La distribuzione del necessario

L’abate, che deve dare ai monaci il necessario, deve considerare le varie personalita`; non che deve fare preferenze (v.2), ma tener conto delle debolezze (v.3). Ancora una volta San Benedetto e` dalla parte dei piu` deboli: piu` che esigere molto o il massimo da tutta la comunita`, nella legislazione si parte dalla necessita` dei meno dotati. …

Nonostante le cosi` nobili e ragionevoli osservazioni, San Benedetto sa che i monaci rimangono uomini e, come tali, sono portati ad essere invidiosi. Per questo, a proposito della disuguale – pero` giusta! – distribuzione del necessario, cioe` delle cose in dotazione al singolo monaco, – cose quindi diverse e in misura diversa -, introduce una severa condanna del vizio della mormorazione. San Benedetto insistera` altrove  contro la mormorazione, “cancro delle comunita`”. Si notino le forti espressioni con l’accumulo di termini: “ante omnia” <soprattutto>; “pro qualiscumque causa” <per qualsiasi ragione>; “in aliquo qualicumque verbo vel significatione” <in qualsiasi parola o altro gesto>. Le rivendicazioni, il malcontento, l’acidita` nel monastero sono veramente l’antitesi della PAX che invece deve regnare. La carita` insomma, e solo la carita`, rende possibile “l’utopia” di avere tutto in comune, secondo il meraviglioso – e purtroppo di breve durata – esempio della prima Chiesa di Gerusalemme.

 

 

  1. “Si distribuiva a ciascuno proporzionatamente al bisogno”, si legge nella Scrittura.
  2. Con questo non intendiamo che si debbano fare preferenze – Dio ce ne liberi! – ma che si tenga conto delle eventuali debolezze;
  3. quindi chi ha meno necessità, ringrazi Dio senza amareggiarsi,
  4. mentre chi ha maggiori bisogni, si umili per la propria debolezza, invece di montarsi la testa per le attenzioni di cui è fatto oggetto
  5. e così tutti i membri della comunità staranno in pace.
  6. Soprattutto bisogna evitare che per qualsiasi motivo faccia la sua comparsa il male della mormorazione, sia pure attraverso una parola o un gesto.
  7. E, nel caso che se ne trovi colpevole qualcuno, sia punito con maggior rigore.

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