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La lotta per la liberazione

_La liberazione del popolo ha sempre un prezzo e si ottiene dopo una lunga lotta che vede lo scontro tra il bene e il male, la luce e le tenebre, Dio e il potere, Mosè e il faraone._ 🌸💫

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

 

Inizia la guerra tra Dio e il potere, tra Mosè e il faraone … 🌸💫 Esodo 7, 8-13
(Testo CEI2008)

7, 1 Il Signore disse a Mosè: «Vedi, io ti ho posto a far le veci di Dio di fronte al faraone: Aronne, tuo fratello, sarà il tuo profeta. 2Tu gli dirai quanto io ti ordinerò: Aronne, tuo fratello, parlerà al faraone perché lasci partire gli Israeliti dalla sua terra. 3Ma io indurirò il cuore del faraone e moltiplicherò i miei segni e i miei prodigi nella terra d’Egitto.4Il faraone non vi ascolterà e io leverò la mano contro l’Egitto, e farò uscire dalla terra d’Egitto le mie schiere, il mio popolo, gli Israeliti, per mezzo di grandi castighi. 5Allora gli Egiziani sapranno che io sono il Signore, quando stenderò la mano contro l’Egitto e farò uscire di mezzo a loro gli Israeliti!».
6Mosè e Aronne eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato; così fecero.7Mosè aveva ottant’anni e Aronne ottantatré, quando parlarono al faraone.
8Il Signore disse a Mosè e ad Aronne:9«Quando il faraone vi chiederà di fare un prodigio a vostro sostegno, tu dirai ad Aronne: «Prendi il tuo bastone e gettalo davanti al faraone e diventerà un serpente!»». 10Mosè e Aronne si recarono dunque dal faraone ed eseguirono quanto il Signore aveva loro comandato: Aronne gettò il suo bastone davanti al faraone e ai suoi ministri ed esso divenne un serpente. 11A sua volta il faraone convocò i sapienti e gli incantatori, e anche i maghi dell’Egitto, con i loro sortilegi, operarono la stessa cosa.12Ciascuno gettò il suo bastone e i bastoni divennero serpenti. Ma il bastone di Aronne inghiottì i loro bastoni. 13Però il cuore del faraone si ostinò e non diede loro ascolto, secondo quanto aveva detto il Signore.

Dalla schiavitu’ alla liberazione

Per la prima volta si parla della terra promessa. Dio per liberare il suo popolo che soffre si serve di Mosè, si serve degli uomini e la salvezza passa attraverso l’obbedienza di chi Dio ha scelto come suo strumento.

Mosè si preoccupa per questa chiamata, vorrebbe forse sfuggire ma Dio gli assicura che sarà con lui. Mosè è incastrato, noi siamo incastrati …

Mosè riceve il compito di far uscire il popolo di Dio dalla situazione di schiavitù per essere condotto nella terra promessa e servire il Signore.

Siamo chiamati ad uscire dalle nostre schiavitù e prendere la via del servizio …

Abbiamo la forza e il coraggio di farci servi?

E cosa significa essere servi?

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Esodo 3, 7-12

7Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. 8Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l’Ittita, l’Amorreo, il Perizzita, l’Eveo, il Gebuseo. 9Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. 10Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!». 11Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». 12Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».

Martiri per amore

Senza tempo,
per questo tempo,
per ogni tempo,
per te,
per me.

La Parola
evoca, annuncia e segna.

Il suo unico padrone è il vero,
taglia l’aria, divide, separa,
provoca e inquieta.

Se, davvero, la segui
non temere …
lo Spirito ti guiderà,
non sarai mai solo,
i potenti non prevarranno.

La forza dell’amore vincerà
ogni meschinità,
ogni inganno,
ogni invidia,
ogni falsa accusa.

Nessun odio ti potrà colpire,
nessuna pena potrà abbatterti ,
lo Spirito ti suggerirà pensieri,
parole e gesti.

Nessun martirio ti piegherà,
nessuna pena potrà abbatterti,
il Vento ti sospingera’ oltre,
ti solleverà alto nel cielo.

La salvezza sarà la tua ricompensa,
ogni falsità scoperta,
ogni odio vinto,
ogni rancore represso,
ogni viltà denudata.

Non aver paura, il bene vincerà,
ogni male sarà sconfitto.
Credi all’amore e ama,
ama e fa ciò che vuoi.

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

Mt 10,17-22

Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.
Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato».

Parola del Signore

Eccomi …

Dio chiede,
Maria risponde.
Dio parla nel nostro cuore,
e noi non possiamo restare indifferenti.

Dio ci vede e ci sceglie (tutti)
con tenerezza e con messaggi,
suscita emozioni e lancia segni,
perché conta su di noi.

Dio aspetta che noi, come Maria,
in piena libertà,
offriamo la nostra disponibilità
e concretamente diciamo “Eccomi”.

Maria aiutaci a dire:
«Ecco il/la servo/a del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

Franca e Vincenzo oblati osb-cam

+ Dal Vangelo secondo Luca

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Parola del Signore

In cammino verso la nostra Gerusalemme

Ogni cammino ha una meta, ogni andare è il tentativo di raggiungere un luogo. Ogni uomo, infatti, cammina consapevole della direzione e sapendo perfettamente dove sta andando. L’uomo perciò cammina deciso verso il punto d’arrivo stabilito. Ed è quello che fa Gesù decidendo di andare a Gerusalemme dove sa bene che troverà la morte. Si arrabbia perfino con i suoi discepoli quando vorrebbero reagire a chi non lo accoglie lungo la via.

Imitare Gesù, quindi significa avere la consapevolezza e la determinazione di andare verso la nostra Gerusalemme. Andare sapendo che li troveremo la morte. Non è per niente facile fare questa scelta ma è l’unica possibilità che abbiamo per fare ciò che ha fatto il Signore.

Condividiamo con voi questa “gioia” e consapevoli del male che siamo chiamati ad accogliere abbiamo deciso di non fermare i nostri passi continuando a camminare verso la nostra Gerusalemme dove, di certo, troveremo la “morte” sperando, però, di ricevere la grazia di guadagnare la vita  eterna. Pronti a vivere il martirio  e i processi farsa; pronti ad accettare la  condanna con la pena  capitale, speriamo, però, quando tutto ciò che deve accadere accadrà, di essere in paradiso con Lui che conosce il cuore di ogni suo figlio.

Franca e Vincenzo osb-cam

 

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,51-56

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.

Parola del Signore

Diacono ontologicamente un altro Cristo servo

Condividiamo questa bellissima e molto significativa omelia di Mons. Moraglia, Patriarca di Venezia sulla figura del diacono. È una spiegazione di straordinario spessore che merita la nostra attenzione e anche di essere conosciuta in un tempo così particolare nel quale certi nuovismi rischiano, per davvero, di oscurare il cuore del Concilio.

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Servo ed escluso

In un paese lontano accadde questo: un giorno un servo di nome Nemo si presentò, come sempre, per prestare la sua opera ma il suo padrone restava in silenzio.

Il servo attendeva ma non riceveva ordini. Passarono i giorni, passarono i mesi … il servo non contava più il tempo. In fondo quando era più giovane lo avevano chiamato e lui aveva detto si. Ora pur potendo ancora svolgere un compito nessuno gli diceva più che fare anzi aveva anche sentito dire che la sua presenza non era per nulla gradita. Da chiamato a servire ora era diventato un escluso, un reietto, uno scarto, un anawin … E questo per lui era diventata, di fatto, una benedizione. In un primo momento non lo aveva capito ora, però, aveva imparato a vivere il suo essere servo servendo nel silenzio e nel buio. L’unica cosa che gli era rimasta era “fare” da campanello d’allarme: testimone quotidiano con una presenza che è di fatto denuncia con la speranza di scuotere le coscienze. Forse questo era il modo migliore per raccontare con la vita il suo essere servo.

Ed eccolo un testimone che sulla sua pelle vive l’esclusione

Segno dei tempi/diaconi a servizio

Un diacono e padre di famiglia è stato scelto per essere il nuovo economi della Cei. Un segno dei tempi per chi vuole e sa leggerli. Intanto ieri a Milano Papa Francesco rispondendo ad una domanda di un diacono ha detto: “Voi diaconi avete molto da dare, molto da dare. Pensiamo al valore del discernimento. All’interno del presbiterio, voi potete essere una voce autorevole per mostrare la tensione che c’è tra il dovere e il volere, le tensioni che si vivono all’interno della vita familiare – voi avete una suocera, per dire un esempio! –. Come pure le benedizioni che si vivono all’interno della vita familiare”.

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Il diacono “servo inutile”.

Il diacono «servo inutile»
La preziosità del ruolo liturgico del diacono è proporzionale alla sua fragilità: il fatto che i
gesti rituali propri del diacono possano essere tutti sostituiti dal prete, o da un fedele laico, ne fanno una figura non indispensabile. In questa fragilità è tuttavia possibile vedere il simbolo della condizione del vero servizio, che è sempre all’insegna dell’umiltà e della discrezione. A chi ragiona nella prospettiva della mera utilità pratica, il ministero del diacono apparirà inevitabilmente come una pericolosa clericalizzazione dei laici. Per chi ha compreso, invece, che se la Chiesa ha bisogno di diaconi, non è perché mancano i preti, ma perché sia più pienamente Chiesa, rimane il compito essenziale di un serio discernimento, perché la chiamata al
ministero poggi su un effettivo carisma di mediazione e di servizio, capace di adattarsi alle molteplici necessità della comunità.

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