L’amore del silenzio

Questo è il tempo del Silenzio. Fare silenzio è sempre più un’esigenza di questo tempo. Una necessità  che viene avvertita come indispensabile da un certo numero di persone sempre più  stanche del chiasso e del rumore che invade ogni momento della giornata.  Crediamo, infatti, che, nascosto dal rumore nel quale siamo immersi, il nostro Spirito stia cercando con avidità una dimensione di vita piena di silenzio, piena di possibilità e capacita di ascoltare la voce del  silenzio. Insomma dopo il rumore della modernità crediamo che si stia preparando un tempo di grande silenzio, di grande mistero, di grande comunicazione non verbale. Una comunicazione fatta di sguardi, di gesti, di parole solo appena sussurrate. Una comunicazione più vera e più autentica capace di toccare le corde dell’emozione e di guidare la vita su sentieri tanto intensi quanto coinvolgenti. Vediamo cosa suggerisce  San Benedetto nella sua Regola e se questa può aiutarci a recuperare la nostra umanità più profonda.

  1. Facciamo come dice il profeta: “Ho detto: Custodirò le mie vie per non peccare con la lingua; ho posto un freno sulla mia bocca, non ho parlato, mi sono umiliato e ho taciuto anche su cose buone”.
  2. Se con queste parole egli dimostra che per amore del silenzio bisogna rinunciare anche ai discorsi buoni, quanto più è necessario troncare quelli sconvenienti in vista della pena riserbata al peccato!
  3. Dunque l’importanza del silenzio è tale che persino ai discepoli perfetti bisogna concedere raramente il permesso di parlare, sia pure di argomenti buoni, santi ed edificanti, perché sta scritto:
  4. “Nelle molte parole non eviterai il peccato”
  5. e altrove: “Morte e vita sono in potere della lingua”.
  6. Se infatti parlare e insegnare é compito del maestro, il dovere del discepolo è di tacere e ascoltare.
  7. Quindi, se bisogna chiedere qualcosa al superiore, lo si faccia con grande umiltà e rispettosa sottomissione.
  8. Escludiamo poi sempre e dovunque la trivialità, le frivolezze e le buffonerie e non permettiamo assolutamente che il monaco apra la bocca per discorsi di questo genere.

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