[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
Chiudete gli occhi per un istante e provate a immaginare la polvere sulle strade di Gerusalemme, il calore di una stanza illuminata solo dalle candele e il rumore dell’acqua che cade in un catino. Gesù si è appena alzato da terra, ha ancora le mani umide dopo aver lavato i piedi ai suoi amici, e vi guarda dritto negli occhi con un’intensità che toglie il fiato. In quel silenzio carico di promesse, lancia un’idea che ribalta il mondo: la vera grandezza non sta nel sedersi sul trono, ma nel diventare ponti.
«Chi accoglie colui che manderò, accoglie me». Sentite il brivido di queste parole? Non è solo un invito alla gentilezza, è l’inizio di una rivoluzione cosmica. Gesù vi sta dicendo che la sua presenza non è confinata nei libri o nel passato, ma pulsa viva nel volto di chi incrociate ogni giorno. Siete chiamati a essere i suoi “inviati”, frammenti di luce che camminano nelle periferie del cuore dei vostri coetanei.
Sognate una vita dove ogni incontro non sia un caso, ma un appuntamento con l’Infinito. Quando tendete la mano a un amico escluso, quando ascoltate il silenzio di chi soffre, o quando accogliete con coraggio la vostra stessa fragilità, state aprendo la porta a Dio in persona. Siete i riflessi di un mosaico divino: accogliendo l’altro, diventate il grembo in cui il Cielo tocca la Terra. Non abbiate paura di questa missione: siete i messaggeri di un Amore che non finisce mai, incaricati di ricordare al mondo che nessuno è mai davvero solo, finché esiste un cuore pronto ad accogliere.
Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️