Dal Vangelo secondo Luca 11,38-41
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Parola del Signore
Un fariseo invita Gesù a pranzo, e Gesù si siede senza lavarsi le mani. Sembra un gesto distratto, e invece è una domanda lanciata sulla tavola.
Ci accorgiamo subito di quanto brilla una coppa, di quanto è lucido il piatto, ma chi guarda dentro? Chi assaggia davvero il fondo?
Sogno una casa dove le porte si aprono più dei rubinetti. Dove la purezza non è un’acqua che scorre sulle dita, ma una mano che si apre e lascia andare.
«Date in elemosina quello che c’è dentro», dice Lui,
e all’improvviso tutto si ribalta: il tesoro non si custodisce, si dona.
Il cuore diventa una coppa che trabocca invece di splendere, e ogni moneta data, ogni pane diviso, ogni sguardo restituito lava più a fondo di mille abluzioni.
Allora, ecco, tutto è puro: la tavola, il pane, perfino chi siede accanto a noi. Perché la luce non è mai nella superficie, ma in ciò che sappiamo regalare.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️