Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?


Dal Vangelo secondo Luca 6,1-5

Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?».
Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Parola del Signore

Il passo di Luca 6,1-5 ci mette di fronte a uno dei cortocircuiti più frequenti nella vita spirituale e umana: il rischio di trasformare le regole in un fine anziché in un mezzo. I discepoli hanno fame e raccolgono qualche spiga di sabato. Per i farisei questo gesto diventa una grave violazione formale. Essi osservano la norma con rigore, ma perdono totalmente di vista l’uomo che hanno davanti e il suo bisogno primario.

​Gesù risponde richiamando l’episodio del re Davide per ribaltare la prospettiva: la legge di Dio nasce per custodire la vita, non per soffocarla. Quando una norma religiosa o morale diventa un ostacolo al bene concreto della persona, perde il suo senso originale. Dichiarandosi “signore del sabato”, Gesù restituisce alle regole il loro vero valore pedagogico: sono al servizio della libertà e della relazione, mai del giudizio cieco. Questo testo ci invita a chiederci se le nostre certezze e norme quotidiane ci rendono più capaci di amare o semplicemente più rigidi verso gli altri. 

Franca e Vincenzo, oblati camaldolesi ❤️

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *