Archivi categoria: Vita all’eremo

L’ esperienza dell’eremo approda a Fermo

Domenica 12 febbraio saremo ospiti alla Festa diocesana dei fidanzati e della famiglia di Fermo. Porteremo una semplice testimonianza su come ogni famiglia, nella semplicità della vita quotidiana, può cercare di essere una piccola luce, una piccola Chiesa. Proveremo a dire anche qualche parola sulla Regola nata nel solco del monachesimo benedettino – camaldolese.

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Il silenzio, il monaco e il mondo.

Il silenzio permette di vivere viaggi che suscitano grande emozione. In questo andare puoi vedere tante cose, incontrare mondi e realtà che non hai mai conosciuto, scoprire cose di te che non immaginavi … L’eremo offre questa possibilità. Se vuoi siamo qui. Intanto condividiamo una piccola storia…

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La storia di un novizio

Un  novizio volle un giorno rinunciare al mondo. Disse all’anziano: “Voglio diventare monaco”. L’anziano rispose: ” Non ce la farai”. L’altro disse: “Ce la farò”. L’anziano disse: “Se realmente lo vuoi, va’, rinuncia al mondo, poi vieni ad abitare nella tua cella. Egli se ne andò, donò ciò che possedeva, tenne per sé cento monete e tornò dall’anziano. L’anziano gli disse: « Va’ ad abitare nella tua cella ». Andò ad abitarvi. Mentre era là i suoi pensieri gli dissero: « La porta è vecchia e deve essere sostituita ». Andò dunque a dire all’anziano: «I miei pensieri mi dicono: La porta è vecchia e deve essere sostituita ». L’anziano gli rispose: « Tu non hai ancora rinunciato al mondo; va’, rinuncia al mondo, e poi abita qui». Se ne andò, donò novanta monete, ne tenne dieci e disse all’anziano: « Ecco, ho rinunciato al mondo ». L’anziano gli disse: « Va’, abita nella tua cella ». Andò ad abitarvi. Mentre era là i suoi pensieri gli dissero: «Il tetto è vecchio e deve essere rifatto ». Andò dall’anziano: « I miei pensieri mi dicono: Il tetto è vecchio e deve essere rifatto ». L’anziano gli disse: « Va’, rinuncia al mondo ». Il fratello se ne andò, donò le dieci monete e tornò dall’anziano: « Ecco che ho rinunciato al mondo ». Mentre era nella sua cella i suoi pensieri gli dissero:«Ecco, tutto è vecchio, verrà il leone e mi mangerà ». Espose i suoi pensieri all’anziano che gli disse: « Vorrei che tutto cadesse su di me e che il leone venisse a mangiarmi, per essere liberato dalla vita. Va’, dimora nella tua cella e prega Dio ».

Dormizione e Assunzione Santa Madre di Dio

Nel dichiarare il dogma dell’Assunzione di Maria, nel 1950, Papa Pio XII non volle chiarire se la Vergine morì e risuscitò subito dopo oppure se andò direttamente in Cielo senza passare per il momento della morte. Oggi, come nei primi secoli della Chiesa, la maggior parte dei teologi pensano che anche Lei sia morta, ma che –come Cristo– la sua morte non fu un tributo al peccato – era l’Immacolata! –, ma avvenne perché somigliasse completamente a Gesù.

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Venite in disparte e riposatevi un po’

Oggi partiamo per vivere i nostri annuali esercizi spirituali. La nostra meta è un piccolo monastero nelle Marche. Si tratta del Monastero camaldolese di Valledacqua dove una piccolissima comunità di monache camaldolesi prega e accoglie.

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Vivremo cosi qualche giorno di silenzio, di meditazione e di preghiera insieme a suor Anamaria (spagnola) e suor Barbara (polacca) e porteremo nel cuore tutti gli amici dell’eremo ed in particolare un’amica che proprio in questi giorni sarà sottoposta ad un delicatissimo intervento chirurgico. Questi giorni, perciò, saranno l’occasione per pregare per tutti voi e in maniera forte per chi è toccato dalla malattia, dal dolore e dalla sofferenza. Vi chiediamo di unire anche le vostre preghiere alle nostre deponendo ai piedi del Signore queste vite … Vi abbracciamo tutti.

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L’Eremo a servizio della Parola.

La preghiera del cuore genera spazi di condivisione; gli sguardi che si incrociano come quelli degli innamorati; le mani che si stringono e i silenzi che raccontano una comunione ideale profonda. Questo e l’esperienza del nostro piccolo eremo, un porto sulle colline di San Martino (a Castelforte), un luogo di accoglienza dello Spirito, un piccolo segno dell’amore di Dio che è stato capace di suggerire sogni e desideri nei nostri cuori.

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