Ma voi chi dite che io sia?

Chi è per noi Gesù? Dalla nostra risposta a questa domanda comprenderemo anche in che cosa noi crediamo. Per rispondere bene sarà necessario approfondirne la conoscenza. Non ci basterà cosa dicono gli altri (neanche le parole di persone autorevoli) ma ognuno di noi, personalmente, dovrà cercare di vedere, ascoltare, fare domande e, meglio ancora, vivere con Lui. Solo la frequentazione con una persona, infatti, ci aiuta a capirla e a rispondere bene a questa domanda. Non dobbiamo avere fretta di esprimerci. La prima possibilità che abbiamo è prendere tra le mani i Vangeli e leggerli lentamente, ascoltarli in profondità, e meditarli in silenzio. Molto importante sarà soffermarsi sulle parole di Gesù: chiudere gli occhi e restare a guardare cercando di immaginare la scena, puntare i nostri occhi sui volti, ascoltare le voci, respirare la polvere sollevata dai suoi sandali e ascoltare la Sua voce. Questo metodo ci fa entrare nell’ambiente in cui egli ha vissuto e vive e sarà facile ascoltare altre sue parole non scritte che Gesù sta dicendo a noi, dentro di noi e che solo noi possiamo ascoltare. A guidarci in questa conoscenza sarà il cuore e il cuore non sbaglia mai!

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 9,18-22
 
Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».
Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio».
Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno. «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Parola del Signore.

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