Un nuovo mondo è possibile

La Parola, oggi, ci invita a cercare i beni spirituali. Forse, in questo tempo di crisi, pieno di una miriade di incognite e punti interrogativi come non era mai capitato negli ultimi 70 anni Gesù ci invita a ricentrare l’attenzione sui beni eterni. Che sia questa la chiave di volta della nostra esistenza e dell’intera umanità? Per chi ha fede questo è davvero il tempo della prova. Da un lato l’abisso della morte e del disastro economico provocato dal covid19 che ha messo allo scoperto la fragilità sia del sistema sanitario che di quello socio economico, dall’altro la possibilità di rispondere a questa crisi (che non ha precedenti e che non si sa dove ci porterà), con criteri solidali e di comunione. Questa seconda possibilità di risposta, al momento, appare, però, più predicata che praticata. Forse l’invito di Gesù: “Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna” è la profezia che può davvero dare una svolta a ciò che l’umanità ha costruito finora. Saremo all’altezza della sfida? Quanto i ricchi e potenti (comprendendo in questo ambito tutti coloro che oggi vivono da agiati e con mille sicurezze) sono disposti a rinunciare per salvare dalle fame e dal fallimento chi da un momento all’altro può trovarsi in questa condizione? Ogni giorno che passa, ogni settimana che si aggiunge rafforza il punto di domanda e la risposta si fa più impellente ed urgente. Oggi, l’umanità ha la concreta possibilità di costruire, per davvero, un mondo nuovo. Se non lo farà alla morte dei colpiti da covid19 andranno ad aggiungersi quelli determinati dalla povertà che sarà il tratto più comune per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Un mondo nuovo è possibile. Non lasciamoci sfuggire l’occasione.

Franca e Vincenzo, osb-cam

Dal Vangelo secondo Giovanni

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.
Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».
Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

   Parola del Signore

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