Chi è il mio prossimo?

Prendersi cura dell’altro. Avere cura del bene dell’altro. Gesù ci invita a compiere azioni di bene impegnandoci concretamente. Alle parole buone devono seguire i fatti buoni. Occorre chinarsi sulle ferite dell’altro e medicarle. È necessario poi accompagnarlo e donare quanto ci è possibile per ridare Speranza, per ridare Futuro. Non possiamo, infatti, predicare il bene e restare poi indifferenti. Dobbiamo agire concretamente a favore dell’altro mettendo del “nostro” perché l’altro possa Rinascere e riprendere il suo cammino e la sua vita. Se non facciamo concretamente qualcosa non stiamo facendo niente. Le parole che pronunceremo anche se belle, accattivanti, attraenti non saranno comprese dagli altri. Per essere creduti occorrono i fatti e i fatti hanno un “costo”. È inutile girarci intorno. Il Samaritano di cui parla Gesù agisce concretamente, dona del suo per ridare vita, guarire e offrire speranza. Gesù ci dice: «Va’ e anche tu fa’ così». Chi è allora il nostro prossimo? Chiunque ha bisogno di aiuto, chiunque è stato ferito dalla vita, chiunque giace a terra lungo la strada che percorriamo. E non dimentichiamo che si tratta di donare vita con cuore libero e senza giudicare l’altro, senza nulla chiedere e senza sperare nemmeno di essere ricambiati. Questo ci insegna Gesù. Questo è vivere da cristiani. Si tratta, in buona sostanza, di staccarci completamente dal “buon senso” di questo mondo per vivere da risorti in Cristo.

Franca e Vincenzo oblati camaldolesi ❤️

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 10,25-37
 
In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore.

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