chiarezza limpida che fa fiorire il deserto.

Franca e Vincenzo, oblati camaldoledi ❤️

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