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L’uomo con il cappello a cilindro

L’uomo con il cappello a cilindro indossa spesso un papillon sulla camicia bianca. Giacca scura, scarpe nere e pantalone all’inglese. È un uomo d’altri tempi, un gentile uomo di provincia con l’animo sensibile, lo sguardo penetrante e una certa intelligenza che gli permette di “vedere” oltre certe apparenze.

Vestito cosi, nessuno lo ha mai visto, eppure lui non se ne cura e, nel silenzio, attraversa strade, piazze e antichi vicoli alla continua ricerca di qualcosa di “misterioso” che solo lui sa.

I suoi passi a volte lenti e in altre occasioni più veloci non sono quasi mai distratti e scruta ogni cosa … anche il lento movimento di una tendina spostata dalla incuriosita padrona di casa che si affaccia cercando di non farsi notare. No, nemmeno lei sfugge alla “distratta” (si fa per dire) attenzione dell’uomo con il cappello a cilindro e il papillon.

Se tu, vorresti sapere perché veste in questo modo cosi curioso in questo tempo che ha varcato il secondo millennio nemmeno lui lo sa dire, eppure, senza cilindro e senza papillon non esce mai. Le uniche eccezioni se le permette in alcuni giorni in estate, quando anche il cuore sembra andare in vacanza. Ma sono giorni davvero rari.

Per lui indossare il cappello a cilindro è come la sua stessa pelle. Non è un di più. No, è l’essenza stessa del suo carattere dolce, gentile, premuroso, facile alla commozione e generoso. La maggior parte degli altri non lo sa che lui è così e ognuno se lo dipinge secondo impressioni e sensazioni sue proprie. L’uomo con il cappello a cilindro e il papillon lo sa, sembra che non se ne importi ma lui, invece, ne soffre e vorrebbe tanto dire che la loro opinione è sbagliata ma non riesce a farlo e se qualche volta ha tentato ha solo registrato un misero fallimento. Ora ha quasi del tutto rinunciato all’impresa e si è rifugiato in un silenzio certe volte davvero impenetrabile. Ogni tanto scrive qualche verso che non proclama mai a nessuno.

 

Fare silenzio e immaginare il dopo

Cari amici ci prepariamo a vivere un tempo straordinario, il tempo  della grande attesa che ha cambiato la storia del mondo. Dopo domenica 26 novembre, Cristo Re dell’Universo,(ultima domenica dell’anno liturgico),  entreremo tutti in un tempo di attesa che sarà scandito, per noi,  dal ritmo del silenzio. Parole e pensieri continueranno a viaggiare solo da cuore a cuore e solo attraverso il pensiero e la preghiera. Avremo solo quattro luci della Parola, una per  ogni domenica che precede il Natale. Saranno le uniche quattro condivisioni della Parola pregata e contemplata.

Vivremo un viaggio della memoria in attesa di accogliere la Grande Speranza del mondo, quel Dio bambino che è potenza capace di scolpire con il vento del suo Spirito, le rocce del nostro cuore e aprirlo all’incontro reale dell’Altro per fare Festa subito e oltrepassare la notte buia. Sarà un viaggio abitato dal Grande Silenzio in attesa del mistero che ogni giorno vuole trasformare questo presente in un presente pieno della Luce infinita dell’Amore.

Buon viaggio

Franca e Vincenzo oblati osb-cam